A Milano sono i giorni della fiera dell'arte contemporanea. Ma c'è anche il "fuori-fiera”, e coinvolge tutta la città, con mostre ed eventi. Dieci cose da fare e da vedere.

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FM Centro per l’Arte Contemponea

A dimostrazione che tutto è in continuo movimento, l’arte come passione e come affari trova, in città, un nuovo luogo di confronto. Nell’ex complesso industriale dei Frigoriferi Milanesi, in via Piranesi 10, nasce FM Centro per l’Arte Contemporanea. Che cos’è? Un po’ tutto: area espositiva; temporary space per gallerie; caveau visitabile per i collezionisti che vogliono presentare al pubblico i loro tesori privati; archivi storici; servizi di art advisory; residenze per artisti e curatori; laboratori specializzati in restauro e conservazione di opere. Inaugura con la mostra “L’inarchiviabile/The Unarchivable. Italia anni ’70” (fino al 15 giugno 2016), curata da Marco Scotini in collaborazione con Lorenzo Paini, panoramica sulla scena artistica di un decennio in ebolizione. Contestualmente, aprono anche le mostre promosse dalle gallerie laura Bulian Gallery, Monitor, p420 e Spazioa.

www.fmcca.it

Franco Vaccari, Photomatic d'Italia (Milano), 1973-74

Ph. F. Tais, courtesy P420, Bologna

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Studio Azzurro a Palazzo Reale

«Non una semplice mostra, ma un’esperienza polisensoriale che racconta i 35 anni anni di Studio Azzurro, da sempre punto di riferimento della creazione artistica legata alle nuove tecnologie». L’avventura di questa factory/bottega d’arte milanese prende avvio nel 1982, grazie all’iniziativa di Fabio Cirifino, Paolo Rosa e Leonardo Sangiorgi, cui si aggiunge, nel 1995, Stefano Roveda. La parabola di questo longevo laboratorio di ricerca viene ora celebrata a Palazzo Reale con una grande mostra che – attraverso decine di proiettori, sensori, monitor e touchscreen – vuole mettere in relazione diretta visitatore e spazio circostante. La retrospettiva (più un’opera appositamente pensata per l’occasione) celebra il suo opening il 9 aprile e rimarrà in calendario fino al 4 settembre.

www.palazzorealemilano.it
www.studioazzurro.com

Studio Azzurro, “Prologo a Diario Segreto Contraffatto”, 1958, opera videoteatrale, Roma-La Piramide

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Kentridge da Lia Rumma

Ottanta figure alte fino a dieci metri per una sorta di film lungo più di cinquecento metri. Ispirata alla storia millenaria della città eterna, “Triumphs & Laments”, la monumentale opera che William Kentridge sta realizzando a Roma sul Lungotevere (tra Ponte Sisto e Ponte Mazzini), è quasi terminata. Verrà presentata il 21 e 22 aprile. Nell’attesa, qui a Milano, la galleria Lia Rumma presenta la video installazione “More Sweetly Play the Dance” (2015), una sorta di fregio in movimento, lungo circa 40 metri, sul tema della processione; e poi carboncini e inchiostri preparatori, sculture, arazzi e cut-out creati dall’artista sudafricano per il grande fregio romano. Opening il 9 aprile negli spazi di Via Stilicone.

www.liarumma.it

William Kentridge, “Marcus Aurelius I”, 2015

©William Kentridge, Courtesy Lia Rumma Gallery, Milan/Naples

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Performance in fabbrica

Per molti anni la Guarmet (in zona Bocconi, via Col Moschin, 8) è stata un’importante ditta di stampi per gioielli di bigiotteria. Ventiquattro ore prima della demolizione dello stabile (nell’area sorgerà un nuovo edificio), queste sale riprenderanno vita grazie a “People in a Building Without the Building”, una «multiversa azione collettiva» – spiegano da Careof, organizzazione no profit per la ricerca artistica contemporanea che ha ideato l’evento – realizzata attraverso performance, interventi, sound pieces e djset. Tra macchinari a riposo e vecchi scaffali, un palcoscenico multilivello attivo dalle 20 di venerdì 8 alle 20 del giorno successivo.

www.careof.org

Anna Franceschini
, “Discolite”, 
performance for one dancer, a strobe light and some collapsible reflectors – Performer: Laura Pante

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Paolo Gioli da Peep-Hole

Spazio espositivo; centro di lavoro multidisciplinare (incontri, iniziative editoriali, workshop e altre iniziative); palestra di relazioni social-culturali. Peep-Hole è l’organizzazione no profit fondata nel 2009 da Vincenzo De Bellis, il curatore che ha fatto rinascere Miart, ora in procinto di trasferirsi al Walker Art Center di Minneapolis. Il timone della galleria sarà sempre più nelle mani dalla moglie, Bruna Roccasalva; intanto, per la Week Art milanese, Peep-Hole presenta al pubblico una personale di Paolo Gioli, artista veneto (è nato nel 1942 a Sarzano di Rovigo), attivo principalmente nel campo della sperimentazione tramite video, fotografia e film. In mostra (più di 80 le opere esposte) una selezione di disegni e dipinti inediti degli anni Sessanta esposte per la prima volta. Opening il 9 aprile alle 18.

www.peep-hole.org

Paolo GIoli, “Autoanatomie (Self Anatomies)”, 1987

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Una festa per il Dictateur

La fiera, le trattative e il mercato; e poi opening in galleria e altri eventi. Ma il divertimento? C’è anche quello. Il 9 aprile, per esempio, l’appuntamento mondano è allo spazio Base, inaugurato ai primi di aprile in via Tortona: si celebrano – a base di vodka Belvedere – i dieci anni di vita di “Le Dictateur”, il progetto editoriale fondato nel 2006 da Federico Pepe e Pierpaolo Ferrari. Verrà presentata la nuova edizione speciale “Le Dictateur N.5”, a cura di Maurizio Cattelan e Myriam Ben Salah. Un party-kermesse dove tutti potranno essere protagonisti (magari affigendo da qualche parte il proprio lavoro), come vuole la tradizione di questo giornale – che poi è stato ed è anche galleria fisica, studio di design, incubatore artistico, portale di e-commerce etc. etc.

www.ledictateur.com

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Carsten Höller alla Bicocca

HangarBicocca ospita “Doubt”, mostra-kolossal di Carsten Höller, l’artista che nel 2006/2007 montò cinque giganteschi scivoli nel ventre della Tate Modern di Londra, provocando meraviglia e nasi arricciati. Viva il coinvolgimento (e il capovolgimento) del pubblico, e più è totale meglio è. Alla Bicocca la tesi prende corpo tra luci che accecano, percorsi dissocianti, giostre da luna park, macchine-parapendio per staccarsi da terra, porte girevoli a specchio ed esplorazioni in acquario. Un repertorio che attirerà grandi folle, c’è da scommetterci. Nel menu anche “Two Roaming Beds (Grey)”: due letti robotizzati, che si muovono senza sosta e in modo quasi impercettibile, destinati a quei visitatori desiderosi di trascorrere un’intera notte negli spazi della mostra. Qualcosa di più tradizionale (ma molto bello): il video sui Fara Fara, le sfide tra cantanti negli stadi del Congo, già nella Biennale dello scorso anno.

www.hangarbicocca.org

Carsten Höller, “Double Carousel”, 2011, prodotto per Enel Contemporanea

Courtesy Enel

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Sarah Lucas al Diurno

Forme antropomorfe per una personalissima battaglia contro gli stereotipi sessuali e di genere. Il nome ufficiale dell’evento è uno scioglilingua: “Innamemorabiliamumbum”; protagonista: Sarah Lucas, tra i nomi di spicco della scena inglese degli anni Novanta, epoca in cui gli Young British Artists dettavano legge. La provocatoria Lucas, in Italia, è reduce dall’esperienza alla Biennale di Venezia dello scorso anno: il Padiglione Britannico, con le sue sculture di falli giganti e corpi sezionati, non passava certo inosservato… A Milano l’artista (nata nel 1962 a Londra) porterà la sue ironiche perversioni negli spazi liberty restaurati dell’Albergo Diurno di piazza Oberdan. L’esposizione (curata da Massimiliano Gioni e Vincenzo de Bellis) è co-prodotta da Fondazione Nicola Trussardi e miart, in collaborazione con il Fai-Fondo Ambiente Italiano. Tre giorni, che però sono “sold out” da tempo.

www.fondazionenicolatrussardi.com

Sarah Lucas, "Tit-Cat Down”, 2015

Copyright the artist, courtesy Sadie Coles HQ, London. Photo: Julian Simmons

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Fondazione Carriero

Casa Parravicini (in via Cino del Duca, 4) è tra le poche costruzioni del Quattrocento rimaste in città; tutta in mattoni, un palazzetto dal sapore molto antico a pochi metri da piazza San Babila. Qui è nata la Fondazione Carriero, che vuole essere polo di produzione e divulgazione culturale. Merita una visita. Ospita una mostra che studia le affinità tra la ricerca “spaziale” portata avanti da Lucio Fontana e le sculture di Leoncillo. Tre piani sottratti al logorio della vita moderna – soprattutto la sala finale, avvolta nel buio, sapientemente allestita, che vi proietterà in un’altra dimensione.

fondazionecarriero.org

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Il “doppio” Massimo De Carlo

Il 6 aprile Massimo De Carlo ha inaugurato con un’installazione di Rudolf Stingel e un opening molto affollato il suo nuovo spazio espositivo milanese a Palazzo Belgioioso, nella piazza omonima, a pochi metri dalla Scala. La galleria è affacciata su uno dei cortili interni dell’edificio, dominata da due grandi lampadari, tra stucchi e decorazioni d’epoca. E quella “storica” di via Ventura, laggiù in zona Lambrate? Rimarrà operativa almeno fino al 2017, dice il fondatore; e quindi, 8 aprile, inaugurazione della personale del toscano Massimo Bertolini.

www.massimodecarlo.com

Rudolf Stingel, Installation views Massimo De Carlo, Milano 2016

Roberto Marossi, courtesy Massimo De Carlo, Milan/London/Hong Kong

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