Abbiamo provato in anteprima la nuovissima I-1, instant camera targata Impossible che promette di diventare l'accessorio perfetto per i nostalgici della fotografia vintage. Completamente analogica, è la prima macchina a raccogliere realisticamente l'eredità della classica Polaroid 600. Con qualche piccola ma importante rivoluzione che piacerà anche ai digital addicted

«Papà, perché non posso vedere subito le foto che mi hai scattato?»
È da questa innocente e disarmante domanda di sua figlia che a metà degli anni quaranta Edwin Land, imprenditore di successo con una laurea in chimica a Harvard, partorisce l’idea rivoluzionaria di una pellicola a sviluppo istantaneo. Come si dice in questi casi, il resto è storia: Polaroid, già famosa per le lenti da sole polarizzate, diventa una delle aziende più conosciute nel mondo, e quando nel 1972 nasce la SX-70, prima macchina fotografica con caricatore di film pack integrato, il suo fondatore – secondo solo a Thomas Edison per numero di brevetti – viene ritratto come genio (e mago) sulla copertina di LIFE.
Ma non tutte le storie hanno un lieto fine e, sfiancata dal mercato della fotografia digitale, nel 2001 Polaroid dichiara bancarotta.

Il sequel è del 2008, quando l’imprenditore austriaco Florian “Doc” Kaps rileva l’ultima fabbrica europea di pellicole Polaroid e, assieme a un manipolo di ex dipendenti della sede olandese, dà vita all’Impossible Project. Per una generazione di giovani fotografi, nostalgici di un’epoca che non hanno nemmeno vissuto appieno, anche questa è ormai storia: il progetto si espande, e Impossible dimostra che, anche se con numeri da nicchia, un mercato della fotografia analogica istantanea è ancora possibile.

Responsabile della realizzazione e distribuzione di nuovi instant film nei classici formati Polaroid (600, SX-70, Image e Spectra), e dopo aver introdotto l’Instant Lab (che permette di stampare analogicamente immagini scattate con lo smartphone), oggi Impossible lancia I-1, una instant camera che è la naturale evoluzione del progetto.

Sulla portata dell’operazione c’è poco da dire: dato che la produzione dell’ultima macchina Polaroid originale è terminata ormai più di dieci anni fa, la I-1 è la prima nuova instant camera analogica con cui è possibile scattare foto nel formato 600, quel quadrato dai colori slavati inscritto in un rettangolo verticale bianco che è la forma più immediatamente identificabile con l’idea di sviluppo istantaneo. Essenzialmente la nuova Polaroid, che però, tutta europea, con l’azienda americana non ha più niente a che vedere.

La formula è semplice e coraggiosa: una macchina pensata per contrastare lo strapotere – anche concettuale – di Instagram, dove alla fruizione social delle immagini digitali, immediata e potenzialmente superficiale, si contrappone l’uso più ragionato del mezzo fotografico analogico unito però all’essenziale velocità dello sviluppo istantaneo. Una sfida anche furba, che al mondo del digitale punta ottimisticamente solo ad affiancarsi, cavalcando quell’affezione per il mood vintage che proprio app come Instagram hanno dimostrato essere ancora molto forte e quindi funzionare bene da un punto di vista commerciale.

Tenere la I-1 tra le mani e utilizzarla dà un piacevole senso di solidità e leggerezza: pur essendo stato rivisitato in declinazione ancora più marcatamente minimal, il nuovo design ha mantenuto tutte le caratteristiche principali dei modelli a cui si ispira, risultando un po’ un mix tra una SX-70 aperta e una 600 chiusa.

Aspetto accattivante e facilità di utilizzo sono parole d’ordine, tutto si fa con un solo pulsante e una ghiera di controllo e, anche se alcune delle foto di prodotto in circolazione potrebbero trarre in inganno, non si scatta guardando in un pozzetto ma attraverso una lente con apertura a molla che, ci viene detto, potrà essere però sostituita da diversi, eventuali e futuri accessori.

Se l’ergonomia e l’ingombro non apportano dunque rivoluzioni sostanziali (è pur sempre una macchina reflex non folding e con mirino non accoppiato) la vera novità è rappresentata dal bel flash a led anulare che, oltre a funzionare come utile interfaccia utente, fornisce un’illuminazione molto connotante e decisamente originale.

In modalità standard sia il flash che l’esposizione sono automatici, il che costituisce la ben nota limitazione creativa tanto cara ai vecchi Pola-lovers; come già per l’Istant Lab, però, Impossible strizza l’occhio anche a nativi e assuefatti digitali, completando l’offerta con un’app in bluetooth che, se da un lato promette e permette molto – autoscatto, doppia esposizione, effetti di colore e, appunto, controllo manuale dell’esposizione e del flash – dall’altro stempera forse un po’ quel gusto così squisitamente analogico che della I-1 (distribuita da Nital e disponibile da fine Maggio a 299 euro) dovrebbe sancire il successo.

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