Hanno redatto un manifesto ambizioso, distribuiscono ottimi film (in tutta Italia e in lingua originale) e probabilmente presto avranno anche una sala. Ecco la Wanted

La parola manifesto porta alla memoria gente come Marx & Engels, Marinetti e il futurismo, tutt’al più il soprannome bellicoso di Ted Kaczynski, in arte Unabomber. Eppure, al momento di fondare Wanted nel novembre 2014, due ex compagni di classe alla Scuola Holden di Torino, Anastasia Plazzotta e Gianluigi Valentini, per la loro neonata società di distribuzione cinematografica hanno pensato di redigere proprio un piccolo manifesto. Leggerlo mette in chiaro fin da subito propositi, velleità e obiettivi: «Vogliamo proporre voci e linguaggi rivoluzionari», «affrontare argomenti scomodi», mettere al centro «pellicole raffinate, clandestine, fuori dal coro», «contro le logiche omologanti della legge di mercato».
A un anno e mezzo dall’atto di nascita, si può dire che ci siano riusciti, portando nelle sale (e non solo) di tutta Italia un cinema che non ha paura a definirsi “di qualità”.

Wolfpack

«A spingerci più di tutto a metterci in gioco — afferma Plazzotta, che è anche responsabile della collana di dvd Real Cinema di Feltrinelli — è stata la necessità di una scelta del genere. Volevamo che il nostro cinema avesse un certo carattere e un certo gusto, che tenesse ovviamente conto del mercato ma senza necessariamente farne la variabile principale».

I titoli che si sono guadagnati una certa fama sono già parecchi, e spesso si concentrano attorno ad aree tematiche precise e relative community di appassionati che finiscono per essere proprio il target di Wanted. Tanti titoli musicali, ad esempio: dallo storico Wild Style al più recente The Art of Rap; da Fela Kuti – Il potere della musica ai lavori su due band del nostro panorama come Afterhours e Marlene Kuntz; da Nick Cave — 20,000 Days on Earth a Nas: Time is Illmatic; dall’Alabama di Muscle Shoals all’Argentina di Un ultimo tango (film prodotto da Wim Wenders): «Lavorare su un titolo del genere, ad esempio, per noi significa contattare tutte le scuole di tango sul territorio, fare attività sulle milonghe ma anche sui siti e sulle pagine Facebook di settore: andare, cioè, a cercarci il nostro pubblico».

Nightmare

Nightmare

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Stesso discorso per un altro segmento di mercato importante, quello vicino al mondo dell’arte, che sia di strada (Exit through the gift shop e Banksy does New York) o più classica (Diana Vreeland: Limperatrice della moda e Peggy Guggenheim: Art Addict). Chiamatele se volete nicchie, ma oggi — a fronte di una frammentazione del mercato sempre maggiore — lo spazio per proporre con successo un’offerta ricercata è aumentato, invece di diminuire: «Alla crisi del cinema, di cui tanto si parla, io credo e non credo, perché la vedo anzi come il momento ideale per azzardare, mischiare le carte, osare, contaminare. Se salta il vecchio sistema, per noi è soltanto un vantaggio».

Bisogna avere delle idee, però, e direttamente collegate al progetto Wanted Plazzotta ne propone diverse. «Da un lato credo ancora molto nella sala, che offre un’esperienza di visione unica; per me, però, la sala ideale oggi dev’essere un luogo esteticamente bello e soprattutto di condivisione, dove si guarda un film ma si può anche bere un calice di buon vino e mangiare qualcosa durante la proiezione — finger food e bento box, ad esempio, non i soliti popcorn. Le generazioni più giovani oggi sono abituate a vivere in maniera social ogni loro attività: il cinema non deve far differenza, dev’essere vissuto e condiviso con gli amici».

Fela

Fela

Poi — in sola apparente contraddizione — un’altra idea forte è quella di «portare il cinema fuori dal cinema» e farlo arrivare ovunque: nei musei (la prima visione europea di Troublemakers, bellissimo documentario sul fenomeno della land art, si è svolta a Milano nel cinema della Fondazione Prada) e nei locali, sui prati e nei cortili, sui muri dei palazzi e dentro le scuole.

Sono concetti che si trovano alla base della visione più ambiziosa nata da Wanted e sfociata nel progetto CineWall, che a Milano ha vinto un bando comunale per «progetti innovativi ad alto impatto sociale» e da settembre sfocerà in una campagna di crowdfunding. «Chiederemo a chi crede in noi di sostenerci con piccole donazioni per raggiungere il nostro obiettivo economico stabilito; se ce la faremo, il Comune contribuirà con la stessa cifra da noi raccolta, finendo quindi per raddoppiarla. Il progetto è quello di creare una sala cinematografica Wanted, che diventi centro multiculturale e non solo schermo di proiezione. Noi mostreremo i nostri film, certo (in lingua originale con sottotitoli), ma lo spazio avrà un palco per ospitare musica live e letture oltre a una libreria a tema, sarà affittabile da registi esordienti per mostrare i propri lavori, offrirà corsi di alfabetizzazione cinematografica per i ragazzi con una selezione di titoli ad hoc, interagirà con le scuole».

Fela

Fela

Uno spazio che guarda come ispirazione alle grandi città europee, quelle che ospitano i festival chiave per chi vuole scoprire, vedere e magari acquistare un cinema di un certo tipo. «Berlino per noi è l’appuntamento più importante — racconta ancora Plazzotta — per la qualità dei titoli offerti e perché arriva a ruota del Sundance Film Festival. Subito dietro c’è Cannes, che ha meno presenza documentaristica ma un mercato fondamentale. Venezia lo seguo più per piacere che per scopi professionali mentre invece forum e mercato del festival di Amsterdam, imbattibile per i documentari, sono gli appuntamenti imperdibili del mese di novembre, insieme al Torino Film Festival». Un lungo girovagare attraverso l’Europa per “catturare” il film perfetto. A (voler) essere “ricercato” è il cinema, la locandina affissa sui muri del saloon non può che avere la scritta Wanted.

 

Dove si vede il cinema bello, in Italia

Roma:  Farnese, piazza Campo de’ Fiori 56

Il Kino, via Perugia 34

Detour, via Urbana 107

Milano:       Beltrade, via Nino Oxilia 10

Bologna:    Kinodromo, via Pietralata 55

Firenze:      Spazio Uno, via del Sole 10

Stensen, viale Don Giovanni Minzoni 25

Torino:       Centrale, via Carlo Alberto 27

Trieste:       Cinema dei Fabbri, via dei Fabbri 2/A

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