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La convention repubblicana di Donald Trump si chiude questa notte, con il gran finale del discorso del candidato alla presidenza degli Stati Uniti. Seguite su 24ilmagazine.com le novità live dalla Q Arena di Cleveland.
Subito dopo, probabilmente venerdì mattina, ad Orlando, in Florida, Hillary Clinton annuncerà il nome del suo candidato vicepresidente. Il timing della comunicazione è intuitivo: Hillary ruba un po’ di scena a Trump e trasferisce subito l’attenzione dei media sulla sua convention, che inizierà a Philadelphia lunedì 25 luglio.
I possibili vicepresidenti cui Hillary sta pensando per arricchire il ticket elettorale sono l’ex governatore dell’Iowa e ora Segretario all’Agricoltura con Obama, Tom Vilsack; l’ex governatore della Virginia ed ex presidente del Partito democratico, Tim Kaine; l’ex sindaco di Houston e ora Segretario all’Edilizia, Julian Castro; il Segretario ai Trasporti, Thomas Perez; l’ex comandante supremo della NATO, ammiraglio James G. Stavridis, il senatore afroamericano del New Jersey Cory Booker e il senatore nonché ex governatore dell’Ohio, Sherrod Brown. Magari ci stupirà con un altro nome, ma questi sono quelli più accreditati dai giornali americani.

Al di là dei rapporti personali con Hillary, la scelta dipenderà molto dalla strategia pianificata nel quartier generale della candidata democratica. L’idea che circola adesso è che Hillary abbia bisogno di un vice molto credibile sui temi della sicurezza nazionale. In questo caso l’ammiraglio James G. Stavridis, ma anche il senatore della Commissione Esteri, Tim Kaine, sarebbero in prima fila.

Nel caso Hillary decidesse di puntare su qualcuno con le credenziali giuste per affrontare il tema della crisi economica, e delle diseguaglianze percepite nella vecchia America industriale, i candidati sarebbero Cory Booker e Sherrod Brown, due anche motto capaci di rispondere e attaccare l’avversario. Brown, inoltre, viene dall’Ohio, uno degli Stati decisivi per vincere le elezioni. Sarebbe un candidato perfetto, ma ha un solo problema: in caso di elezione si dovrebbe dimettere da senatore e il suo seggio sarebbe occupato fino alla scadenza del mandato da un uomo o una donna scelti dal governatore repubblicano dell’Ohio John Kasich. La maggioranza al Senato è in bilico, Hillary potrebbe non voler correre il rischio di essere eletta alla Casa Bianca e poi dover affrontare un Senato guidato dai repubblicani. Castro e Perez hanno poca esperienza, ma sono di origine ispanica e questo potrebbe aiutare a consolidare il vantaggio di Clinton con le minoranze. Vilsack, ma anche Kaine, sarebbero scelte meno nette, ma molto affidabili e senza sorprese.

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