Yolo / Musica

Un super disco cupo per tempi cupi

15.07.2016

Il nuovo album dei Felice Brothers è un capolavoro di malinconia, depressione e nonsense. C'è anche il disco degli Avett Brothers, un po' così.

Non so se sia una coincidenza, ma due dei gruppi che mi hanno più entusiasmato negli ultimi anni hanno pubblicato ancora una volta i loro nuovi dischi più o meno in contemporanea. Sono i Felice Brothers e  gli Avett Brothers. Siamo in zona alt country, ma con approccio e origine diverse. I fratelli Felice sono di upstate New York, suonavano alla fermata della metropolitana di Union Square; i fratelli Avett provengono dalla North Carolina, con quarti di nobiltà folk maggiori. I due fratelli Felice (il terzo, Simone, ora tenta la carriera solista) sono più ruspanti, direi più rockettari degli Avetts, più Bob Dylan con la Band che Nashville revival. Gli Avett Brothers sono più establishment, quasi di moda e vantano collaborazioni con il produttore Rick Rubin e di recente Seth Avett ha pubblicato uno splendido maggi ad Elliot Smith assieme a Jessica Lea Mayfield.

I due gruppi sono su piazza da un bel po’ di tempo, entrambi hanno superato quota dieci tra album in studio e live. Li ho ascoltati per la prima volta nel 2009. Il disco dei Felice Brothers si intitolava Yonder is the clock, quelli degli Avett Brothers I and love and you. Sono due capolavori del genere cosiddetto Americana, musica delle radici, concepita in fattoria, con banjo, chitarre e tanti cori. Testi abbastanza non sense, quelli dei Felices; canzoni d’amore quelle dei fratelli Avett. Quei due dischi sono rimasti insuperati, ma non trascurate i successivi.

Ora, di nuovo, sono usciti in contemporanea con i loro nuovi dischi.

Nolan Conway

Life in the Dark (qui lo streaming del disco) dei Felice Brothers è meraviglioso, nella sua cupezza. C’è una canzonetta perfetta per le radio, Plunder; il brano di apertura Aerosol Ball che stabilisce il tono dell’intero album; e poi una serie di brani con la tradizionale malinconia dei due fratelli Ian e James Felice: Life in the Dark, Triumph ’73 e soprattutto gli oltre otto minuti finali di Sell the house.

True sadness è il titolo del nuovo disco degli Avett Brothers, il secondo dopo I and love and you prodotto da Rick Rubin. Le recensioni sono pessime, con tante battute sulla vera tristezza (che dà il titolo all’album) di sentire gli Avett Brothers in queste condizioni. Dopo un paio di dischi decisamente country, incapaci di emulare il successo di I and Love and you, con True sadness gli Avetts e Rubin hanno provato a fare un disco pop, con tante tastiere e battiti di mani elettronici. La trasformazione in pop star non è riuscitissima e un po’ infastidisce. Però, ascoltatelo bene il disco. Le canzoni belle ci sono. Ascoltate You are mineI wish I was.

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