Journal / Auto

Ritorna la Svedesona!

26.08.2016

Fascinazioni scandinave, nostalgia degli status symbol anni Ottanta, diavolerie moderne. Wow, che station...

Giornali molto sessisti d’altri tempi avrebbero titolato “La svedesona fa tutto da sola”, e comunque oggi la Volvo torna alle origini della station “grossa”, la V90, e ricorda supremi status symbol degli anni Ottanta e Novanta, le 740 e 760 GLE che facevano sognare notai e commercialisti a Brescia e non solo (possibilmente con antennino per radiotelefono, che si metteva “aftermarket” sul montante posteriore sinistro). Ripescando a mani basse – come si dice per gli stilisti – nel “dna” del brand, andando anche molto più indietro dei succitati Ottanta e Novanta, i nuovi padroni cinesi del marchio sono andati a riprendere stilemi insospettabili sportivi e “light” anni Sessanta e Settanta: il radiatore sottile, la coda sportiva della P1800 ES, ultimo modello prima che Volvo decidesse di fare solo macchine per famiglie affluenti e numerose (sì, c’è stato questo tempo).

Ecco, dunque, la nuova station V90, che torna come seria alternativa alla station “di prestigio” del fatidico duopolio Bmw-Audi («Cambiare car è una scelta di vita, believe me», sosteneva il Dogui in Vacanze di Natale). In più, la Volvo “grande” si guida anche “da sola” fino a 130 chilometri orari: è infatti in grado di leggere la segnaletica stradale, di mantenere la carreggiata, di accelerare e frenare. Mentre in città è autonoma fino a 65 km/h, e oltre a intravedere pedoni, individua anche animali di grossa taglia; la casa svedese nei materiali informativi mostra un alce, quell’alce che talvolta faceva sbandare auto meno stabili su ghiacci lapponici, ma alle nostre latitudini potrebbe venire utile per i gabbiani vitaminizzati o per i maiali sperduti che talvolta si trovano nei tratti stradali romani.

Altra madeleine motoristica Volvo è il turbo a benzina, che però non richiederà più un rimorchio con autocisterna come in passato: si prospetta, anzi, abbastanza sobrio con una nuova tecnica chiamata Power Pulse, un getto d’aria di recupero in grado di sopperire al caratteristico “vuoto” del turbocompressore nel fatale momento in cui si preme l’acceleratore. Visto che a bordo non ci sarà più niente da fare – oltre l’autopilota, c’è un cambio automatico a otto marce di serie o optional a seconda degli allestimenti –, per passare il tempo ecco lo schermo a sfioramento da 9 pollici del sistema Sensus che “specchia” i vostri iPhone e spara le vostre canzonette preferite su un impianto da 1.400 watt e 18 altoparlanti. Altrimenti, negli interni lussureggianti tra pelli e alluminii satinati che vi faranno sentire come su un Riva Acquarama, non vi rimane che la canasta.

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