La domanda se l'è posta per primo il “Guardian”. La musicista/compositrice 34enne si è già aggiudicata un Pulitzer, collaborato con Kanye West (con cui è in tour), vinto un Grammy

Caroline Shaw ha appena trent’anni. Ha scritto una splendida composizione acapella intitolata Partita for 8 voices, che esegue con il suo gruppo vocale Roomful of Teeth. La particolarità di quest’opera è la capacità di reinventare l’utilizzo della voce, rendendola affascinante tra vocalizzi, rumori e parlati capaci di formare il tessuto sonoro di un’orchestra imprevedibile. Su Twitter compare una notizia: Caroline Shaw diventa la più giovane compositrice a vincere il Pulitzer Price for Music. È il 2013.

I suoi primi lavori sono suonati dall’American Contemporary Music Ensemble (di cui è violinista), dai Roomful of Teeth (di cui è una voce), dal Brooklyn Youth Chorus, dai So Percussion, manifesto dell’ecletticità della scrittura musicale di Caroline.

L’anno seguente i Roomful of Teeth stanno eseguendo Partita for 8 voices a Los Angeles, dopo aver ottenuto un Grammy Award come Best Chamber Music/Small Ensemble Performance. Kanye West si presenta nel backstage e propone a Caroline di collaborare con lui per delle orchestrazioni live. Shaw declina gentilmente l’offerta. Non è interessata a lavori di orchestrazione e poco importa che la richiesta arrivi da uno degli artisti pop più importanti di questa generazione. Nonostante il blasone di Kanye, Caroline non ha intenzione di cimentarsi in qualcosa che non le interessa; ogni impegno musicale, prima di tutto, deve essere stimolante. Però quella proposta ha qualcosa di affascinante e rimbalza nella testa di Caroline. Decide allora di ascoltare attentamente 808s & Heartbreak, il lavoro più sincero e personale di Mr. West. Un disco che ha introdotto un’estetica precisa nel rap tanto da diventare immediatamente un metro di riferimento e ispirazione per la nuova generazione rap-pop. Caroline ne rimane impressionata e decide di remixare il brano d’apertura Say you will, a modo suo, campionando e loopando la sua voce, facendola crescere intorno al rap autonato di Kanye e immergendolo in lontani momenti di spoken words. Al Guardian dichiara che il brano di West l’ha colpita per un motivo particolare: nel finale non accade più nulla, consapevolmente nulla.

I Roomful of Teeth (Caroline Shaw è la prima da destra)

Siamo nel 2016 quando la ritroviamo tra i musicisti presenti nella nuova discussa fatica di Kanye West, The life of Pablo. Caroline crea l’incredibile sample vocale di Wolves e la chiusa al vocoder di Father Stretch My Hands Pt. 2 (in cui veniamo catapultati in Big Science di Laurie Anderson). Il suo lavoro è stato così apprezzato da Kanye da essere scelta tra i tre musicisti (con lei il cantante Tony Williams e il polistrumentista Mike Dean) che seguiranno Yeezus nel Saint Pablo Tour.

Una carriera ricca in così breve tempo, ha portato il Guardian a chiedersi se Caroline Shaw sia il futuro della musica.

Caroline è una musicista, una compositrice, un’arrangiatrice. Scrive, performa, dirige. Darle la responsabilità del futuro della musica è sicuramente esagerato, ma l’immagine polifunzionale, capace di ragionare e pensare arte su più livelli è certamente la figura del musicista del futuro. Una via alternativa all’accelerazionismo discografico. Un ritorno al suono primordiale.

Caroline Shaw è un esempio lampante di creatività, applicazione, passione. Non ha timori, sceglie di percepire l’arte come un pensiero privo di categorizzazioni, e ne ottiene la libertà umana e creativa di portare la musica alta nel pop, e viceversa.

Caroline Shaw potrà non essere il futuro della musica, ma è un futuro da augurare.

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