Yolo / Musica

Mèsa, tra filologia moderna e autobiografia

di FRANCESCA MILANO
26.01.2017

Claudio Patrizi

Romana, 25 anni, cantautrice: «È tutto qui». Oggi esce il suo primo Ep

«C’aveva ragione Luigi Tenco, le canzoni si scrivono quando le storie d’amore vanno male». Mèsa ha 25 anni, quando lei nasceva Tenco era già scomparso da altrettanti. Eppure qualcosa li lega, anche se solo per caso: il primo ep di Mèsa (che poi si chiama Federica Messa) esce il 27 gennaio, cinquantesimo anniversario della morte di Tenco.

«È un disco di brani autobiografici – racconta lei – che parlano tutti d’amore, o meglio di un amore finito. Ma allo stesso tempo dentro ci ho messo tanta voglia di avere un’altra occasione, di perdonare e di perdonarsi». Le canzoni come terapia? Forse.

Su di lei la cura sembra aver fatto effetto: «Nell’ultimo brano, Tutto, scritto la scorsa estate, tiro le somme di questi due anni, nel bene e nel male. Faccio pace con tutto». Sarà pure un modo facile di scrivere canzoni, quello di scriverle guardandosi l’ombelico, fatto sta che funziona: «Secondo me una canzone autobiografica è più sincera, e il pubblico lo apprezza e riesce perfino a riconoscersi».

Claudio Patrizi

Non è forse questo che si cerca nella musica? «La radio racconta una storia che parla sempre di me», canta infatti lei in Tutto. Ma lei chi è? Una ragazza romana di 25 anni che studia filologia moderna e dà ripetizioni a un bambino. È cresciuta ascoltando i Nirvana e i Pixies ma poi ha scoperto i cantautori italiani e la chitarra acustica.

Oggi le piacciono Laura Marling, Motta, Maria Antonietta e Calcutta. Da questo mix nasce il suo primo ep, cinque canzoni che «raccontano in modo rock qualcosa di pop», come «tutte le lotte lottate fortissimo e perse ancora più forte». Alzi la mano chi non si riconosce in questo verso.

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