Perché è un festival onesto; perché è a Milano; perché è alla tredicesima edizione e dura tre giorni; perché è zeppo di musicisti di cui abbiamo scritto e che, appunto, ci garbano

Se siete a Milano da giovedì 25 a sabato 27 maggio e non vi disturba l’idea di ascoltare il prossimo Brunori Sas prima che IL – e qualche decina di migliaia di italiani – lo istituzionalizzi al punto da farvi sentire orfani del vostro piccolo segreto, prendete il mezzo a pedali motore o eliche che preferite e tirate per Segrate direzione Circolo Magnolia. Lì, per tre giorni, potrete ascoltare tra i migliori esponenti dell’attuale e futura musica italiana, con l’indubbio vantaggio di averli in plotone tutti compatti, senza inutili fughe centripete che vi obbligherebbero ad aggiornare le app delle automobili in condivisione dei vostri smartphone.

Se invece il prossimo Brunori Sas non vi interessa, forse vi interessano i prossimi Dente, Iosonouncane, Calcutta, Thegiornalisti, i Cani o chiunque altro. Il risultato non cambia: avendo tutti suonato in passato al MI AMI esiste la possibilità concreta che una volta passata indenne la tre giorni magnolica il vostro settimanale scambio culturale al bar Basso assuma un livello di cogenza mai esperito in precedenza, il che – ammettiamolo – non è poco.

 

Lucio Corsi

Quindi bando alle ciance e sotto con la line-up. In disordine, tra i “protetti” da questa rivista: Le luci della centrale elettrica, Lucio Corsi, Giorgio Poi, Canova. Tra i talk of the town: Mecna, Liberato, Colombre, Carl Brave x Franco 126. Tra gli “established”: Baustelle, Edda e la“can-tan-tessa-ca-ta-ne-se” Carmen Consoli, ormai a piè di leggenda, tanto che il MI AMI ha deciso di dedicarle l’hashtag ufficiale di questa edizione, il mai dimenticato #confusiefelici. Consoli suonerà la prima sera, giovedì, e porterà un live creato appositamente per il pubblico del festival, tra il tour teatrale “Eco di sirene” e prima dell’inaugurazione della stagione al Teatro Greco Romano di Catania, un concerto definito dagli organizzatori come «un fiume in piena, che nasce voce e chitarra e si sviluppa e amplifica lentamente». Stando così le cose, saranno problemi altrui il cercare di pareggiarne intensità ed emozioni nei giorni a venire.

Ora un po’ di informazioni utili:

L’ingresso al MI AMI costa 23 euro a giornata. Bambini fino a 12 anni (inclusi): ingresso gratuito

L’abbonamento ai tre giorni costa 52 euro in prevendita e 60 euro alle casse del festival

La tessera Arci non serve.

Prevendite disponibili su: Mailticket, Xceed, Ticketone

Per il programma completo, guardare qui

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