Design

Un libro Fattobene

di STEFANO SALIS
29.11.2017

Arriva in libreria “FATTOBENE – Italian Everyday Archetypes”: un viaggio nella storia industriale italiana attraverso i suoi oggetti iconici. Un progetto editoriale che nasce dopo l’esperienza dell’omonimo negozio online. Ne pubblichiamo la prefazione

Un tardo pomeriggio di qualche anno fa, Anna Lagorio mi venne a trovare nella sede del Sole 24 Ore. Era una apprezzata collaboratrice del Domenicale, il supplemento culturale del giornale. E i nostri interessi coincidevano a tal punto che più di una volta avevamo scoperto di essere sullo stesso pezzo nello stesso momento. Una coincidenza non facile, visto gli argomenti, molto laterali, di cui ci occupavamo. Quella sera venne, oltre che per concordare dei pezzi, per raccontarmi una sua idea.

Non ci volle molto, appena sentitala, a capire che era un’ottima idea. E, conoscendo l’antecedente più prossimo (il negozio A Vida Portuguesa, che avevo visto a Lisbona), e sapendo di quale entusiasmo e tenacia era capace Anna, non avevo troppi dubbi sul fatto che l’idea si sarebbe trasformata in una splendida realtà. Ho seguito passo passo l’evoluzione di questo suo azzardo. I dubbi, le difficoltà organizzative, le idee e i soggetti che via via venivano accumulandosi e l’organizzazione che era capace di dare un senso e mettere ordine a quella forza propulsiva che veniva dalla consapevolezza di avere per le mani un progetto di grande qualità culturale e dotato per, anche, di un aspetto commerciale interessante.

Fattobene è un aggregatore di storie. Ma non basta: è un accumulatore di atmosfere e di prodotti, meglio, di storie, imprenditoriali, affettive, commerciali, che si fanno prodotti, e raccontano, in una maniera del tutto inaspettata, un frammento della storia del capitalismo italiano del Novecento. E, ovviamente, della storia culturale di questo Paese.

Attenzione: non stiamo parlando di nostalgia. È vero. La nostalgia, l’atmosfera, la ricercata persistenza di alcuni oggetti è parte integrante del fascino dei prodotti riuniti sotto l’ombrello di Fattobene. Ma da sola non basterebbe a spiegarne la portata culturale.

Intanto per un motivo banale. Visto che viviamo in un momento di particolare fortuna del ritorno a certi moduli stilistici (dico soprattutto nel packaging e nella pubblicità), i prodotti di Fattobene sembrano rientrare dentro questa tendenza. Se non fosse che essi non sono mai dei re-brand in salsa vintage di oggetti che già esistevano. Gli esempi potrebbero essere molti: i saponi Valobra, le pastiglie Leone, l’amarena Fabbri, la brillantina Linetti, la cedrata Tassoni o il tamarindo Erba sono feticci di una certa Italia. Portano in dote una splendida inattualità, che è il loro vero punto di forza. Sono racconti-oggetto di un modo di fare le cose che sapevamo appartenerci e che forse abbiamo smarrito. A differenza di prodotti che negli anni si sono aggiornati (e, appunto, ora magari si sono rifatti una patina di passato glorioso), questi prodotti sono portatori di autenticità. Cioè manifestano la loro forza primigenia: prodotti di ottima qualità (ciascuno per il proprio campo), sono la testimonianza di aziende che sono passate intatte nel tempo. Lo hanno fatto scorrere contando sulla forza del loro prodotto, sulla riconoscibilità e sull’affetto (sì, l’affetto) che molti di loro suscitano.

Stiamo parlando di archetipi del Made in Italy, quando ancora il Made in Italy non esisteva o non era stato codificato. Sono oggetti, forme, grafiche, essenze che rimandano all’idea originaria di cosa è stato capace di fare questo Paese, con le sue migliori forze imprenditoriali, quando si è permesso il lusso di puntare sulla qualità e null’altro. Poi sarebbe venuta la pubblicità, il marketing: qui siamo ancora un po’ più indietro. Il passaparola, la consuetudine, «cassetti e vecchie lavande», per citare un’atmosfera paolocontiana. Certo, un pezzo immortale di design, come il Cifra 3 della Solari creato da Gino Valle è un’icona del nostro miglior Novecento industriale, ma convive, ed è pertinente, affiancarlo all’immortale tagliere per la rigatura dello gnocco, al “mandillettu” genovese, ai cannelli di zolfo. Se la Coccoina fa bella mostra di sé al MoMA, per il suo inconfondibile lettering e aroma, questi e gli altri prodotti di Fattobene sono perfetti da esposizione nelle nostre case. C’erano sempre stati: emblemi di qualità e affidabilità, primo, e di bellezza estetica e guizzo grafico, subito dopo. Lo abbiamo sempre saputo, ed è ora di rimetterli al loro posto. Meritato e centrale, nel nostro immaginario e nella nostra pratica quotidiana. Ieri come oggi, come domani.
 

Il libro sarà disponibile nelle librerie specializzate, presso i bookshop Corraini e su shop.fatto-bene.com a partire dal primo dicembre 2017. Per pre-ordinare il libro e riceverlo in tempo per Natale, basta scrivere a: INFO@FATTO-BENE.COM

FATTOBENE
ITALIAN EVERYDAY ARCHETYPES
a cura di Alex Carnevali e Anna Lagorio

Corraini Edizioni
dal 1° dicembre 2017
288 pagine, 28 euro
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