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Che cosa c’è su #IL100

di REDAZIONE
15.03.2018

Il maschile del Sole 24 Ore festeggia i primi 100 numeri e i 10 anni di storia con una nuova grafica e nuovi contenuti. Dal 16 marzo in edicola

«10 anni, numero 100. Poteva esserci compleanno più perfetto? IL si rinnova nella continuità o, se preferite, continua a rinnovarsi», così Guido Gentili, direttore del Sole 24 ORE, presenta #IL100 nell’editoriale che apre il nuovo numero in edicola da venerdì 16 marzo. Quello del 100 è un motivo che ritorna tra le pagine del giornale, in varie declinazioni. C’è quella dell’età, per cui avere 80, 90 o 100 anni diventa un valore. Ci sono le 100 parole dei designer che si immaginano il futuro e poi lo esporranno nella mostra #sendmethefuture alla galleria milanese Subalterno1 durante il prossimo Salone del Mobile. Ci sono i 100 anni dalla nascita di Achille Castiglioni. C’è la versione del creativo olandese Erik Kessels, che ha scelto la foto di un bambino per rispondere alla domanda «a che cosa ti fa pensare il numero 100?». E poi ci sono le capsule d’autore che chiudono il giornale: un matematico (John David Barrow), un disegnatore (Tullio Pericoli) e un romanziere (Dan Brown) hanno interpretato per IL il numero 100.

 

Glocal, la nuova sezione all’inizio del giornale che rappresenta uno sguardo sul mondo, apre con una riflessione sulle elezioni presidenziali russe del 18 marzo, a firma di Anna Zafesova: le vecchie ricette non funzionano più perché indifferenza e malcontento la fanno da padroni e per Vladimir Putin, vincitore scontato, non saranno anni facili. Segue, tra le altre cose, un reportage dai traghetti urbani di New York fatto dalla street photographer Francesca Magnani: l’amministrazione ha investito sui ferries con nuove linee e prezzi bassi e stare insieme sull’acqua è diventato il nuovo rifugio degli abitanti della città. Un pezzo di Emanuele Bompan (che firma con Marirosa Iannelli il libro Water Grabbing in uscita il 22 marzo, giornata dell’acqua, per i tipi di Emi) indaga la correlazione tra la drammatica penuria di acqua di Città del Capo e il piano energetico del Sudafrica legato al carbone. Ancora: un’infografica di Elena Montobbio mostra come compriamo e come mai la sfida negozi contro online sia ancora aperta; internet conquista sempre nuovi adepti ma lo shopping vecchio stile non si dà per vinto.

 

Nella parte centrale del giornale, gli scrittori Amos Oz, A. B. Yehoshua e David Grossman conversano sui settant’anni dello Stato di Israele, nato il 14 maggio 1948: Elena Loewental ne fa un resoconto partendo dall’infinitezza, che è il significato di settanta nella numerologia ebraica. Fabio De Luca invece fa una lunga riflessione sulla discoteca come laboratorio di cultura pop legata alla musica, alla moda, al design: una storia che ha sempre visto l’Italia tra i Paesi all’avanguardia e che ora viene celebrata nella mostra al Vitra Design Museum Night Fever. Designing Club Culture. 1960-Today (dal 17 marzo al 9 settembre). Stefano Salis entra nella biblioteca Ambrosiana di Milano, dove è ambientato il reportage di moda di questo numero di IL, dove tra libri rari, codici miniati, incunaboli, manoscritti e dipinti c’è spazio anche per l’eleganza. E Clara Miranda Scherffig in quella di New York, che vedremo in un accurato documentario di Frederick Wiseman: Ex Libris, al cinema dal 23 aprile. Infine, Mattia Barro ha visitato il quartier generale della Juventus femminile a Vinovo, Torino, dove le calciatrici si allenano e si battono ancora contro il pregiudizio più antico: quello dell’ignoranza.

 

Ilmese, la sezione dedicata agli appuntamenti di cinema, serie tv, musica e arte, presenta i titoli da tener d’occhio e le selezioni di IL, tra cui il debutto alla regia di Aaron Sorkin nel film con Jessica Chastain Molly’s Game, Tonya con la superstar in divenire Margot Robbie sulla pattinatrice Tonya Harding, la serie che sarà trasmessa da Netflix The Alienist e quella che ancora non si sa quando arriverà in Italia Howards End del regista premio Oscar Kenneth Lonergan. Infine il disco No Mercy in This Land di Ben Harper e Charlie Musselwhite, blues di sostanza.

 

Area di sosta è una nuova sezione per storie di design, moda e beauty. Si comincia con il dietro le quinte di un’anteprima del Salone del Mobile 2018, una chaise longue moderna e la sua genesi industriale. Si prosegue con la rubrica “L’avessi fatto io. Pezzi classici scelti da designer moderni”, con Federico Peri che si confronta con la lampada Parentesi di Achille Castiglioni di cui si festeggiano anche con varie iniziative i 100 anni dalla nascita. Si chiude con l’approfondimento di moda dedicato ai tessuti colorati, alle stampe, ai disegni contro il monopolio delle tinte unite e ai consigli del beauty.

 

Corsia di accelerazione è una nuova sezione per le storie di velocità e avventura: la Jaguar E-Pace, la moto Kawasaki Ninja H2 SX, l’intervista a Giovanni Soldini dopo il record in barca a vela sulla rotta Hong Kong-Londra. E ancora: gli orologi, gli smartphone, i vini.

 

Il viaggio di questo mese è nella Bassa Padana, uno stato mentale. Sulle orme del film di Luca Guadagnino Chiamami col tuo nome, alla riscoperta di luoghi che sembravano confinati all’oblio: da Crema alla valle del Po.

 

Storiacce, la rubrica di approfondimento della cronaca condotta da Raffaella Calandra su Radio 24, compie 10 anni e approda su carta come appuntamento mensile su IL. Si comincia dalla visita alle stanze dove i Ros gestiscono intercettazioni e telepedinamenti per prevenire gli attacchi degli estremisti islamici nel nostro Paese: 105 sono stati sventati solo nell’ultimo anno.

 

Appendice, in fondo al giornale, è una sezione di lettura e questo mese propone un’anteprima del libro di Laurent Binet La settima funzione del linguaggio: un thriller semiologico che uscirà in libreria per la Nave di Teseo il 22 marzo. Marco Rossari traccia una suggestione collegando Asymmetry, il libro di Lisa Halliday, e Philip Roth col suo Why Write (entrambi arriveranno in Italia dopo l’estate). Guido De Franceschi consiglia di riscoprire il romanzo Obabakoak dello scrittore basco Bernardo Atxaga sulla scorta del successo di Patria di Fernando Aramburu. Alessandro Giberti spiega come The New Global Road Map di Pankaj Ghemawat sia un testo fondamentale per capire la globalizzazione oggi.

 

 

 

 

La copertina di IL100

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