Appendice

L’ombra del campione

26.09.2018

Un commissario innamorato di Platone e goloso di “cassoela” è il protagonista di una commedia noir sui misteri che aleggiano sulla vita di Giuseppe Meazza in una Milano avvolta nella nebbia. Ecco un breve estratto da “L'ombra del campione”, il primo romanzo di Luca Crovi, scrittore, giornalista, sceneggiatore di storie a fumetti, che cura per “IL” l’appuntamento mensile della graphic novel.

«Lei non si fa mai mancare da leggere, commissario?»
«Mai, caro Antonio»
«E di che parla quello?»
«Il Critone è un libro perfetto per queste mura. È un dialogo fra Socrate e il ricco ateniese Critone. Quest’ultimo vuole convincere il filosofo a evadere dal carcere in cui è rinchiuso. Ha preparato per lui anche una nave con la quale allontanarsi da Atene. Critone spiega a Socrate che con il suo denaro corromperà le guardie e così Socrate potrà sfuggire alla condanna a more ingiusta alla quale è destinato. Critone cerca di convincere il maestro ad accettare quella proposta perché è l’unica possibilità che ha di salvarsi. Socrate gli risponde che, pur essendo innocente, non può accettare di sfuggire alla pena capitale alla quale è stato condannato. Se lo facesse andrebbe non solo contro le leggi di Atene ma soprattutto contro quelle della morale che ha sostenuto per anni. Una norma, anche se ingiusta, non va mai trasgredita: al contrario bisogna battersi per cambiarla in meglio. Socrate sostiene che evadere equivarrebbe a tradire quelle leggi che hanno fondato la democrazia di Atene per la quale ha combattuto tanto a lungo. Non può concepire che una persona anziana come lui, che è stata sempre coerente, assuma un comportamento trasgressivo e assurdo solo per scampare alla morte. La vita umana ha meno valore della giustizia. Non bisogna tenere in massimo conto il vivere in quanto tale, bensì il vivere bene che coincide con il vivere secondo la virtù e l’onestà».
«Quindi lei, commissario, mi sta dicendo che, nonostante fosse stato accusato ingiustamente di corrompere i costumi dei giovani, Socrate accettò la condanna senza opporsi?»
«Accettò di bere la cicuta consapevole che il suo messaggio sarebbe arrivato ai posteri».
«Ma allora lei perché si è adoperato per scarcerare il Pierino. Il barile di acciughe l’ha rubato per davvero, e meriterebbe di stare dentro. Magari il suo senso di giustizia cambierebbe così come la sua moralità».
«Sì, ma tu, Cerruti, hai mai pensato a quanta gente finisce dentro per un nonnulla, qui a Milano, e non esce più? Da domani il Pierino sarà costretto a dar ragione a me, a te e alla giustizia, della sua scarcerazione. Gli è stata concessa una seconda possibilità. E forse questo gli permetterà di guardare il mondo con altri occhi».
«Ha ragione, commissario. Ha messo più gente in carcere la fame che il male».

Luca Crovi

L’ombra del campione

Rizzoli
202 pagine
18 euro
Chiudi