Un soprannome da super eroe, una linea di prodotti energetici, tre film, un libro: Laird Hamilton è il re della Big Wave. E si è inventato un training subacqueo per far ritrovare la forma (e il giusto peso) a chi è sotto stress

Il soprannome da supereroe Laird «Water Man» Hamilton se l’è guadagnato tra onde gigantesche, palazzi d’acqua alti anche venti metri. È considerato il miglior specialista di big wave surfing (anche se il record del mondo dell’onda più alta è stato da poco conquistato dal brasiliano Rodrigo Koxa: 24,4 metri d’altezza). Nato a San Francisco, Laird è cresciuto alle Hawaii con Billy Hamilton, il patrigno surfista da cui è stato adottato. «Fui io a presentare Billy a mia madre. Ero un bambino e lo osservavo ammirato dalla spiaggia, mentre si muoveva sulla tavola. Diventammo amici. Li feci incontrare e… si sposarono», racconta. Il surf, nato come passione di famiglia, diventa ben presto una pratica personale. «Per me è una sorta di arte, più che uno sport, una disciplina per vivere meglio: così l’ho sempre interpretato», spiega. «Per questo non ho mai partecipato alle competizioni. Non si tratta di una gara, ma di una scelta di vita». Quasi una filosofia, che ha raccontato sia in un libro (Force of Nature: Mind, Body, Soul, and, Of Course, Surfing, Rodale Books) sia nel documentario Take Every Wave. The Life of Laird Hamilton di Rory Kennedy, presentato al Sundance Film Festival 2017. Laird ha lavorato anche a Hollywood accanto a Pierce Brosnan (La morte può attendere), a Kevin Costner (Waterworld) e in Point Break. Lo abbiamo raggiunto a Malibù, dove vive con la moglie Gabrielle Reece e le sue tre figlie: «Da qui posso scrutare l’orizzonte in attesa dell’onda giusta. Il rapporto con l’oceano è come una grande storia d’amore, fatta di alti e bassi, violente delusioni e intesa perfetta, desiderio e fusione».

Quali sono i benefici del surf?  Mare e natura sono buoni insegnanti. S’impara la direzione del vento, il significato dell’umiltà, il valore dell’esperienza. Affrontare le onde, specialmente quelle più alte, instilla una grande sicurezza. Tutte le altre prove della vita sembrano poi facili. Questi sono i vantaggi dal punto di vista psicologico. Fisicamente, il fatto di nuotare e remare con le braccia, mette in moto tutto il sistema vascolare e il cuore. Le gambe si rafforzano, la muscolatura si tonifica.

 

Lei ha ideato Extreme Performance Training. Di che cosa si tratta? Più che un programma di allenamento è uno stile di vita, adatto a tutti, specialmente a persone che hanno bisogno di ritrovare la concentrazione, un buon equilibrio mentale e di vincere lo stress. Si basa su una corretta respirazione e su esercizi in acqua e sott’acqua. Compresa l’antica pratica polinesiana di passeggiare sul fondo dell’oceano, con l’aiuto di pesi.

Quanto è importante l’alimentazione? Io ho creato una linea di prodotti Superfood, che puntano a migliorare le performance di corpo e mente. Ma la dieta non basta. La salute si costruisce con un buon sonno, belle letture, piacevoli relazioni sociali, tempo per sé, tutto quello che ci rende felici, spontaneamente. Io posso solo dare consigli.

Torniamo al surf. Quali sono i posti migliori? Ci sono mete stupende per una vacanza, adatte anche a chi non pratica necessariamente surf, ma magari ama guardarlo: Tahiti, Fiji, Tasmania, Nuova Zelanda, Cile, Perù, Marocco. E poi la California.

E in Europa? Nei Paesi Baschi e in Portogallo ci sono onde fantastiche.

Quale mette al primo posto? Pe’ahi reef, alle Hawaii.

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