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Arcipelago con vista Amsterdam

IL 106 26.10.2018

Un rendering di Centrumeiland. Sulla sinistra, la parte già completata dell'arcipelago di IJburg

La soluzione olandese alla mancanza di case e spazio: dieci isole artificiali (la settima è stata appena ultimata) con 18mila abitazioni ecosostenibili

C’è un momento storico destinato a delimitare un prima e un dopo nella storia di Amsterdam. È il 1997, anno in cui parte il progetto di urbanizzazione di un nuovo arcipelago fatto di 10 isole sulle acque del Lago IJmeer; un piano che oggi, più di vent’anni dopo, ha stravolto la geografia della capitale olandese. E forse anche i vecchi dogmi dell’edilizia tradizionale.

Tutto inizia nel cuore degli Anni 90, quando un movimento giovanile denominato Krackers scombussola la quotidianità della città, occupando case vuote e chiedendo nuovi spazi abitativi. Amsterdam è alle prese con un ennesimo boom edilizio. Ha bisogno di case. Amministratori pubblici e costruttori, però, stavolta si trovano davanti a un ostacolo che sembra insormontabile: non c’è più spazio per costruire – l’Olanda è il Paese più densamente popolato d’Europa. Da qui l’idea di costruire dieci isole sulle acque del Lago IJmeer in grado di ospitare 18mila abitazioni. Una delle dieci si chiama Center Island (o Centrumeiland), e ha superato la linea di galleggiamento nel 2015. Ora è finalmente pronta per l’edificazione vera e propria, con case costruite con materiali speciali, come la lega di carbonio, e pronte a tutto grazie al metodo di costruzione definito “pancake”.

Centrumeiland è la settima isola del progetto iniziale. E sarà anche la più verde. Le abitazioni saranno simili a quelle già edificate nella zona. Solitamente su tre piani, con l’area living al piano “terra”, le camere da letto al piano superiore, e un’area ripostiglio e stireria sotto al livello dell’acqua. Ne costruiranno milleduecento. Ogni edificio sarà protetto dalle inondazioni grazie ai Terpen, particolari tumuli artificiali utilizzati da sempre in questa regione per rendere vivibili le zone con maree imprevedibili. A maggiore protezione, tutte le aree verdi saranno dotate di piccoli canali aperti che veicoleranno l’acqua piovana nelle parti disabitate dell’isola. Nessuna abitazione sarà collegata a linee di gas naturale, e il calore sarà fornito da un sistema di teleriscaldamento alimentato da pompe di calore. Altre misure energetiche: tripli vetri, pompe di recupero del calore, pannelli solari e serbatoio per la raccolta delle acque piovane. I primi lotti sono stati venduti su carta nel 2016. I lavori inizieranno a breve, con i primi abitanti di Centrumeiland che potrebbero insediarsi già nel 2019. Altre tre isole saranno create nell’arcipelago di IJburg. La prossima, Beach Island, dovrebbe essere portata a galla l’anno prossimo.

Amsterdam, insomma, si appresta a vincere la sfida iniziata vent’anni fa. Oggi, con la Brexit che tiene sospesa Londra, la capitale olandese è fra le città europee a maggiore attrazione per startup e aziende innovative di tutto il mondo. E con un’edilizia così, tutto sembra molto più semplice.

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