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Street artist, dall’underground alle hall of fame

IL 106 29.10.2018

“Ufo”, olio su tela di Banksy del 2006, al Mudec di Milano dal 21 novembre per la mostra “The Art of Banksy. A visual protest”

Ha un’anima pop che nasce e muore sui muri delle periferie delle città. L’arte di strada ha rivoluzionato un mercato con cui vive in perenne conflitto: attratta dalle quotazioni milionarie alle aste, ne teme e sfida le possibili contaminazioni. Al punto da autodistruggersi

La Street Art si conferma arte della performance, gesto creativo in continuo movimento, affetto da creazione e distruzione, segno estetico che fa riflettere sullo status dell’arte, sulla fruizione del pubblico, sul ruolo sociale dell’artista, sulle nostre città e sulle nostre periferie. In breve la protesta diventa pop e i simboli della violenza si capovolgono strappandoci il sorriso. La critica warholina della società dei consumi allunga la sua ironia sul fallimento della politica e delle ricomposizioni sociali e sulla persistenza dei conflitti. Le immagini e i luoghi dove appaiono sono i contenuti, l’arte concettuale va in pensione. È la rivoluzione dell’Urban Art che gioca sulla popolarità della visione, la strada, sullo scardinamento dei luoghi celebrativi dell’arte, i musei dove spesso si svolgono le azioni degli street artist: Banksy lo ha fatto al Brooklyn Museum, al MoMa, al Met e al British Museum

Tutto forse già raccontato nella storia del pensiero artistico del Novecento a partire da Duchamp con la sua Fontana. Probabilmente oggi l’unica novità è la moltiplicazione virale sui social dell’arte di strada, l’emulazione dei collezionisti che fanno a pezzi le tele dei loro beniamini: è successo per una delle copie della Ragazza col palloncino di Banksy dopo il 5 ottobre scorso quando, a Londra nell’asta di arte contemporanea di Sotheby’s, l’artista inglese ha semidistrutto, triturandola, la stessa immagine, prendendosi gioco del mercato e poi riconciliandosi semplicemente cambiando nome, in Love is in the Bin, all’opera. Un gesto clamoroso con un’enorme eco mediatica, tanto che in molti prevedono il moltiplicarsi delle quotazioni dell’artista che il giorno dopo, il 6 ottobre, nel Day sale di Sotheby’s, vedeva già raddoppiare le sue stime. Dal 2001, quando sono apparsi i suoi primi lavori in strada a Londra, al 2003, quando Keep it real è stata battuta nella prima asta pubblica da Bonhams per 800 sterline, l’anonimo artista di Bristol ha moltiplicato il suo valore economico: il suo fatturato quest’anno ha superato gli 10,8 milioni di dollari, avvicinandosi ai 12 milioni del 2008 quando segnò anche il suo record da 1,8 milioni di dollari con Keep it sportless. Un fatturato superato solo dall’artista e designer Brian Donnelly (classe 1974), in arte Kaws, che con le sue sculture tridimensionali di personaggi di fantasia e icone storiche rilette con ironia ha già raggiunto i 17 milioni di dollari.

Le prime case d’asta ad accorgersi del fenomeno sono state Bonhams e Dreweatts & Bloomsbury Auctions, poi sono iniziati gli incanti tematici. La squadra dei writer, eredi di Jean-Michel Basquiat e Keith Haring, ormai è composta da artisti consolidati: Shepard Fairey, in arte Obey, celebre con il poster di Obama con la scritta «Hope», Invader, JonOne, Os Gemeos, Stik, Gérard Zlotykamien, Vhils, Rammellzee. Tutti hanno quotazioni record in asta: per Kaws 1,3 milioni di dollari, per Invader fino a 345mila dollari, per Dondi White fino a 240mila dollari, per Rammellzee 137mila dollari, per il duo brasiliano Os Gemeos 310mila dollari (a Frieze sono stati venduti tra i 130-200mila dollari dalla galleria Lehmann Maupin) e per JR 50mila dollari. Sono molte le gallerie che seguono gli artisti di strada a partire da Steve Lazarides nel Regno Unito. Un assaggio di Street Art potremo averlo dal 21 novembre al 14 aprile al Mudec di Milano con la mostra The art of Banksy. A Visual Protest a cura di Gianni Mercurio.

“Presenting the Past” (2014), serigrafia a colori del writer americano Kaws

Ma quando gli artisti di strada hanno visto il loro valore crescere sul mercato e all’asta? «Iniziò intorno al 2005 a Londra con Bansky, i cui prezzi aumentarono significativamente. Poi a Parigi nel 2006-2007 con importanti aste su artisti di graffiti come JonOne, Crash, Futura, tra gli altri. Il mercato era pronto a presentare questo universo artistico, sfuggito al secondo mercato in galleria», spiega Arnaud Oliveux, auctioneer – senior specialist di Urban Art & Contemporary Art della casa d’asta francese Artcurial. «Ai collezionisti piace quest’arte perché è un movimento a se stante nel contemporaneo, corrisponde bene a un nuovo modo di collezionare: dal lavoro originale alle carte, ai supporti di ogni tipo perfino ai giocattoli», prosegue. È un approccio differente all’opera d’arte, legato al cambio generazionale: i collezionisti hanno scoperto lo spirito dell’arte urbana e se ne sono appropriati.

La Street Art nasce dalla cultura underground come protesta, reazione al mercato e alla musealizzazione delle opere d’arte: dal bombing, le scritte e le pitture illegali sui vagoni e sui muri delle periferie, approda alle hall of fame, i muri dipinti legalmente. «Come si è osservato, gli artisti possono criticare l’istituzione dall’interno», spiega Oliveux. «Il recente intervento di Banksy in asta è un buon esempio». Ma l’atteggiamento dei writer verso il mercato è ambivalente: desiderio di farne parte, di essere quotati, ma anche di evitare di essere contaminati dal sistema. Il mercato è attraente: alcuni artisti vogliono entrare e partecipare, altri preferiscono allontanarsi. Blu, in Italia, è un esempio significativo: non vuole far parte del sistema ed è pronto a distruggere le sue opere sui muri, in modo che il suo lavoro non venga catturato e musealizzato. Naturalmente dai muri alle aste il supporto cambia: «Vendiamo supporti classici, come per l’arte contemporanea. Non vendiamo le opere rubate dai muri in strada, lì dove devono restare per dare significato al luogo stesso, come per Invader e Banksy. Aggiudichiamo tele, carte che vengono vendute all’asta accompagnate da certificati degli artisti per evitare abusi», chiarisce Oliveux. Ai nomi internazionali si aggiungono gli artisti di strada italiani particolarmente ricercati come Blu, che non fa quasi nulla di commerciabile, Andreco ed Ericailcane.

L’ultima parola sugli “imbrattamuri”, come spesso gli artisti di strada vengono ancora definiti dai puristi dell’arte, è della Corte federale di Brooklyn: ha dichiarato i graffiti arte a tutti gli effetti, protetta dalla legge degli Stati Uniti per le future generazioni, condannando l’immobiliarista Jerry Wolkoff a compensare per 6,7 milioni di dollari i 21 writer di 5Pointz, il cui lavoro era stato cancellato da Wolkoff nel 2013. In un primo tempo, imbiancandolo nel corso di una notte e poi, abbattendo l’edificio per costruire appartamenti di lusso a Long Island City. La sentenza ha messo fine alle polemiche alimentate dai puristi, anche se molto di quello che vediamo in strada è decorazione e colore. Gli artisti sino a ieri considerati vandali e perseguiti dal codice penale ora in Italia beneficiano della protezione accordata dal codice civile alle opere dell’ingegno e possono opporsi a qualsiasi utilizzo della loro arte pregiudizievole della loro reputazione, anche quando viene staccata dai muri per entrare in un museo o per essere venduta in una galleria d’arte.

 

LA TOP TEN DEL 2018

I dati si riferiscono al valore delle opere scambiate nei primi 10 mesi dell’anno. (Fonte: @artprice.com per IL)

01

1. Kaws

Le opere di Brian Donnelly sono state aggiudicate per 17 milioni di dollari



02

2. Banksy

L’aggiudicato dell’artista di Bristol ha superato i 10 milioni di dollari



03

3. Shepard Fairey

Noto come Obey.Le opere sono state scambiate per quasi 1 milione di dollari

04

4. Invader

Francese, 49 anni. Aggiudicazioni complessive per 700mila dollari



05

5. Stik

Le opere del writer britannico battute all’asta per quasi 700mila dollari



06

6. JonOne

All’anagrafe John Andrew Perello, 54 anni: battuto in asta per 500mila dollari



07

7. Os Gemeos

I gemelli brasiliani Gustavo e Otavio Pandolfo, valgono 350mila dollari

08

8. G. Zlotykamien

Francese, 78 anni, il decano degli artisti di strada, all’asta per 200mila dollari



09

9. Vhils

Portoghese, 31 anni, è stato quotato complessivamente 200mila dollari



10

10. Rammellzee

Morto nel 2010 a 49 anni, fu tra i pionieri della graffiti art. Vale 160mila dollari

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