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Che cosa c’è su #IL107

IL 107 29.11.2018

La neuroscienziata Maryanne Wolf. Gli scrittori Francesco Piccolo, Paolo Giordano e Marco Balzano. Il regista Alfonso Cuarón. Il giocatore di basket Danilo Gallinari. I ricercatori italiani che lavorano al Polo Nord. In edicola dal 30 novembre

Sono troppe le parole che ci fanno girare la testa? Sembra proprio di sì leggendo l’intervista alla neuroscienziata Maryanne Wolf sul numero 107 di IL in edicola con Il Sole 24 Ore da venerdì 30 novembre. Ogni giorno un individuo medio consuma 34 gigabyte di testi, più o meno 100mila parole (l’equivalente di un intero romanzo) saltabeccando da un dispositivo all’altro. Eppure saltabeccare su uno schermo touch di uno smartphone o su quello del computer non è leggere: «Sovrastati dalla massa delle informazioni da internet e distratti da mille stimoli digitali, siamo sempre meno capaci di trovare la “pazienza cognitiva”, per affrontare letture lunghe e lente, che riescano a risuonare dentro di noi, ad aprire mondi sconosciuti e a trasformarsi in riflessione, conoscenza e saggezza. Al computer o sui telefonini, la nostra mente è una cavalletta». Siamo in un’età di mezzo, impossibile tornare indietro, «ma forse c’è il tempo di una pausa per prendere consapevolezza di dove stiamo andando, di che cosa stiamo facendo con la tecnologia, e di che cosa la tecnologia fa a noi» sostiene Wolf. Il nostro cervello si sta trasformando e così i suoi circuiti mnemonici e cognitivi. Tanto che la sfida, per le nuove generazioni, sarà quella di diventare bi-alfabetizzati, ovvero di sviluppare un cervello capace di andare a due velocità: lettura rapida e sintetica online, lettura profonda sulla pagina stampata.

Dalla carta non si stacca Giorgio Armani, che ha scritto in esclusiva un articolo per IL, in cui difende il valore dell’informazione. Per lo stilista milanese la lettura mattutina del giornale è un imprescindibile appuntamento quotidiano, garanzia di una lettura di qualità e fonte di un piacere concreto, mentale e tattile, irrinunciabile in un’epoca in cui la velocità della circolazione delle notizie è ormai dettata dalla rete e dai social network, con tutti i limiti di verificabilità e di attendibilità delle fonti.

Eppure, per paradosso, proprio nel mondo virtuale dove le parole sono così tante da sembrare, alla fine, poco importanti, è una singola parola ad aver assunto un valore smisurato: è una password che ci permette di accedere in qualunque parte del mondo e a qualsiasi ora a quella seconda vita (ma non solo) custodita nei nostri dispositivi elettronici. Parole che sono ormai complesse combinazioni impronunciabili di caratteri alfa numerici, compresi quelli speciali, che stanno dando vita, ben più di emoticon e short message, a una sorta di neolingua alla quale ci stiamo giocoforza adattando tutti.

Non solo scienza e parole. Il nuovo numero di IL dà spazio alla scienza intesa come esplorazione. Siamo andati al Polo Nord. Una spedizione nel villaggio abitato più settentrionale del mondo, nell’arcipelago norvegese delle Svalbard: a Ny-Alesund, sull’isola di Spitzbergen, dove 16 equipe internazionali di ricercatori controllano l’innalzamento delle temperature, lo scioglimento progressivo dei ghiacci e anche il traffico commerciale, che in questo lembo di polo tra Europa e Stati Uniti sta provocando danni probabilmente irreparabili al nostro pianeta. L’Arctic Amplification è come un termometro che evidenzia quello che sta succedendo, in misura minore, alle nostre latitudini. E qui si registrano aumenti di temperatura doppi rispetto al resto del pianeta. Sempre a proposito di esplorazioni, ci siamo spinti anche in Costa d’Avorio, a Yamsoukrou, dove il defunto padre della patria, Felix Houphouet Boigny, ha fatto costruire la copia, in scala “uno a uno”, della Basilica di San Pietro in Vaticano. Una cattedrale nel deserto, meglio nella savana, a due passi dall’Equatore. Un’esperienza davvero surreale.

Spazio anche ai sentimenti su questo numero di IL che si interroga su che cosa è rimasto, in un’epoca relazioni virtuali, dell’eros, quello vero. Tre scrittori parlano a ruota libera su amore, sesso e affetti: Francesco Piccolo, Paolo Giordano e Marco Balzano.

Una chiacchierata con il regista messicano Alfonso Cuarón apre un’agenda ricca di appuntamenti. Non c’è infatti solo l’arrivo nelle sale e su Netflix di Roma. Una nuova tendenza horror sbanca nelle serie tv, mentre è il rock di RadioFreccia a scandire il ritmo di dicembre. Danilo Gallinari, prova a raccontarci la sua America tra le stelle dell’Nba. Infine il ritorno della nuova Bmw X5 nel firmamento dei Suv che non disdegnano l’asfalto, e i nuovi smartphone a cui non basta più un occhio fotografico. La nuova generazione di telefoni ha in dote almeno tre obiettivi, grandangolo compreso.

Con la moda si entra in uno dei santuari del made in Italy. Da cinque generazioni Rubelli è sinonimo di tessuti preziosi per l’arredo: scattare il nostro servizio fotografico accanto ai telai del Settecento, che ancora oggi producono velluti di straordinaria morbidezza, è stato come gettare un ponte tra l’eccellenza dei preziosi damaschi che arredavano le case patrizie e le nuove tendenze della moda italiana contemporanea.

Il numero 107 di IL, in edicola con Il Sole 24 Ore da venerdì 30 novembre, si conclude con uno Speciale Orologi: 20 pagine dedicate a tutte le novità. Dai cronografi ai segnatempo gioiello fino ai più tecnologici smartwatch. Buona lettura.

La copertina di IL107

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