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Domenica pomeriggio a lezione di “pollice verde”

IL 106 02.11.2018

“Il giardino segreto”, o del perché parlare di giardinaggio alla radio non è come danzare di architettura

Un grande classico dei litigi tra appassionati di musica e gente che di musica ne scrive più o meno per mestiere, è citare la celebre frase attribuita a Frank Zappa (in realtà pare sia dell’attore statunitense Martin Mull) che recita: «Scrivere di musica è come danzare di architettura». Che cosa c’è, in effetti, di più surreale, implausibile e campato in aria che “danzare di architettura”? Forse, parlare di giardinaggio alla radio: che è esattamente ciò che fa ogni settimana Roberta Pellegatta con Il giardino segreto, all’interno del palinsesto domenicale di Radio 24.

Qui, il pomeriggio festivo è tutto dedicato alle passioni: da quella per il piacere di ascoltare una bella voce (Voice Factor, con Pino Insegno, quasi-talent per aspiranti doppiatori) alla passione mai passata di moda per i viaggi (Globetrotter, con Valeria De Rosa) a quella che a ondate ritorna verso la bicicletta (A ruota libera di Alessandra Schepisi). E in questo pomeriggio appassionato (per completezza d’informazione: Radio 24 è ovviamente la radio del gruppo editoriale cui appartiene il magazine che state leggendo), alle 15.30 arriva, appunto, Roberta Pellegatta armata di annaffiatoio e cesoie.

In effetti, a smontare il cliché che vorrebbe il giardinaggio una roba da vecchie signore eccentriche avevano già provveduto certe foto patinate di hipster a Brooklyn con i loro “orti urbani” (ormai ampiamente arrivati pure nelle nostre città), ma la sfida di Roberta consiste nel fare un ulteriore passo in avanti, coinvolgendo alla causa anche chi è convinto – a torto o ragione – di non possedere il famoso pollice verde. «Io stessa», racconta, «sono nata e cresciuta in città, e dunque ho scontato quel deficit di verde cui tutti i cittadini si sono, loro malgrado, abituati. Finché, dopo l’ultimo trasloco, mi sono ritrovata ad abitare in una casa con un piccolo terrazzo, e lì per la prima volta ho provato ad avere a che fare con vasi e terriccio». Proprio questo è il messaggio de Il giardino segreto: non occorre per forza trasferirsi in campagna o fare scelte radicali, è sufficiente iniziare dalle piccole cose, anche solo un vasetto di ciclamino sul balcone.

Poi – e il programma se ne occupa diffusamente – c’è anche un lato sociale della faccenda: «Il verde, pure quello dei balconi di casa, ha un’importanza fondamentale nel controllo delle polveri sottili, e non è un caso se anche la politica se n’è accorta e ha preso provvedimenti con il cosiddetto “bonus verde”» (ovvero, la detrazione Irpef sulle spese sostenute per interventi legati, per esempio, al verde condominiale).

Ma se è vero che bisogna cominciare dalle piccole cose, visto che, tra qualche settimana, scatteranno i preparativi per Natale: qual è il consiglio de Il giardino segreto rispetto al famigerato albero? «Posso rispondere citando il mio caso personale», dice Roberta: «Sul terrazzo di casa ho una picea albertiana conica, una conifera sempreverde forse più nota col nome di “abete nano”, e nei giorni delle Feste la addobbo con delle luminarie». Lasciandola sempre in terrazzo? «Ovvio! Il riscaldamento dell’appartamento sarebbe un killer per lei. E, in più, è molto bello vedere l’albero di Natale dalla finestra».

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