Tra omo-mélo ed epica glitter-pop, il “gay musical biopic” è il marchio dop della stagione cinematografica

Se prima il genere non esisteva, la stagione in corso ne fa un marchio dop: ecco certificato il “gay musical biopic”. Di illustri esempi già ce n’erano: bellissimi (Dietro i candelabri, con Michael Douglas as Liberace), dimenticabili (De-Lovely, Kevin Kline era Cole Porter), inguardabili (The Runaways, in realtà Joan Jett/Kristen Stewart si definiva bisessuale). Ora arrivano le due biografie definitive, anche perché le star sono ben più note e globalmente celebrate.

Bohemian Rhapsody, in Italia dal 29 novembre, è atteso da anni e, essendoci di mezzo Freddie Mercury, non poteva che accodarsi uno strascico di polemiche. Riepilogo: il titolo è annunciato nel lontano 2010, il primo a farne menzione è Brian May (per i tre Millennials che non lo sanno: il chitarrista dei Queen), iniziano a girare nomi super: scriverà il copione Peter Morgan (quello di The Queen e, poi, The Crown), David Fincher (servono titoli di riferimento?) dirigerà. Ah no, primo incidente di percorso: il regista sarà Tom Hooper (Il discorso del re, bio-patacca però di gran successo). Soprattutto, c’è il nome del protagonista: Sacha Baron Cohen. Tutti esultano: la somiglianza con l’originale non si discute, e poi è il primo grande ruolo drammatico per l’ex Borat. Da lì, una serie di sfortunati eventi da mettere nella casella “divergenze artistiche” porta al risultato di oggi. La parte va a Rami Malek, che in Mr. Robot era bravo e coi baffoni è assai credibile, il resto s’inceppa. Secondo riepilogo: il regista designato è Dexter Fletcher, tante serie tv e un po’ di cinema, poi subentra Bryan Singer, quello dei Soliti sospetti e X-Men, ma dopo l’ultimo Giorno del Ringraziamento non torna sul set, di mezzo ci sono le solite vecchie accuse di molestie anche se la produzione non ne fa cenno. Torna Fletcher, Brian May posta una foto dalle riprese, c’è il placet. Il film esce comunque a firma di Singer, va’ a sapere gli accordi.

Una scena di "Bohemian Rhapsody" di Bryan Singer

È andata più liscia con Rocketman, gay musical biopic di Elton John che arriverà l’anno prossimo. L’attore scelto per il queer-baronetto è una goccia d’acqua: Taron Egerton, che fu il pischello di Kingsman e questo mese è al cinema nell’ennesimo adattamento di Robin Hood. Se quello di Mercury è l’omo-mélo, questa è l’epica glitter-pop. Il dettaglio più spassoso è il regista: Dexter Fletcher, ancora lui! Ormai è così specializzato nel genere che dovrebbero ingaggiarlo per il progetto più rimandato di sempre: la biografia di Janis Joplin (bisessuale). A interpretarla Amy Adams, o così pare. Forse, per una volta, andrà tutto bene.

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