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Il festival dove la musica è parlata

21.11.2018

Chiude la stagione delle rassegne italiane, ma non è il classico contenitore di artisti e deejay set. Linecheck, dal 22 al 24 novembre a Milano, indaga la creatività contemporanea dall'interno, dando la parola a oltre 200 speaker ed esperti del settore impegnati in più di 60 incontri sui temi caldi dell'industria musicale (e comunque, di sera, i bei concerti non mancano, tranquilli)

Nato quattro anni fa dalla mente di Dino Lupelli (accompagnato dai suoi sodali di Elita, Lele Sacchi e Alioscia Bisceglia), Linecheck è oggi partner della Milano Music Week, ma mantiene – non solo per una questione anagrafica – una specifica autonomia. Ed è di questa specificità che vorremmo parlare. In anni in cui va di moda autodefinirsi originali, il punto di partenza e gli obiettivi del festival (dal 22 al 24 novembre al BASE) rappresentano sicuramente un “unicum” nel nostro Paese. Se in molti tra i principali eventi musicali italiani è infatti presente un versante “teorico” dedicato all’approfondimento e all’incontro tra professionisti del settore, pubblico ed artisti (dall’Absolut Symposium di Club To Club – forse l’esempio più strutturato – ai talk che animano le giornate di buona parte degli appuntamenti estivi in giro per la penisola, dal Locus a Siren), e se ogni festival che si rispetti dovrebbe essere innanzitutto occasione di formazione di una community, Linecheck ha scelto dall’inizio di trasformare questa occasione nella propria mission.

Si potrebbe dire che ci troviamo davanti a un vero e proprio “showcase festival”, non fosse che purtroppo la definizione resta tuttora poco nota dalle nostre parti (consiglio per un primo approccio di farsi un giro sul sito di INES, network europeo di eventi showcase di cui Linecheck è parte). Cercando di semplificare, potremmo dire che, al contrario di quanto siamo abituati a vedere, la struttura portante del festival è costituita da conferenze, talk, workshop e presentazioni che si svolgono durante il giorno. Strano da dirsi, ma tutt’altro che banale da concepire.

All’interno dei 6mila metri quadrati del mastodontico contenitore culturale di Via Bergognone, sede della manifestazione, l’area riservata al programma diurno coinvolgerà più di mille addetti ai lavori, impegnati in oltre quaranta appuntamenti tematici, sviluppati su tre aree conference, una sala meeting, una lounge per il networking e sale di formazione per la masterclass e i workshop tematici. Tra le novità assolute: l’incontro di 3 giorni con Georgia Taglietti (Head of Communication del Sonar di Barcellona) sulla creazione di un brand musicale in ambito internazionale; un’area dedicata alle reti di imprese musicali, per board meeting e sessioni di lavoro specialistiche; una networking area dove fissare un appuntamento one-to-one con i professionisti e dove sono previsti oltre 500 incontri b2b; la conferenza sul futuro dei media musicali con alcune realtà di spicco del panorama europeo; i focus tematici sulle sincronizzazioni in ambito cinematografico e pubblicitario, le nuove tendenze della musica dal vivo a partire dai format di festival e rassegne, i nuovi contratti di lavoro.

Alla programmazione core, quella giornaliera, Linecheck aggiunge una parte serale dedicata ai live; e di sera, il festival si presenta come un’occasione unica per scoprire nuovi artisti e nuove produzioni da tutto il mondo, senza confini di genere, con uno sguardo rivolto al futuro e progetti in esclusiva, come quello di Motta (Premio Tenco 2018) con Les Filles de Illighadad, protagonisti di un concerto di blues subsahariano con l’artista livornese sul palco con una band di sole donne tuareg. Forte identità, innovazione nella proposta, première per il mercato italiano: dal suggestivo folk d’avanguardia di Circuit des Yeux all’abstract hip hop di Onra, dall’elettronica di Lotic (che catturerà l’attenzione dei fan dei Boards of Canada e Arca) al letfield pop dei portoghesi :papercutz, fino alla no wave di Cindy Lee. Al loro fianco, tanti artisti italiani appena lanciati anche sul mercato internazionale come AINÉ (Universal), Jessica Einaudi (!K7 Records), Sacramento (La Tempesta) e K-Conjog (White Forest).

L’innovazione è anche alla base delle partnership strategiche di Linecheck, come dimostra il sodalizio con realtà quali Cariplo Factory (polo di open innovation e talent management creato dalla Fondazione Cariplo che organizzerà alcune delle attività legate al binomio “musica e tecnologia”) e SMART, la società mutualistica per artisti che sta modificando il tradizionale approccio ai rapporti di lavoro affinché i creativi abbiano migliori tutele in una industria in perenne trasformazione. Tema portante di questa quarta edizione dell’evento milanese sarà la Gender Equality nel settore musicale, con la partecipazione di PRS Foundation, She Said So (l’associazione che riunisce le donne di tutto il mondo impegnate nell’industria musicale, da pochi mesi attiva anche in Italia) e del British Council.

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