Chi può ricordarsi davvero come si parlavano due innamorati? Non appena una coppia si separa, il suo idioma privato comincia a scomparire. Sono milioni queste lingue morte. Anticipiamo alcune pagine di “In tutto c'è stata bellezza”, il caso letterario spagnolo del 2018 in uscita per Guanda

In Spagna il 2016 e il 2017 sono stati gli anni di Patria di Fernando Aramburu: un successo clamoroso nel Paese di origine e anche in Italia, dove il romanzo è uscito per Guanda. Lo stesso editore pubblica ora In tutto c’è stata bellezza di Manuel Vilas, che (con il titolo originale Ordesa) è stato il caso letterario spagnolo del 2018. Patria racconta una storia dietro a cui si vede la Storia (cioè il conflitto basco) e anche nelle pagine di In tutto c’è stata bellezza traspare il profilo di un intero Paese, la Spagna, che si trasforma nel corso dei decenni. Il libro di Vilas è una sorta di autobiografia spezzata in frammenti, ma è soprattutto un bellissimo romanzo, in cui la realtà gioca con il ricordo e con l’invenzione letteraria («Una cosa sono le parole in un libro, e tutt’altra le parole della vita, dirò io. Sono due verità diverse, ma sono entrambe verità: quella del libro e quella della vita. E insieme creano una menzogna»). Ne pubblichiamo in anteprima un capitolo.

 

A volte confondo il mio divorzio con la vedovanza. Penso che la vedovanza sarebbe peggio. Quando divorzi, il tuo passato diventa una cosa difficile da ricostruire o da ricordare o da precisare o da possedere; per ricostruire poi quel passato bisogna rivolgersi ai documenti: foto, lettere, testimonianze, carte. È come la fine di un periodo storico. Per conservarne memoria, si può soltanto chiamare gli storici. E gli storici sono pigri, stanno dormendo, non gli va di lavorare. Vogliono prendere il sole.

Forse la colpa è un modo di permanenza. Forse i grandi colpevoli finiscono per scorgere, a partire dalle loro colpe, un modo di perdurare. Qualche volta ho sperato che Dio o il caso rendessero possibile che la mia morte precedesse quella della mia ex moglie. Nelle separazioni, il tempo che si è condiviso è fondamentale. Una separazione dopo due anni di convivenza, per esempio, può essere inoffensiva. Una separazione dopo trent’anni di convivenza è un intero periodo storico. È come il Rinascimento, o il Romanticismo. Poco tempo fa lo scrittore Alejandro Gándara mi ha detto che erano necessari cinque anni per la cauterizzazione di un divorzio. Credo che avesse ragione: cinque anni.

Mi faceva male in particolare lo sgretolarsi della tenerezza. Mi vengono in mente frasi che lei diceva, piene di bontà. Allora capii che la morte di un rapporto è in realtà la morte di un linguaggio segreto. Un rapporto che muore dà origine a una lingua morta. L’ha detto lo scrittore Jordi Carrión in un post su Facebook: «Due persone, quando si innamorano e si frequentano e convivono e si amano, creano un idioma che appartiene soltanto a loro. Quell’idioma privato, pieno di neologismi, inflessioni, campi semantici e sottintesi, ha solamente due parlanti. Comincia a morire quando si separano. Muore del tutto quando i due incontrano nuovi partner, inventano nuovi linguaggi, superano il lutto che sopravvive a ogni morte. Sono milioni, le lingue morte».

Anche i miei genitori possedevano un linguaggio. Non ricordo quasi mio padre pronunciare il nome di mia madre. Come pronunciava il suo nome, come via via cambiò il modo di dirlo. Ricordo invece una cosa meravigliosa: mio padre inventò un modo di fischiare. Quel fischio era un suono segreto, che conoscevano soltanto mio padre e mia madre. Una parola d’ordine. Io so riprodurre quel suono, non ricordo né come né quando lo imparai né da dove l’avesse tirato fuori mio padre. Comunicavano con quel fischio quando si cercavano per strada, o in un negozio, o in una folla; e soprattutto quando, ai primi di settembre, arrivava la festa di Barbastro e la gente riempiva le strade, quando comparivano i pupazzi giganti di cartapesta e le carrozze e le mascherate in musica. Quando mio padre perdeva di vista mia madre, intonava quel fischio, e mia madre sapeva che lui era vicino. Erano giovani, allora. Ed erano guidati da quel suono.

Non l’ho mai più sentito, quel modo di fischiare, nemmeno qualcosa di simile.
 

© 2018 Manuel Vilas — c/o Casanovas e Lynch Agencia Literaria — © 2019 Ugo Guanda Editore S.r.l — Gruppo editoriale Mauri Spagnol

Manuel Vilas

In tutto c’è stata bellezza

Guanda 2019
400 pagine, 18 euro,
traduzione di Bruno Arpaia
 

In libreria dal 31 gennaio
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