Più di 90 titoli tra documentari, lunghi, cortometraggi e videoclip che hanno al centro le sette note e chi le suona. È il Seeyousound, il “music film festival” di Torino, da oggi al 3 febbraio

Se c’è una cosa per cui Torino – pure in anni di scarsa considerazione per la materia – ha molto da insegnare è la capacità di dare vita a manifestazioni culturali e festival di altissimo livello: lo storico (e travagliato) Salone del Libro, Artissima (appuntamento entrato di diritto nella mappa delle principali manifestazioni europee di settore), Club To Club (il più importante festival di musica avant-pop nel nostro Paese), il Torino Film Festival (che negli ultimi anni sta vivendo un importante rilancio), le performing art presentate da due kermesse di altissimo livello quali Torinodanza e il Festival delle Colline Torinesi. In tutti – o quasi – i casi, il merito non è solo quello di aver saputo creare una proposta fresca e interessante, ma di averla fatta vivere oltre il format standard del singolo evento, tramutandola in esperienza da vivere e condividere.

"Where are you, João Gilberto?” di Georges Gachot

"Rude Boy” di Nick Davies

Sono caratteristiche che ritroviamo perfettamente in Seeyousound, primo festival in Italia dedicato interamente al cinema internazionale a tematica musicale, la cui quinta edizione si tiene nel capoluogo piemontese da venerdì 25 gennaio a domenica 3 febbraio. Chi è sempre stato un cultore di questo genere di cinema, sa quanto è difficile tenersi informati sulle uscite del genere e, in alcuni casi, riuscire a reperirle, anche nell’epoca dell’apparente iper-diffusione del sapere: per questo il primo, importante merito di Seeyousound è di aver unito il pubblico dei cinefili e quello degli appassionati di musica, raccogliendo in un unico appuntamento (per giunta a prezzi decisamente umani: 7 euro a proiezione, 75 euro per il full pass) tutto il meglio della produzione del settore.

Alle sezioni competitive, con i premi dedicati a lungometraggi, corti e videoclip, si affiancano rassegne internazionali e proiezioni speciali per un totale di oltre 90 film e videoclip – tra cui 4 anteprime assolute, un’anteprima europea e 29 italiane. Tra gli highlight vanno segnalati senz’altro Lords of Chaos di Jonas Arkelund, regista di videoclip tra i più noti al mondo, attesissimo lungometraggio che racconta le famigerate vicende del black metal norvegese; Where are you, João Gilberto?, suggestivo ritratto di uno dei mostri sacri della bossa nova; Rude Boy, introdotto a Torino dal regista Nick Davies e dedicato alla nascita della Trojan Records, prima etichetta reggae/ska della Gran Bretagna; Village Rockstars della regista Rima Das, candidato come rappresentante indiano per gli Oscar 2019.

La locandina di "Telemusik – Videoclip, visioni e visionari nell’Italia degli anni ’80” al Cinema Massimo

Due le rassegne internazionali da non perdere. La prima, Rising Sound, curata da Juanita Apràez Murillo, propone 6 titoli, di cui 3 in anteprima italiana, riuniti dal tema “Music is the weapon”, per rintracciare alcuni momenti in cui la musica si è saldata alla storia. La seconda è Into The Groove, 13 titoli scelti dal curatore Carlo Griseri per raccontare uno spettro di storie e personaggi estremamente e volutamente vario (da Astor Piazzolla a Whitney Huston a David Bowie). A condire il tutto, per rendere unica l’esperienza – altro “must” di un festival che si rispetti – tre eventi speciali, tra i quali segnaliamo Telemusik – Videoclip, visioni e visionari nell’Italia degli anni ’80 al Cinema Massimo sabato 26 gennaio, e un ricco programma musicale (novità di questa V edizione) creato in collaborazione con l’agenzia Metatron, con 28 appuntamenti tra live e 10 dj set.

In definitiva: un evento diffuso lungo la città in sette differenti location, un festival da vedere e da ascoltare ma anche un progetto culturale forte, che ha recentemente confermato la propria formula vincente attraverso la creazione di eventi satellite gemelli nelle città di Pisa, Lecce e Palermo.

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