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Tre attrici pronte a saltare in aria

IL 108 24.01.2019

Nessuno si aspettava da Yorgos Lanthimos il filmone in costume, e invece ecco “La favorita” (di nome e di fatto: 10 nomination all'Oscar, e ora nei cinema italiani)

I grovigli di Yorgos Lanthimos già li conoscete. Sbatte i personaggi dentro mondi asfittici e crudeli e li fa ammazzare tra loro, non letteralmente, ma a volte anche sì: lo spettacolo raddoppia. Il greco terrible – ma solo in apparenza – è reduce dai due titoli che l’hanno fatto diventare uno di quei registacci con cui tutti oggi vogliono lavorare: è una grande chiesa che passa da Lars von Trier e arriva fino a Xavier Dolan. L’attore, soprattutto se anglosassone, ha questo mito del director che lo spolpa fino a farlo sanguinare, contento lui contenti tutti (i cinefili).

I film precedenti sono The Lobster (2015) e Il sacrificio del cervo sacro (2017), congegni pieni di sagacia e ricatto con dentro grandi nomi come – elenco a caso – Colin Farrell, Nicole Kidman, Rachel Weisz, Léa Seydoux. Prima ancora, Lanthimos s’era fatto notare con una doppietta di culti da festival, e cioè Dogtooth (2009) e Alps (2011), sempre gioco delle parti, tensione, violenza, a volte il tutto mescolato con una certa gratuità. Nessuno si aspettava da lui il filmone in costume, e invece ecco The Favourite (da noi La favorita, nelle sale dal 24 gennaio): e pure qui – chi l’avrebbe mai detto, eh? – gioco delle parti, tensione, violenza, ma stavolta nulla suona pretestuoso. Anzi: è proprio una festa. Sarà che alla base c’è una sceneggiatura non di Lanthimos, bensì scritta vent’anni fa da Deborah Davis e all’epoca intitolata The Balance of Power. Sarebbe potuta diventare un radiodramma della Bbc, e invece, nel riadattamento a quattro mani con Tony McNamara, ecco che spunta il film infallibile. E per nulla polveroso, ma moderno, aguzzo, pieno di spirito. Due righe di trama, senza guastare le sorprese: sono gli inizi del XVIII secolo, la regina Anna Stuart (Olivia Colman, prossimamente nel ruolo di Elisabetta II nel terzo The Crown) ha una cortigiana e confidente preferita, che si chiama Sarah Churchill (Rachel Weisz, ancora). L’arrivo della giovane cugina di quest’ultima, Abigail Hill (Emma Stone), produrrà uno sconquasso nei corridoi del palazzo e pure nelle camere da letto. Niente di più, niente di meno: la miccia è accesa, la polveriera è pronta a saltare in aria.

Un terzetto di attrici così non lo vedrete facilmente nei prossimi [inserite un numero a caso] anni, stanno già vincendo tutti i premi possibili della Awards Season. E per di più è sostenuto da una scrittura come sempre la scrittura dovrebbe essere: anche gli affondi socio-contemporanei (i pochi maschi imparruccati sulla scena son tutti dei mammalucchi) non conoscono pedanteria alcuna. Altrove si userebbe l’aggettivo witty: è proprio quello giusto, difficile da tradurre nel nostro cinema che ha perso l’ironia. La favorita pare un Joseph Losey, se qualcuno ancora lo ricorda, aggiornato al cinema di oggi: ma neanche troppo. È un (instant) classic appena sporcato, coi grandangoli che deformano lo sguardo su questa recita di marionette sempre uguale a se stessa, ma diversa da tutte le altre. Dico “sporcato” anche perché la nuova favorita entra in scena cascando col suo abito buono dritta nel fango. Basta per spiegare che la storia – del potere, dell’amore, del sesso, dei rapporti, della forza, delle donne e degli uomini – è sempre quella: l’importante è sapere e sapersi divertire a raccontarla.

Post Scriptum
Questo articolo è uscito su carta qualche settimana fa; ora La favorita – che esce in Italia oggi, 24 gennaio – è tra i titoli favoriti ai prossimi Oscar: 10 nomination tra cui film, regista (Yorgos Lanthimos) e le tre magnifiche attrici (Olivia Colman nella cinquina delle protagoniste, Emma Stone e Rachel Weisz in quella delle non protagoniste). I titoli da battere sono Roma di Alfonso Cuarón (10 candidature anche per lui) e Green Book di Peter Farrell (5 nomination, ma la tigna dell’outsider che potrebbe sparigliare le carte). Comunque, l’avevamo detto dalla Mostra di Venezia – dove è stato presentato – che La favorita sarebbe stato uno dei cavalli più forti della Awards Season…

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