Design

Prospettive in formato mobile bar

IL 103 03.01.2019

Trumeau Architettura, disegnato da Gio Ponti, poi modificato da Piero Fornasetti. In legno multistrato e ottone, serigrafato e laccato

Per la serie «Ah, l'avessi fatto io...», è la volta del tremeau Architettura, disegnato da Gio Ponti e modificato da Piero Fornasetti, scelto da Aldo Cibic

«È un pezzo scultoreo, traduce l’architettura nell’arredo, è divertente (nasconde funzioni inaspettate, e la scoperta è meraviglia) e decorativo. Tutti aspetti che cerco di seguire anche nel mio lavoro». Così Matteo Cibic descrive il trumeau, a metà tra credenza, mobile bar e scrittoio, nato nel 1951 dalla collaborazione tra Gio Ponti e Piero Fornasetti. Il connubio ha ispirato a Cibic i mobili disegnati per gli indiani di Scarlet Splendour: la libreria Playhouse, architettonica e ornamentale, rispecchia il suo approccio originale, ironico, e insieme di ricerca storica. Come i pezzi in marmo della Homage Collection per Mmairo: «Realizzati a Carrara, sono un tributo allo scherzo delle false statue di Modigliani ritrovate a Livorno e all’art nègre amata da Modigliani stesso».

In generale, Cibic non nasconde l’influenza di Gio Ponti: «Per i prodotti industriali e per le sue ceramiche, in particolare quelle per Richard Ginori in cui progettava sia forma che decorazione». Una lezione che il designer ha cercato di fare propria con i “bestiari” Paradiso Dreams e Vasonaso.

Nato a Parma nel 1983, MATTEO CIBIC si è formato al Politecnico di Milano e al Kingston College di Londra. Dopo un’esperienza a Fabrica (il centro di ricerca Benetton) e con lo zio, il designer Aldo Cibic, apre il proprio studio a Vicenza nel 2007. Da allora continua a editare i propri pezzi ceramici e collabora con vari marchi, dell’arredo ma non solo. Tra i suoi ultimi progetti, l’Alpha chair per L’abbate, ispirata alla Superleggera di Gio Ponti e allo stile Shaker
Chiudi