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Islandese, una lingua a rischio estinzione

IL 109 21.02.2019

La Rete e l’inglese stanno allontanando i più giovani dell’isola dall’uso quotidiano del proprio idioma. Un fenomeno che anticipa quanto potrà accadere in altri Paesi

Siri non capisce l’islandese, Google Translate lo riporta male e una fetta crescente di bambini locali non sa comunicare correttamente nella propria lingua. Di conseguenza, oggi è quasi un privilegio quello di sapere scrivere e leggere in questa lingua, compresa da meno di 400mila persone nel mondo. Oltretutto, spiegano gli esperti, si tratta di un idioma che dal XV secolo in poi s’è trasformato ben poco. I motivi: l’isolamento geografico, una certa ricchezza economica che ha salvaguardato la forza del Paese, la persistenza di alcune tradizioni socio-culturali. Oggi, l’Islanda non è più isolata, né dotata di una moneta forte, né così attaccata alla sua identità letteraria.

Il collasso economico del 2008 l’ha trasformata in una destinazione alla portata di molti, determinando una crescita senza precedenti del turismo. Fattore che ha presto reso l’inglese strumento fondamentale per il settore dei servizi, mentre di pari passo industria dell’intrattenimento, streaming e internet hanno distanziato sempre di più i giovani dalla lingua madre. Nell’era di Facebook, YouTube e Netflix, degli smartphone, del riconoscimento vocale e di Siri e Alexa, si è verificato quello che Eiríkur Rögnvaldsson, professore di linguistica della University of Iceland, ha chiamato “minoritarizzazione digitale”, processo che si determina quando una lingua viva e parlata nel mondo reale diventa una lingua secondaria nel mondo digitale. Secondo Eiríkur Rögnvaldsson, questo fenomeno in Islanda sta portando a ricadute tangibili. La generazione di under 15 fatica a parlare nella propria lingua madre, ma comprende e parla perfettamente l’inglese. Sul lungo termine, c’è chi lancia l’allarme per l’“estinzione digitale” dell’islandese, come di altre 21 lingue europee, come il maltese o il lituano – idiomi tecnologicamente meno supportati.

Il governo ha deciso di prendere alcune contromisure. La prima delle quali è stata quella di favorire la lettura: secondo le statistiche nazionali, nel 2017 il 13,7 per cento dei cittadini non aveva preso in mano nemmeno un libro (sette anni prima erano la metà). Di qui è nata la proposta di rimborsare del 25 per cento i costi di pubblicazione dei volumi scritti in islandese. Il Language Planning Department ha anche deciso di creare versioni islandesi di termini nuovi o stranieri; soprattutto, il governo ha in cantiere iniziative per 20 milioni di euro nei prossimi cinque anni, per iniziative pubbliche e private che lavorino a tecnologie in lingua islandese. Insomma, Siri e Alexa continueranno a parlare inglese, ma forse avranno una cugina islandese con cui interfacciarsi.

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