Design

La fabbrica della vita

21.02.2019

Studio Klarenbeek & Dros, Mycelium chair (2012-2018)

© Mike Roelofs

In mostra al Centre Pompidou di Parigi “La Fabrique du Vivant”: un centinaio di progetti tra design e scienza riflettono sulla riproduzione artificiale di ciò che è naturale

In attesa che inizi Broken Nature: Design Takes on Human Survival – la XXII Triennale di Milano (dal 1° marzo al 1° settembre) curata da Paola Antonelli che indaga i legami tra uomo e natura, oggi difficili, spesso compromessi, a volte distrutti – al Centre Pompidou di Parigi va in scena dal 20 febbraio al 15 aprile l’approccio positivo al mondo organico di La Fabrique du Vivant, terzo appuntamento del laboratorio annuale Mutations / Creations con il quale il museo vuole quest’anno puntare i riflettori sugli esseri viventi e i loro protocolli di creazione e ri-generazione (i due precedenti si erano soffermati sulla stampa 3D e il coding).

Una cinquantina di designer, artisti e scienziati si sono interrogati sulla riproduzione artificiale di ciò che è naturale e sulla contaminazione delle biotecnologie nei processi produttivi. Amy Karle in Regenerative Reliquary (2016) ha creato una stampa 3D in idrogel polimerico biodegradabile su cui ha piantato cellule staminali umane con l’intendo di farvi crescere tessuto e ossa. Gli italiani di ecoLogicStudio Claudia Pasquero e Marco Poletto presentano XenoDerma, un progetto condotto all’interno dell’esperieza di Urban Morphogenesis Lab: si tratta di una struttura di cubi in plexiglas che cerca di integrare i ragni (in questo caso Chilobrachys huahini), all’interno delle nostre città e delle nostre abitazioni come cacciatori di insetti nocivi per mantenere l’equilibrio naturale e allo stesso tempo per produrre seta. Tra gli italiani coinvolti c’è anche l’Officina Corpuscoli di Maurizio Montalti che con la sua azienda Mogu combina ecosistemi per produrre oggetti e coltivare biomateriali (e ci aveva già parlato di design del futuro qui).

Urban Morphogenesis Lab at The Bartlett UCL (diretto da Claudia Pasquero), XenoDerma

© Urban Morphogenesis Lab

Amy Karle Regenerative, Reliquary (2016)

© Amy Karle, 2016. All rights reserved. © Conceptual Art Technologies, 2016. All rights reserved.

Tokujin Yoshioka, VENUS - Natural crystal chair (2008 - 2012), particolare

© Masaya Yoshimura

Allison Kudla, Capacity for (Urban Eden, Human Error) (2010)

© Miha Fras, 2011 Kapelica Gallery, Ljubljana, Slovenia

Hicham Berrada, Les augures mathématiques (2017-2018)

© Hicham Berrada Courtesy de l’artiste et galerie Kamel Mennour, Paris/London

Allison Kudla, Capacity for (Urban Eden, Human Error) (2010)

© Miha Fras, 2011 Kapelica Gallery, Ljubljana, Slovenia

Si affidano ai funghi lo Studio Klarenbeek & Dros con la Mycelium chair (2012-2018): una sedia realizzata con la stampante 3D a partire da una miscela di acqua, paglia in polvere e micelio, che è la parte vegetativa filiforme di un fungo che vive sottoterra. Per realizzare The Living, la struttura in site al Centre Pompidou in occasione della mostra, l’artista americano David Benjamin ha utilizzato anche lui il micelio fungino, in questo caso per creare mattoni che crescono insieme e sono assemblati tramite una bio-saldatura.

È presente a Parigi anche Neri Oxman con il suo Mediated Matter Group del MIT Media Lab: l’architetto israeliana da tempo impegnata nella ricerca sulle nuove tecnologie legate al design firmerà una delle installazione commissionate dalla XXII Triennale di Milano per Broken Nature. Utilizzerà la melanina, il pigmento naturale la cui concentrazione definisce il colore della pelle umana, su scala architettonica.

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