Magazine / Intervista visiva

Zerocalcare è diventato grande

IL 108 07.02.2019

Da Rebibbia a Kobane. Dal festival di Venezia al Maxxi. Quello appena chiuso è stato l’anno della sua consacrazione. Al fumettista romano abbiamo chiesto come immagina il suo futuro adesso. E lui ci ha risposto alla sua maniera

Nasce nel 1983, cresce negli anni Novanta e ha il dono di saper raccontare la sua generazione con uno sguardo cinico e sensibile. In un momento in cui il fumetto in Italia sta vivendo una stagione ricca e proficua, Zerocalcare raccoglie un successo di pubblico e di critica straordinario che lo consacra come il giovane maestro nel mondo dei graphic novel. Nove libri all’attivo editi da BAO Publishing, un film di cui è sceneggiatore (La Profezia dell’Armadillo, uscito nelle sale nel 2018, tratto dal fumetto omonimo) e infine una grande mostra personale al Maxxi di Roma (aperta fino al 10 marzo), che ripercorre la parabola del suo lavoro presentando al pubblico poster, illustrazioni, copertine di dischi, tavole originali dei suoi nove libri, magliette, loghi e un lavoro site specific disegnato dall’artista per l’occasione. È, insomma, il suo momento.

La sua è la generazione del precariato, dei delusi, di chi cresce privo di una bussola sociale che non indica più la via verso il futuro – quantomeno quel futuro che i genitori hanno saputo, ma soprattutto potuto, conquistare. Tutto è cambiato, il lavoro latita, ci si barcamena tra stage; e in questo scenario, la Generazione Zero galleggia, sogna e si interroga su quando e come diventare grandi. Tra paure e speranze, impegno civile e serie tv, i racconti di Zerocalcare colgono comunque una scintilla che, alla fine, ancora brilla nei volti di questi trentenni affaticati. La voglia di farla brillare sembra essere ciò che li tiene insieme; un impegno a cavarsela, ma anche un impegno sociale, di responsabilità civile che riflette l’impegno politico dell’autore, da sempre attivo nel mondo dei centri sociali e sensibile ai temi d’attualità di più ampio respiro (ne è un esempio il libro Kobane calling). Viaggi a parte, i suoi racconti ci arrivano sempre da Rebibbia, l’amato quartiere di Roma dove risiede e che – come dice lui – è «a metà tra San Francisco e Pescara».

1

Un’immagine che fotografa la tua generazione?

2

Come ti vedi tra dieci anni?

3

Una profezia sul nostro Paese?

4

Quando si diventa grandi?

5

Se dovessi salvare una sola immagine del tuo viaggio a Kobane, quale sceglieresti?

6

Quale personaggio storico può essere di ispirazione oggi?

7

Tutti parlano di cambiamento: che cos’è per te?

8

La vita è migliorata grazie ai social?

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