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Il Continente nero a caccia di turisti

IL 109 08.03.2019

Le piramidi di Giza in Egitto

Gli uomini d’affari cinesi e i vacanzieri europei alimentano un mercato che registra tassi di crescita più alti della media mondiale

Con 1,3 miliardi di persone in viaggio, il 2017 è stato l’anno di maggiore crescita per il turismo internazionale dal 2010. È la ripresa economica a trainare il settore, raccontano i dati da poco rilasciati dall’Organizzazione mondiale del turismo. Ma è anche la riscoperta dell’Africa da parte di uomini d’affari, soprattutto cinesi, e vacanzieri, soprattutto europei, pronti a tornare in un continente che prova a risollevarsi e a reagire dopo il terrore e gli attentati.

Se il flusso di turisti a livello globale è cresciuto del 7 per cento, quello verso l’Africa è infatti aumentato del 8,6 per cento (l’Europa è seconda, avendo fatto registrare un +8,4 per cento; a metà classifica Asia e Pacifico con un +5,6 per cento; seguono Medio Oriente e Americhe, rispettivamente in crescita del 4,6 e del 4,8 per cento). Detto in altri termini: 63 milioni di persone hanno visitato i Paesi africani. Cifre più che triplicate in poco più che due decenni, visto che nel 1995 furono 18,7 milioni. Il tutto per un giro d’affari annuo di 37 miliardi di dollari.

A dimostrazione del fatto che la paura del terrorismo si sta affievolendo, ci sono i numeri della Tunisia, protagonista nel 2015 degli attacchi al museo nazionale del Bardo e a Susa, entrambi rivendicati dallo Stato islamico. Nel 2017, il turismo verso la Tunisia è cresciuto del 23 per cento, con 7 milioni di persone che hanno visitato il Paese.

Il Nord Africa ha fatto meglio dell’Africa subsahariana: nella prima gli arrivi sono cresciuti del 15 per cento, nella seconda del 6. È importante sottolineare il balzo delle isole, come le Seychelles e Capo Verde, che hanno registrato crescite a due cifre degli arrivi grazie all’aumento dei voli, favoriti dall’iniziativa dell’Unione africana per un mercato unico del trasporto aereo e un allentamento delle regole sui visti. Queste facilitazioni e il crescente interesse per i siti storici e culturali del continente hanno spinto anche il turismo proveniente dalla Cina, da cui partono turisti alla ricerca di vacanze che devono essere sì d’avventura, ma anche di lusso. È nella consapevolezza di questi flussi che le grandi catene di alberghi hanno cominciato a investire nella progettazione di strutture più grandi e sfarzose, perfette sia per chi è alla ricerca del relax sia per chi – e sono spesso cinesi – è lì per fare affari.

La strada da fare per l’industria di settore rimane, comunque, ancora lunga: i Paesi africani accolgono infatti soltanto il 5 per cento del turismo mondiale (l’Europa il 51 per cento, con 672 milioni di viaggiatori in entrata) e raccolgono solamente il 3 per cento del giro d’affari (l’Europa il 39, cioè 519 miliardi di dollari).

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