Come presentare i prodotti e le eccellenze italiane? Costruendo un borgo immaginario che mette insieme Assisi, Venezia e La Spezia

«La guerra commerciale con gli Stati Uniti qui, almeno fino a ora, non si è neanche sentita. Anzi: su alcuni prodotti, ad esempio la pelletteria, i dazi sono stati ridotti». Parola di Cristiano Varotti, consulente marchigiano trapiantato in Cina dal 2011, quando non era ancora trentenne. All’interno di un articolato club di lavoro guidato dal più importante gruppo dell’entertainment cinese  (la Huayi Brothers Media Corporation) anche a lui si deve il taglio del nastro avvenuto lo scorso ottobre della nuova Little Italy made in China, esattamente a Changsha, capitale della provincia meridionale dello Hunan. La finalità è l’intrattenimento, l’auspicio è che si possano ulteriormente intensificare le relazioni economico-sociali tra  Italia e Cina.

Sarà anche un’iniziativa a forte impatto folkloristico, ma colpisce il fatto che proprio nel momento in cui le viene chiesto di rimodulare i suoi rapporti commerciali a livello globale, la Cina dia all’Italia l’opportunità di farsi un’altra volta “piccola” (di Little Italy il mondo è pieno) e insinuarsi in un’area a elevata prospettiva di crescita. A fronte di questa proposta di consulenza, Varotti non si è fatto sfuggire l’occasione. «Sono arrivato qui grazie a un’iniziativa dell’Ambasciata cinese, che all’epoca cercava di fare “matching” stimolando scambi a livello economico-territoriale. In maniera casuale, alle Marche venne assegnata l’area dello Hunan, dove non c’erano partenariati significativi: ne abbiamo approfittato immediatamente».

 

L’idea è di insistere in territori poco battuti, tralasciando le maggiori città ormai sature di presenze straniere. L’Hb Italian Town Changsha è la riproduzione di un immaginario borgo italiano in cui Assisi e la Cattedrale di San Francesco convivono con Venezia e la Basilica di San Giorgio Maggiore. Colpisce che, al villaggio, si entri dalla replica della stazione di La Spezia. «Perché la volessero, all’inizio, non lo capivamo neanche noi», spiega a IL Varotti. «In realtà è un luogo di transito noto ai cinesi che da qui arrivano alle Cinque Terre». Il giovane manager marchigiano ha avuto la responsabilità del reclutamento delle aziende che volessero mettersi in vetrina. «Fino a ora ne abbiamo 25: dai giovani di Frosinone che hanno aperto uno spazio gastronomico per vendere porchetta all’artigiano veneziano che realizza maschere e costumi di carnevale. Vogliamo diventare la piattaforma di ingresso per tutte quelle piccole e piccolissime imprese che si vogliono affacciare in questa area». L’anno prossimo un nuovo centro verrà aperto a ZhengZhou, capitale della provincia di Henan. È prevista l’organizzazione di una serie di festival dedicati alla ristorazione, al cinema italiano, alle arti di strada. E persino una Notte della Taranta. 

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