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Tullio Pericoli e la biografia di un paesaggio

20.03.2019

Tracciati, 2015

Una selezione di 165 opere dedicate alle "forme” della sua terra d'origine; un viaggio a ritroso lungo mezzo secolo, tra segni e colori, in mostra ad Ascoli Pieno

Un viaggio a ritroso lungo mezzo secolo nella parabola creativa di Tullio Pericoli, con 165 opere dedicate ai suoi luoghi d’origine. Dopo il terremoto che l’ha investita nel 2016, Ascoli Piceno celebra se stessa attraverso il lavoro dell’artista che più ha reso omaggio a questa terra. Curata da Claudio Cerritelli, Forme del paesaggio. 1970-2018 racconta le mutazioni che l’immagine della natura ha assunto nel corso del tempo nella riflessione di Pericoli, offrendo al contempo – alla città e al suo territorio – lo spunto per una necessaria presa di coscienza sulla propria identità.

La sala che apre il percorso della mostra è dedicata alle opere che traggono origine dagli sconvolgimenti paesaggistici dovuti al sisma: forme dissestate, movimenti tellurici del segno e del colore, immagini restituite in tutta la loro drammatica fragilità. Da queste si passa alle morfologie esplorate dall’artista (nato a Colli del Tronto nel 1936) nel periodo 1998-2009. In questi anni, le opere, dopo aver rappresentato lo scenario dei colli marchigiani, vanno progressivamente esplorando i dettagli della natura, i segni e i solchi delle terre.

Viene poi la fase 1976-1983, che pone in evidenza un diverso trattamento del tema paesaggistico attraverso vedute luminose e lievi rese attraverso la delicatezza degli acquerelli, chine e matite su carta, spazi aerei che l’artista concepisce come orizzonti immaginari, memorie di alfabeti, tracce di antiche scritture. L’esposizione si chiude con un ritorno alle origini dell’opera artistica di Tullio Pericoli, che si identifica nel ciclo delle “geologie” (1970-1973), costituito da immagini stratificate, sezioni materiche, strutture sismiche.

La mostra (che sarà accompagnata dalla pubblicazione di un catalogo edito da Edizioni Quodlibet, con testi di Silvia Ballestra, Claudio Cerritelli e Salvatore Settis) occuperà l’intera area espositiva di Palazzo dei Capitani dal 22 marzo al 3 maggio del prossimo anno.

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