Moda

Vestire è comunicare

IL 109 13.03.2019

Uniformi, maschere e costumi tradizionali sono codici che esprimono appartenenza e mettono in relazione l'uomo e il suo contesto. Fino al 24 marzo, all'Armani/Silos di Milano, la mostra “Fabula” di Charles Fréger

La nuova mostra all’Armani/Silos di Milano è dedicata al fotografo Charles Fréger e si intitola Fabula. La retrospettiva documenta il progetto di ricerca antropologica dell’artista francese iniziato più di 10 anni fa. Tema, il potere degli abiti come mezzo universale di comunicazione non verbale. Nonostante ogni comunità – grande o piccola – abbia i propri codici di rappresentazione, l’obiettivo di Fréger è raccontare come il principio che guida la volontà di esprimere l’appartenenza attraverso l’abbigliamento sia in realtà comune. È l’intero piano terra di Armani/Silos a far da sfondo alle oltre duecentocinquanta opere: trasportati dal colore, si passa dalla serie dei nuotatori di pallanuoto (Water Polo del 2000) alle più recenti immagini della serie Mardi Gras Indians del 2016; dalla squadra di pattinaggio su ghiaccio finlandese ai giovani lottatori di sumo; e molto altro.

L’allestimento crea un dialogo tra diversi gruppi di immagini: volti e uniformi coesistono grazie alla potente componente teatrale dell’insieme. Giorgio Armani la racconta così: «La vitalità del colore è ciò che inizialmente ha attirato la mia attenzione sul lavoro di Charles Fréger. Quel colore, tuttavia, non è un puro espediente visivo, ma una rappresentazione di energia umana. Come stilista, so che l’abbigliamento ha un enorme potere simbolico: Fréger ce lo ricorda costantemente, scavando gli aspetti più profondi del vestirsi come modo di comunicare». Una curiosità: Charles Fréger è stato il protagonista della copertina di IL numero 11, era il settembre 2009.

ARMANI/SILOS
Via Bergognone 40, Milano.
Fino al 24 marzo
armani.com/silos
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