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È così bravo che diventa trasparente

IL 111 30.04.2019

Joaquin Phoenix e John C. Reilly in “I fratelli Sisters”, nelle sale dal 2 maggio.

Arrivano al cinema “Stanlio & Ollio” (dal 1° maggio) e “I fratelli Sisters” (dal 2 maggio): se non avete ancora notato John C. Reilly è arrivato il momento di farlo

Nel modesto seppur premiatissimo adattamento cinematografico di uno dei musical più belli di tutti i tempi, vale a dire Chicago (2002), John C. Reilly cantava Mister Cellophane: «Pellicola Trasparente, Signor Pellicola Trasparente. Sarebbe dovuto essere il mio nome, Signor Pellicola Trasparente. Perché mi puoi guardare attraverso, puoi camminarmi a fianco e non accorgerti mai che sono lì». Non fu casuale, si pensa oggi come allora, la scelta dell’interprete.

Reilly è un attore sopraffino, carriera trentennale e incalcolabili ruoli mai dimenticati, ma ancora oggi parecchia gente si domanda: chi è questo? Com’è che si chiama? Dov’è che l’ho già visto? Questo mese arriva nelle nostre sale con due film. Per il primo, I fratelli Sisters (dal 2 maggio), presentato all’ultima Mostra del cinema di Venezia, avrebbe meritato una nomination agli Oscar, ma si sa: fanno più presa (ancora! Nel 2019!) i finti dentoni dei finti Freddie Mercury. Il film è un western atipico e difatti c’è dietro un autore che a quel genere non assoceresti mai, Jacques Audiard, francese intellò-cool in trasferta americana. Stavolta prende un romanzo pieno di spirito (del canadese Patrick deWitt, in Italia lo pubblica Neri Pozza col titolo Arrivano i Sister) e ne fa un racconto di sentimenti maschili, prima ancora che di azioni sullo sfondo mitologico della Frontiera. Reilly è appunto uno dei fratelli (l’altro è un debordante Joaquin Phoenix) ed è un campione di sottrazione, mezzi sguardi, titubanze, romanticismi: più che dare la caccia agli assassini su strade di polvere, gl’importa ritrovare la sua maestrina innamorata.

Il secondo film di cui è protagonista questo mese è Stanlio & Ollio (dal 1° maggio), biopic classicone che – direte voi – sarà come quei film con i dentoni finti. Il nostro John fa Ollio e dunque, ancora più del collega Steve Coogan nei panni di quell’altro, ha le sue adeguate protesi di ciccia. Ma non è il makeup che stai a guardare sullo schermo: pure qua è tutta una questione di occhiate e tenerezze, e bilanci di vita: i due comici, a fine carriera, vengono chiamati per una tristissima tournée in Inghilterra e trovano i teatri sempre vuoti.

Forse la chiave della recitazione di Reilly è proprio questa: esserci, senza esserci mai. Signor Pellicola Trasparente. Gli succedeva pure in passato, dalla doppietta Boogie Nights/Magnolia di Paul Thomas Anderson a quella di Martin Scorsese, cioè Gangs of New York/The Aviator, fino a Carnage di Roman Polanski, The Lobster di Yorgos Lanthimos e Il racconto dei racconti di Matteo Garrone. È invisibile pure il suo passaggio nell’universo Marvel: qualcuno lo ricorda in Guardiani della galassia? No, gli abbiamo tutti guardato attraverso pure quella volta. O forse John C. Reilly è un attore talmente bravo che alla fine scompare, ed è giusto così. «Tutti vengono notati, prima o poi», cantava in Chicago. Se non l’avete fatto finora, il momento è arrivato.

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