Design / Salone del Mobile 2019

Nei vivai della Design Week

IL 110 05.04.2019

Salone Satellite, Ventura Future, Alcova Sassetti, Doppia Firma, Milan Design Market del distretto Isola: cinque spazi-ventrina per cinque giovani talenti che arrivano a Milano (dal 9 al 14 aprile) per esporre la propria ricerca, spesso autoprodotta, spesso sperimentale

Kristel Laurits

KRISTEL LAURITS
«Il design è un parco giochi, è dialogo e riflessione sociale, è la memoria dei nostri valori umani»

Kristel Laurits, 30 anni, è una designer concettuale estone di base a Copenhagen. Al Salone Satellite porterà Condition X (già vista alla London Design Week): una linea di oggetti in amido di mais stampati in 3D, specchi, tessuti acrilici e schiuma che, attraverso i colori e la tattilità delle superfici, cercano di indagare le condizioni che influenzano la nostra mente. Sol, il suo nuovo progetto, continua questa esplorazione sensoriale nella scala dei complementi d’arredo (sperimentali): un cabinet, una mensola, una panchina, uno specchio e un tappetino, realizzati con tecnologia Cnc e laser, ma dipinti a mano. «La serie è dedicata al sole e gioca con l’idea di happy furniture. Può un mobile renderci felici? Per quanto mi riguarda, il design mi ha permesso di realizzare e sviluppare il mio universo giocoso e lieto».

kristellaurits.com

Sol di Kristel Laurits

SALONE SATELLITE
Fondato e curato da Marva Griffin Wilshire, è una vetrina fondamentale per i giovani da tutto il mondo. È in fiera accanto al Salone ufficiale.
salonemilano.it

 

Alves Ludovico

ALVES LUDOVICO
«Lo zucchero è un veleno che danneggia il mio corpo. La mia ricerca parte da qui»

Nato nel 1990 a Lisbona, Alves Ludovico porta allo spazio Base di via Bergognone una questione personale: è diabetico e ha creato un biomateriale a partire dallo zucchero. Lo ha chiamato polimero iperglicemico e lo ha usato per creare le Super Sweet Series, sviluppate con l’università Alvar Aalto di Helsinki. «Ha proprietà meccaniche e fisiche simili a quelle della roccia tenera, è resistente all’acqua fino a un certo punto (se esposto a una pioggia moderata per due ore, gli strati esterni possono corrodersi) e se lasciato all’esterno impiega da 8 a 18 mesi per dissolversi completamente. Se l’industria dello zucchero potesse trarre profitto fornendolo come materiale da costruzione, magari non sarebbe così insistente nell’introdurlo negli alimenti trasformati».

ludovicodesignstudio.com

Sugar O'Clock di Studio Ludovico

VENTURA FUTURE
Ventura Projects compie 10 anni e, accanto alla sede della stazione centrale, debutta per la sua parte più innovativa (a pagamento) a Base Milano.
venturaprojects.com

 

Erica Agogliati, Kristína Šipulová, Francesca Avian e il loro progetto Ondula

FLATWIG STUDIO
«La nostra cultura del progetto viene da Milano. Anche se a Londra è più facile farsi ascoltare»

Erica Agogliati, 31 anni, e Francesca Avian, 30 anni, sono le due anime complementari di Flatwig Studio. Fondato nel 2015 dopo gli studi al Politecnico di Milano, di base a Londra, ma con buone prospettive di rientro in Italia, si occupa di design di interni e di oggetti (spesso creati in funzione dei progetti di interior). È proprio al confine tra questi due mondi che nasce Ondula, il lavoro che portano ad Alcova Sassetti: «Nel 2016 – racconta Avian – stavamo ultimando gli interni di un wine bar a Londra. Dovevamo sistemare il bagno, ma il budget era finito. Così abbiamo utilizzato alcune lastre ondulate dismesse che abbiamo trovato nel backyard di un edificio, le abbiamo curvate e abbiamo deciso di usarle come rivestimento verticale. Da lì è venuta l’idea per l’autoproduzione di alcuni arredi free standing». Li presentano in dialogo con Post-Process, una collezione di capi della textile designer Kristína Šipulová, realizzati a partire da antiche stoffe in lino tessute a mano. «Ci piaceva l’idea di riutilizzo alla base di entrambi i nostri progetti. Abbiamo scelto dei colori tenui che accompagnassero i suoi capi – continua Avian – e conferissero una certa morbidezza al foglio di lamiera zincata, o ondulina, che abbiamo usato. È un elemento utilizzato per gli edifici industriali, molto economico, ma con una interessante resa estetica: produce un bel ritmo di luce e ombra». Ondula è un buon esempio che spiega che cosa il design rappresenta per loro: «È un’esplorazione possibile di un concetto. Nasce magari per serendipità, ma si sviluppa attraverso una ricerca che lo rende valido e credibile». Dopo la Milano Design Week, parteciperanno con un set da punch in vetro e ceramica alla prima edizione di Edit Napoli, la fiera per designer-maker, dal 6 al 9 giugno.

flatwig.com
ALCOVA SASSETTI
La creatura di Joseph Grima e Valentina Ciuffi raddoppia lo spazio, affiancando all’ex fabbrica di Cova, una vecchia azienda tessile in via Sassetti.
alcova.xyz

 

Nick Ross e un artigiano di Dunedin Stone

Laila Pozzo

NICK ROSS
«Il design riguarda la comprensione che abbiamo di noi stessi e delle nostre azioni»

Untitled #1 del progetto Last of the Free, nella nuova versione in arenaria Witton Fell, è la panchina che Nick Ross (a destra), 32 anni, designer scozzese con studio a Stoccolma, ha realizzato con gli artigiani di Dunedin Stone per la collezione Doppia Firma, promossa da Michelangelo Foundation, Fondazione Cologni e Living. «Ho indagato sul fatto che la cultura scozzese si è evoluta da origini fittizie, alcuni scritti romani, e su come ciò modelli la nostra comprensione del Paese oggi, utilizzando oggetti che presentassero tracce sia dell’estetica romana sia di quella scozzese. L’arenaria è il materiale ideale per questo: è legata alla nostra cultura da secoli». Ross porterà al Salone anche le sedute Tearoom per Menu, la lampada Pearl per Karakter Copenhagen e un lavoro con Antoine Architectural Finishes per la mostra Wallpaper Handmade.

nckrss.com

Untitled #1 (Last of the Free) di Nick Ross

DOPPIA FIRMA
È una collezione frutto della collaborazione tra un designer e un artigiano. I 19 pezzi 2019 sono in mostra dal 9 al 14 aprile a Villa Mozart.
doppiafirma.com

 

Andrés Reisinger

ANDRÉS REISINGER
«Fisicità e tattilità sono più forti dell’immagine: le cose vere generano emozioni più profonde»

Nato a Buenos Aires nel 1990, con lo studio a Barcellona, Andrés Reisinger porta al Milan Design Market all’interno di Isola Design District il suo Complicated Sofa. È un pezzo della mostra Complicated Name For A Show (a destra) presentato per la galleria Chamber New York. Con un passato che comprende esperienze nella grafica e nell’animazione 3D, Reisinger con questo progetto mette in campo il suo bisogno di realtà: «Sono molto visivo. Eppure nella sola immagine si perde molto di quello che voglio esprimere. Quello che è successo con la mostra – le persone, i loro sentimenti – è stato incredibile. Non so se la stessa cosa sarebbe accaduta se l’avessero vista su Instagram. Entrare in un luogo, nella musica, nella luce, è un’esperienza che altrimenti si perde». Reisinger sta lavorando alla sua Hortensia Chair, in vendita da maggio.

reisinger.studio

Complicated Name for a Show di Andrés Reisinger

Javier Agustín Rojas

ISOLA DESIGN DISTRICT/MILAN DESIGN MARKET
Lo spazio di via Pastrengo 14 è curato quest’anno dalla direttrice artistica Elif Resitoglu.
isoladesigndistrict.com

 

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