Bianca, rossa, blu: nella Gople di Artemide, un brevetto e un’antica tecnica vetraria per una luce che fa bene a piante, fiori, occhi

C’è un brevetto nascosto nella barriera vegetale vivente che accoglie i visitatori della mostra La nazione delle piante curata dal neurobiologo Stefano Mancuso alla XXII Triennale di Milano fino al 1° settembre. È dentro la lampada Gople, a led, disegnata dallo studio Big per Artemide: racchiude la tecnologia Rwb, ovvero red, white, blu, cioè la luce migliore per l’uomo, bianca, lo spettro visibile dispiegato, ma anche quella più adatta per le piante, la blu prima degli ultravioletti, utile alla fase vegetativa, e la rossa prima degli infrarossi, che stimola la fioritura. «La lunghezza d’onda più stretta, nello spettro blu, dà un maggiore stimolo alle piante e man mano si ammorbidisce andando verso gli infrarossi. Lo stesso effetto si ha sull’uomo», spiega Carlotta de Bevilacqua, vicepresidente e ceo dell’azienda dell’illuminazione fondata dal marito Ernesto Gismondi nel 1959.

 

Assemblaggio: si inizia con il montaggio delle ottiche sul circuito. Quando il “cuore” elettronico è assemblato, viene inserito nel vetro. I Big, designer del progetto, spiegano che la disposizione del sistema Rwb prevede «la luce per le piante verso il basso e quella bianca verso l’alto. abbiamo potuto nascondere i componenti interni dietro una sfumatura di vetro, che funge da diffusore per aiutare a disperdere la luce»

Il brevetto d’invenzione «nasce da una mia passione per le piante», ricorda de Bevilacqua che nel 2010 firma la lampada Una Pro Rwb, la prima con queste caratteristiche. La Gople invece è progettata dai Big, il gruppo di architetti e designer danesi fondato da Bjarke Ingels. Jakob Lange, che ha sviluppato il progetto, è a capo della divisione dello studio che si focalizza sulla tecnologia come catalizzatore di progetti. Non a caso è nel board della Virgin Hyperloop One, l’azienda che lavora per realizzare il collegamento veloce con pod che sfrecciano in tubi sottovuoto lanciato da Elon Musk: ha contribuito alle proposte architettoniche delle stazioni e delle navette per il trasporto. Ma la Gople non è solo tecnologia. Certo, sono cruciali l’assemblaggio e i test nello stabilimento di Pregnana Milanese, in aree controllate dal punto di vista elettrostatico perché, se il led è resistente da un punto di vista meccanico, è invece molto sensibile agli shock elettrici. Ma prima la Gople nasce nella vetreria di Artemide a Venezia: qui il vetro seta e quello cristallo vengono uniti a mano ancora roventi e soffiati negli stampi dove si fondono ottenendo una sfumatura ogni volta un po’ diversa per la versione bianca, la sola, per motivi tecnici, a montare il brevetto Rwb nel modello a sospensione. Oltre ci sono le finiture metallizzate sottovuoto, le versioni da tavolo e a terra, quelle mini: tutti ampliamenti di gamma che vedremo a Euroluce.

Prodotto finito: la Gople bianca Rwb a sospensione presentata nel 2018. le novità di artemide di quest’anno includono le versioni da tavolo, a terra e mini. in alto, a destra: una Gople mini dalla finitura rame metallizzata sottovuoto

«Quando parliamo di téchne, di saper fare, cerchiamo in modo militante di realizzare una visione umanistica della scienza, che difenda i saperi, come la tecnica del vetro soffiato, e allo stesso tempo crei maggior consapevolezza e attenzione verso il pianeta», continua de Bevilacqua, che traccia l’orizzonte di azione di Artemide: «Stiamo lavorando alla trasmissione dei dati attraverso la luce, che non soffre interferenze elettromagnetiche, per esempio. Se il secolo scorso è stato quello dell’elettronica, questo apparterrà alla fotonica».  

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