Elezioni Europee 2019

«Avete poche piste ciclabili»

24.05.2019

Dietro piazza Gae Aulenti, a Milano

L'Italia ha ospitato nel 2018 27mila studenti stranieri. Julia è una ragazza della regione di Vienna che studia allo Iulm: ma non si trasferirebbe nel nostro Paese, sceglie l'Austria per la qualità della vita e per le opportunità. Al massimo il Nord Europa

Scegliere l’Italia per fare l’Erasmus. Dopo Spagna, Germania e Francia, è il nostro Paese quello che attira e ospita più studenti stranieri, 27mila solo nel 2018. A coordinare gli scambi e a promuovere la mobilità studentesca dal 1989, c’è l’ESN (Erasmus Student Network), l’associazione europea che aiuta i giovani a integrarsi nella vita quotidiana. Presente in più di mille università di 39 Paesi diversi, dal 1994 ha un distaccamento anche in Italia, con 53 sezioni diffuse su tutto il territorio nazionale. Per sensibilizzare i giovani in vista delle elezioni del 26 maggio, ESN Italia ha lanciato, in collaborazione con il Parlamento Europeo, la campagna StavoltaVoto.eu: più di 150mila gli iscritti, di cui 15mila italiani. “Abbiamo promosso il concetto di cittadinanza attiva su due fronti”, spiega Vittorio Gattari, presidente ESN Italia. “Prima di tutto, informando i ragazzi dei 28 Paesi su come fare a votare e dove registrarsi, quindi abbiamo coinvolto i giovani che hanno fatto l’Erasmus, il segmento che ha votato di più alle scorse Europee, perché si facessero portavoce dell’importanza del voto con i coetanei e gli adolescenti. La consapevolezza che si tratti delle elezioni più difficili per l’Unione Europa è molto sentita tra i ragazzi”. Tra i giovani componenti di questo network, c’è Julia Dungl, 22enne austriaca, che, quando ha avuto la possibilità di fare uno stage all’estero, non ha esitato a scegliere il nostro Paese. «Un po’ perché a scuola ho studiato per cinque anni l’italiano, un po’ perché facendo un percorso formativo in turismo, l’Italia è il posto perfetto per fare esperienza», racconta davanti a un caffè macchiato. Così a 16 anni è partita per fare uno stage in un ristorante a conduzione familiare vicino a Jesolo, vicino a Venezia – «I turisti erano tutti italiani, non è stato facile comunicare» –, a 17 anni ha fatto la receptionist in un hotel di lusso sul lago di Garda, esperienza che ha ripetuto l’anno successivo a Tirrenia, frazione balneare di Pisa.

Julia Dungl, 22 anni, studentessa all’università di Strasburgo, in Erasmus allo Iulm di Milano

«Ho scelto di fare l’Erasmus allo Iulm per poter unire lo studio della lingua italiana ad alcune lezioni di economia e turismo. Venendo da un piccolo paese vicino a Vienna, avrei preferito stare in una città più raccolta. Già Salisburgo, per me, è grandissima, ma è lì che ho capito che mi piace entrare in contatto con persone provenienti da tutto il mondo». A livello umano il nostro Paese l’ha conquistata: aperti, vivaci, sicuri di sé, calorosi, così veniamo percepiti. Anche con le questioni organizzative e burocratiche all’università Julia si è trovata bene, nonostante gli esami siano uguali per tutti e non sia sempre facile stare al passo con la lingua e con le conoscenze pregresse.

Proprio sul fronte dell’istruzione sente che l’Europa dovrebbe fare di più per rendere uguale e accessibile a tutti il diritto allo studio. «Siamo cinque figli nella mia famiglia e se lo Stato non avesse dato un sostegno economico ai miei genitori e se ci fossero state delle tasse universitarie da pagare, non avrei potuto proseguire gli studi», spiega Julia. «Qui ho scoperto che anche per iscriversi a un’università pubblica bisogna pagare un contributo, senza considerare il costo degli alloggi esterni e degli studentati, dove i posti sono spesso insufficienti. Ecco, penso che non dovrebbe essere così. In ogni parte d’Europa si deve avere la stessa possibilità di accedere a un’istruzione superiore e vedere riconosciuti i propri crediti universitari, allo stesso modo, in tutti i Paesi».

Dato che per votare alle Europee le è bastato seguire una procedura online, stampare un modulo, compilarlo e spedirlo via posta, Julia è come se si fosse già lasciata alle spalle le elezioni, visto che la scheda con il suo voto è in borsa pronta per essere imbucata. «La mia generazione è quella che più di tutte, forse, si rende conto di essere in uno spazio sicuro, privo di guerre», sottolinea per poi aggiungere: «Sono contenta che a settembre ci siano le elezioni in Austria, il governo attuale è troppo spostato a destra». Nonostante questo, Julia non cambierebbe il suo Paese con nessun altro: le tante opportunità per i giovani, la buona educazione a scuola, gli aiuti alle famiglie, l’organizzazione della città – «Qui ci sono pochissime piste ciclabili» – è una delle ragioni che non la invogliano a trasferirsi all’estero. Con un’eccezione, forse: il Nord Europa, per la qualità della vita e per completare, in Svezia, il suo ciclo di studi con una laurea magistrale.

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