Appendice

È il 2 maggio 2019 e il mondo finisce domani

02.05.2019

Illustrazione di Francesco Paolo Cusano

Ma poi, grazie agli under 18, nasce un mondo nuovo. Sarà forse migliore di quello precedente? È la storia di “Millennials”, scritto da La Buoncostume. E, no, non è soltanto un romanzo di fantascienza

Il 3 maggio 2019 è domani: ma nel mondo di Olga, Mina, Daniele (& co.) rappresenta una minaccia che avrà la sua escalation in poche ore e su tutto il globo. In Millennials. Il mondo nuovo si manifesta la più imprevedibile delle epidemie: tutti gli abitanti del pianeta Terra, che abbiano più di diciassette anni e mezzo di età, si congelano, o meglio, si “bloccano”. Per questo, le vittime di questa strage verranno riconosciute come “i bloccati”: il loro cuore continua a battere debolmente, dalla bocca escono soltanto dei flebili rantoli. Che essi siano pronti per un successivo risveglio? Per i sopravvissuti sarà il momento di ricominciare tutto da capo nel mondo nuovo.

Quattro anni dopo, i millennials, immuni alla strage, hanno preso pieno controllo di una società iperconnessa, che ha avuto la capacità di risollevarsi da un evento dei più infausti. Tutti uniti con la consapevolezza di rifondare un sistema che comprende nuove tecnologie e nuovi mestieri, devono anche tenere conto della nuova minaccia costituita dai dodicenni cannibali noti con il nome di “razziatori”. (La definizione di “millennial”, che perlopiù indica chi è nato tra il 1981 e il 1996, ma ha varie declinazioni cronologiche anche molto divergenti, qui si applica invece ai nati dopo il 2000, ndr).

La storia ha luogo nel Nord Italia, precisamente nell’hinterland milanese: con Trezzo sull’Adda come vero epicentro delle attività industriali e dell’ultima civiltà rimasta. Attraverso l’espediente del point of view, mutuato da quello de Il trono di spade di George R. R. Martin, viene offerta la miglior carrellata di personaggi e di situazioni nel bel mezzo della distopia – termine che va tanto di moda, come dice scherzosamente un membro del collettivo in uno dei video promozionali del libro.

Olga è tra le figure di spicco e ha saputo tenere botta al tragico evento che ha visto travolgere la vita di sua madre. La ragazza sopravvissuta pratica la professione di ostetrica e con il suo ruolo ha l’onere e l’onore di dare speranza alle donne, pronte a dare al mondo il proprio nascituro. Stella osserva da vicino i bloccati, tant’è che conduce gli studi e gli esperimenti in un laboratorio tutto suo. Mina invece è a capo di un’organizzazione, orfana del precedente boss Cheng. E tutte insieme agiscono per fare luce sul mistero del blocco e non solo. E più volte saranno coinvolte in sequenze action in stile Mad Max Fury Road.

Le tre protagonisti femminili portano avanti un discorso di resistenza – ispirata proprio alla lotta partigiana – entrando facilmente in empatia con il lettore; belliche o umanitarie che siano, sono tutte eroine che operano sul fronte e con delle specifiche skills di sopravvivenza. Il loro punto di vista è intervallato da quello dei protagonisti maschili, come Marcello, Wen e Daniele. I personaggi, tutti uniti sul fronte, vengono presentati come modelli tridimensionali e non come veicoli di cliché.

Il collettivo lombardo de La Buoncostume, dopo essersi mosso come un silenzioso fantasma nel campo della scrittura televisiva (Camera Cafè, The Comedians e Stasera casa Mika), trova in Millennials. Il mondo nuovo, un esordio letterario edito da Mondadori qualche mese fauna dimensione in cui fondere la bulimia di cultura videoludica e cinematografica (e non scordiamoci di quel capolavoro di Akira di Otomo sensei): questo per raccontarci sostanzialmente i tempi che stiamo vivendo, fatto di società che mettono all’angolo le ultime generazioni “bloccandole” (termine non casuale) del tutto per poi farle scontrare tra di loro quando la maturità della democrazia comincia a venire sempre meno.

Questo libro non è un caso isolato. Iacopo Barison usciva lo scorso anno – e nello stesso periodo di Millennials – con Le stelle cadranno tutte insieme (Fandango libri): al centro dei protagonisti millennial che sono bramosi di ritagliarsi un posto nel cinema hollywoodiano, ma che ancor prima dovranno capire veramente chi sono e che cosa vogliono da loro stessi. Una fuga dalla provincia narrata con uno stile ridotto all’osso, ma capace di raccontare le ultime generazioni.

Con il setting di un mondo post-apocalittico, Millennials fa il punto su dei ragazzi che non cercano di fuggire da una provincia soffocante, ma sono invece pronti – e ne sono fieri – a restare su un pianeta costantemente minacciato dall’imminente (?) risveglio dei bloccati. La Buoncostume non prende in prestito e non segue pedissequamente un immaginario ben preciso (e preesistente), ma ne edifica uno ex novo attorno al nostro Paese. E lo fa con una scrittura prettamente pop.

Millennials è un romanzo sui generis che non si tira indietro nel raccontare un mondo che è migliore del nostro, ma conserva alcune delle problematiche del tempo presente (la convivenza fra popoli, il controllo delle risorse naturali). Insomma, non ha paura di piacere ai lettori occasionali, ma nutre l’ambizione di avvicinarsi al lettore in cerca di storie di formazione dal carattere più spigoloso e umbratile. Nelle pagine si inseguono toni e linguaggi diversi – basti pensare ai momenti più toccanti simili al videogioco The Last of Us (un amore dichiarato del collettivo) e al cinema horror dei grandi maestri americani e della serie televisiva The Walking Dead. Il romanzo di Pier Mauro Tamburini, Simone Laudiero, Fabrizio Luisi e Carlo Bassetti, comincia come un pregevole romanzo di fantascienza, ma termina come un grande romanzo italiano tout court.

La Buoncostume

Millennials. Il mondo nuovo

Mondadori 2018
468 pagine, 19 euro
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