Elezioni Europee 2019

“Game of Thrones” e l’Europa

19.05.2019

Jaime Lannister e Bran Stark a Grande Inverno nel secondo episodio dell'ottava stagione di “Game of Thrones”

Helen Sloan - HBO

L’Irlanda del Nord è stata la base della produzione della serie dei record di Hbo: una zona che ha largamente beneficiato dei fondi europei per la cinematografia (e non solo) negli ultimi anni. Un caso?

E se senza l’Unione Europea non avessimo mai avuto Game of Thrones? Il dubbio non assale di certo i milioni di appassionati che lunedì 20 maggio assisteranno col fiato sospeso alla fine della serie dei record targata Hbo (in Italia trasmessa da Sky Atlantic). Eppure scavando negli incartamenti dei programmi di finanziamento europei che coprono innumerevoli ambiti (tra cui quello delle traduzioni dei libri, come abbiamo raccontato in questo pezzo), appare un dato interessante, che crea un inaspettato collegamento tra l’Ue e le vicissitudini dei Sette Regni inventati sui libri da George R. R. Martin e portati sullo schermo da David Benioff e D.B. Weiss a partire dal 2011.

Sul report del British Film Institute Mapping Study of EU Funding of the UK Screen Sectors 2007-2017 (datato marzo 2018) si legge infatti che l’Unione Europea attraverso diversi fondi (soprattutto Media e il suo successore Europa Creativa, lo stesso che supporta le traduzioni di libri, con a seguire il Fondo europeo di sviluppo regionale e il fondo di ricerca FP7) ha elargito nel decennio 2007-2017 36,4 milioni sterline direttamente alla Northern Ireland Screen Commission «di gran lunga il più grande beneficiario in termini di finanziamenti ricevuti. La presenza di numerose università dimostra il sostegno alla ricerca e alle tecnologie della realtà virtuale e 3D, di solito in collaborazione con istituzioni di altri Stati membri dell’Ue», è spiegato nello studio.

Sandor Clagane, “il mastino”, e Arya Stark nel quarto episodio dell'ottava stagione

Helen Sloan - HBO

Si tratta della stessa Northern Ireland Screen che ha attirato Hbo a Belfast per girare molte delle scene di Game of Thrones (accanto all’Islanda, alla Croazia, alla Spagna, al Marocco), come aveva già scritto Stefano Baschiera della Queen’s University di Belfast su Link qualche tempo fa: «L’incentivo fiscale per la produzione televisiva high-end è stato introdotto nel Regno Unito solo nel 2013, quindi solo alla quarta stagione di Game of Thrones. La film commission nordirlandese aveva fatto però riferimento ad altri fattori per attrarre nel territorio Hbo: un contributo finanziario alla produzione e soprattutto la disponibilità del teatro di posa e la varietà delle location disponibili». La serie infatti compare nell’archivio storico delle produzioni legate alla screen commission nordirlandese dalla stagione numero 1, girata nel 2010.

In realtà, i fondi a disposizione dalla commissione provengono dichiaratamente dal Department for the Economy, dal Department for Communities e dal National Lottery Community Fund. Bisogna ricordare che i finanziamenti europei sono legati a progetti ad hoc, magari sviluppati dalle università, come è stato evidenziato dallo studio del British Film Institute. Eppure non sembra così inverosimile pensare che abbiano in parte coadiuvato la creazione di un indotto di competenze (e rapporti) che ha contribuito a sviluppare l’industria cinematografica nella zona. Certo 36,4 milioni di sterline in dieci anni non sono nulla in confronto ai 15 milioni di dollari che si stima sia il costo di una (una!) puntata dell’ottava stagione. Sono solo una liason. La prova che l’Europa c’era, qui, in qualche modo, prima di Game of Thrones.

Alla fine dello scorso anno Richard Williams, chief executive di Northern Ireland Screen, ha detto: «Il 2018 è stato un anno fantastico per le industrie dello schermo nell’Irlanda del Nord. In questo periodo il valore complessivo del settore è raddoppiato e gli obiettivi economici stabiliti sono stati superati, raggiungendo i 270 milioni di sterline contro un obiettivo di spesa diretto per l’Irlanda del Nord di 250 milioni».

L’inverno, dal punto di vista del giro d’affari, non è arrivato qui nella regione di Belfast che ha ospitato anche Grande Inverno, il Castello Nero e numerosi altri scenari del mondo dei Sette Regni (i produttori avevano bisogno di castelli e certo li hanno trovati). Anche ora che la serie, all’ottava stagione, mette la parola fine alla saga di Stark, Targaryen, Lannister e co. (ma già sono in lavorazione gli spin-off), Hbo ha annunciato che dalla primavera del 2020 inaugurerà il Game of Thrones Studio Tour, ai Linen Mill Studios di Banbridge, Irlanda del Nord. I visitatori potranno vedere i set, gli oggetti di scena, i costumi originali, insieme alle installazioni che spiegano i dietro le quinte, gli effetti speciali e il make up. Se il modello è quello della Warner Bros con lo Studio Tour London The Making of Harry Potter a Watford, mezz’ora da Londra, si prospettano mesi di liste d’attesa per avere un biglietto.

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