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Orecchie aperte, la cometa sta arrivando

06.05.2019

Jazz, electronica, funk e rock psichedelico: i londinesi The Comet is Coming

Grazie al suo futurismo musicale, il progetto The Comet is Coming è uno dei punti di riferimento della ribollente nuova scena jazz inglese. E l'11 maggio arriva a Milano

Il Guardian ha definito lo stile della band “futurismo musicale”, e in effetti tra le righe di The Comet is Coming possiamo ritrovare l’elettronica, il funky, il prog rock e ovviamente parecchio jazz, nel segno inconfondibile del maestro Sun Ra, pianista e compositore statunitense, tra i più importanti innovatori del genere a partire dalla seconda metà del secolo scorso con la sua Saturn Records. Non è un caso se il leader e fondatore del progetto, il sassofonista Shabaka Hutchings, figura come membro neppure troppo occasionale dell’Arkestra, l’ensemble free fondato nel 1950 da Sun Ra, che prosegue oggi la sua attività a più di vent’anni dalla scomparsa del suo leader (il 9 maggio sarà di scena sul palco del Blue Note di Milano).

Sulla scia della passione per la mitologia astrale del Maestro, ma anche del “cosmic jazz” di John e Alice Coltrane, Hutchings e i suoi due compagni d’avventura hanno addirittura scelto di modificare i propri nomi all’interno del progetto: e se Dan Leavers (synth) è diventato ‘Danalogue the Conqueror’ e il batterista Max Hallett nientemeno che ‘Betamax Killer’, il riferimento più significativo è ovviamente quello scelto dal leader, che con il suo ‘King Shabaka’ vuole rendere omaggio all’antico sovrano nubiano del Basso Egitto che – come spiega lo stesso Hutchings – «ha tradotto per primo la dottrina nota come Kemetismo», sistema di credenze che riprende l’antico politeismo egiziano tanto caro a Sun Ra.

D’altronde, va detto che i TCIC, non tenendoci particolarmente ai cliché, hanno saputo sparigliare per bene le carte con il loro secondo disco, Trust in the Life Force of the Deep Mystery (arrivato all’inizio di quest’anno per Impulse! Records, la stessa di Coltrane, Mingus e Pharoah Sanders) aggiungendo al riferimento musicale principe del proprio esordio discografico Channel the Spirit – datato 2016 e subito nominato per i Mercury Prize – parecchie altre influenze, tra le più disparate: si va dalla psichedelia Anni 70 fino all’heavy metal (vedi la chitarra di Blood Of The Past su tutti), e i richiami di un certo spessore si sprecano, dai King Crimson alla Mahavishnu Orchestra fino ai Rage Against the Machine.

Quel che è certo innanzitutto è che The Comet is Coming, insieme all’altra creatura di Hutchings (i Sons of Kemet, ancora una volta il riferimento è chiaro), rappresenta uno dei punti di riferimento della ribollente nuova scena jazz inglese, a dimostrare la vitalità inarrestabile di un genere troppe volte considerato morto. Per questo, è altrettanto certo che difficilmente può capitare di assistere a uno show di simile potenze ed intensità, frenetico, fulminante e insieme carico di una potenza ancestrale: «Musica hardcore per una generazione svezzata a rave e grime» è un’altra definizione interessante coniata dal giornalista Neil Spencer per cercare di fornire delle coordinate di riferimento, ma forse mai come in questo caso le definizioni lasciano il tempo che trovano.

Per questo, non potremmo essere più grati a Jazz:Re:Found, tra i format più interessanti in circolazione nel nostro Paese (nato nel 2008 a Vercelli, il festival racconta gli sviluppi contemporanei del jazz e le sue commistioni con elettronica, acustica e laptop music, rock ed electro pop) che, in collaborazione con Electropark (altra giovane realtà di tutto rispetto, che cura una rassegna di musica elettronica al Franco Parenti di Milano e un festival di musica e arti visive a Genova in luoghi storici e non convenzionali) porterà il prossimo 11 maggio il trio stellare sul palco di Santeria Social Club (Viale Toscana) a Milano. Vietato mancare.

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