Elezioni Europee 2019

La mia prima volta

18.05.2019

Abbiamo intervistato quattro giovani che votano per la prima volta alle Elezioni Europee del 26 maggio. Non hanno nessuna paura di andare all'estero e guardano i programmi politici su Instagram

Viaggiano molto, non hanno paura di fare esperienza all’estero, vivono nella libertà di movimento che l’Unione Europea assicura. Anche se vorrebbero che facesse concretamente qualcosa di più per i giovani e la formazione, per assicurare una maggiore uguaglianza di opportunità in campo lavorativo. Sono i ragazzi che si apprestano a votare per la prima volta, per eleggere il Parlamento Europeo il prossimo 26 maggio. Ne abbiamo incontrati quattro. E alla domanda su come si sono preparati rispondono: «Su Instagram è interessante seguire gli account dei partiti politici perché, in breve, puoi cogliere gli elementi chiave del programma».

Giulia Loda


GIULIA LODA, 19 ANNI, ITSOS MARIE CURIE, INDIRIZZO SCIENZE UMANE OPZIONE ECONOMICO-SOCIALE, A CERNUSCO SUL NAVIGLIO (MI)

Ha iniziato in seconda superiore e poi non si è più fermata. Vacanze studio in famiglia in Inghilterra e in Irlanda. Un intero anno, quello della quarta superiore, trascorso in Michigan, in una realtà rurale, ben lontana dalle luci di New York. Alternanza scuola-lavoro nuovamente in Irlanda. Giulia Loda, studentessa all’ultimo anno del Liceo delle Scienze Umane di Cernusco sul Naviglio (Milano), ha una curiosità e una voglia di mettersi in gioco che sfatano il mito dei giovani poco informati e dipendenti dai social network. Ha già deciso, ad esempio, che farà l’università a Breda, in Olanda, perché è solo lì che c’è un corso di laurea in turismo a vocazione internazionale. «Il 25 per cento degli iscritti è straniero e le lezioni si tengono solo in inglese», ci tiene a precisare. Lo scorso anno si è candidata al progetto #DiscoveryUe dell’Unione Europea, vincendo, insieme a due sue amiche, il pass interrail per girare l’Europa gratuitamente in treno per un mese. «Abbiamo scelto di andare subito a Strasburgo, per vedere il Parlamento Europeo, anche se quel giorno era chiuso, essendo domenica. Poi siamo state ad Amsterdam, Monaco e Salisburgo», racconta Giulia. Da lì, e da un viaggio fatto con la famiglia nei Balcani, le è sorto il desiderio di capire di più l’Europa. Di informarsi sulla realtà che la circonda. Così ha iniziato a seguire due giovani youtuber che parlano di politica e attualità: Lorenzo Graziotti, in arte MiOffroIo, e GioPizzi. A Instagram e carta, preferisce i giornali online. Alle prossime elezioni europee, dopo aver letto i programmi dei partiti, voterà per la prima volta. «Sull’importanza dell’Unione Europea non si discute: è il modo migliore per espandere i propri orizzonti».

Giuseppe Puma


GIUSEPPE PUMA, 18 ANNI, LICEO SCIENTIFICO DELLE SCIENZE APPLICATE, ISTITUTO SALESIANO SANT’AMBROGIO DI MILANO

Giuseppe Puma, ultimo anno al Liceo Scientifico Salesiano di Milano, è entusiasta di poter votare per la prima volta. «Sento che è qualcosa di importante, soprattutto se penso che ancora oggi in tante parti del mondo non è un diritto dato per acquisito». Sin da piccolo interessato alla politica e all’attualità, Giuseppe quasi si diverte a informarsi. «Vedo i programmi tv e leggo i giornali, anche se spesso entrambi sono troppo di parte. Su Instagram è interessante seguire gli account dei partiti politici perché, in breve, puoi cogliere gli elementi chiave del programma». Tra i suoi amici e i compagni di classe, è un po’ un caso raro. «La maggior parte non pensa di andare a votare con la motivazione che tanto non cambia niente. C’è anche chi non sa nulla e non se ne interessa nemmeno». Dopo un viaggio studio negli States e uno in Irlanda, si è reso conto di come in Europa non ci si senta stranieri, ma parte di un’unica realtà che accomuna. «Sono convinto che l’Unione Europea possa migliorare, soprattutto nell’affrontare la crisi migratoria e le disparità economiche, ma isolarsi, rinchiudersi nei sovranismi, trovo sia sbagliato. Io sogno gli Stati Uniti d’Europa».

Beatrice Ippona

Giulia Colombo


BEATRICE IPPONA, 19 ANNI, E GIULIA COLOMBO, 18 ANNI, LICEO ARTISTICO, SCUOLA I.S.A. MONZA NANNI VALENTINI

Beatrice Ippona e Giulia Colombo sono compagne di classe. Frequentano l’ultimo anno del liceo artistico di Monza e domenica 26 maggio, per la prima volta, parteciperanno a un’elezione. Beatrice ammette che informarsi non è stato facile. Lo ha fatto per lo più leggendo i giornali e parlando con i genitori. «Non ho trovato ancora un partito da cui mi senta realmente rappresentata, ma ho un’idea su chi votare e andrò certamente alle urne. Anche perché mi dà fastidio quando i miei coetanei banalizzano l’importanza del voto e si mostrano indifferenti al tema». Giulia, invece, ha deciso che voterà a sinistra, perché, dice, è importante rendersi conto di quello che stiamo facendo al pianeta. «Dobbiamo agire sia sul fronte dell’ambiente sia su quello dei diritti. In Italia siamo ancora indietro: penso alle discriminazioni nei confronti dei migranti e delle persone omosessuali».

Entrambe considerano imprescindibile il valore dell’Europa, soprattutto come comunità condivisa, dove potersi muovere liberamente e fare esperienze di studio e lavoro. Per Beatrice, che si dichiara cittadina europea solo «di sbieco», l’Unione Europea è un contenitore di Paesi, fondato su ottime basi, ma che oggi sta un po’ perdendo la rotta. «Vorrei che fosse migliorato soprattutto il settore dell’istruzione, spingendo noi giovani a interessarci maggiormente di politica e attualità. Non mi piace il clima attuale di forte egoismo e individualismo, voglio un’Europa basata più sulla comunità che sulla divisione». Anche Giulia vorrebbe che l’Unione Europea facesse di più sul fronte della formazione e dell’occupazione giovanile, per consentire a tutti i ragazzi pari opportunità in campo lavorativo. «Sono convinta che un maggiore bilanciamento di poteri tra i vari Paesi sia necessario. Ho l’impressione che l’Italia svolga spesso un ruolo marginale». La sensazione, forse, è accentuata anche dalle numerose esperienze già fatte fuori casa. Vacanze studio a Londra ed Edimburgo. Un mese nel Maine, a 11 anni, e un altro in Messico, un paio di anni fa, sempre con Cisv, l’associazione senza fine di lucro che, dal 1951, organizza scambi formativi in oltre 70 Paesi del mondo. «Tra qualche anno mi piacerebbe farlo come leader, come organizzatrice. Viaggiare è parte di me».

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