Moda

Lavoriamo insieme per un pianeta perpetuo

14.05.2019

C'è chi lavora per conservare le foreste pluviali, chi combatte l'inquinamento da plastica, chi ridà speranza alle barriere coralline. E anche chi fa “l'avvocato dei pinguini”. Annunciati i 10 finalisti dell’edizione 2019 dei Rolex Awards for Enterprise, che verranno assegnati a Washington il 14 giugno (e quest'anno, per la prima volta, anche il pubblico potrà contribuire alla selezione dei vincitori)

Annunciati i dieci nomi dei finalisti del Rolex Awards for Enterprise 2019, il celebre premio nato nel 1976 con il quale la Casa della Corona supporta iniziative mirate alla salvaguardia e al miglioramento delle condizioni ambientali del nostro pianeta. La novità di questa edizione è la possibilità, da parte del pubblico, di votare online per scegliere i cinque progetti vincitori. Sui canali ufficiali Rolex è possibile trovare le informazioni relative alle iniziative dei dieci candidati. Il 12 giugno, la presentazione ufficiale dei lavori al National Geographic Explorers Festival a Washington. Pochi giorni dopo, il 14 giugno, sempre a Washington, la giuria annuncerà quali saranno i cinque nomi che riceveranno il premio di 200 mila franchi svizzeri per completare il loro progetto, un segnatempo (ovviamente Rolex) e un supporto mediatico in ogni parte del mondo per far conoscere il più possibile la loro iniziativa.

Krithi Karanth, 40, India

Audoin Desforges

Yves Moussallam, 31, Francia

Audoin Desforges

Sara Saeed, 32, Pakistan

Audoin Desforges

Yves Moussallam, 31, Francia

Audoin Desforges

Grégoire Courtine, 44, Francia

Audoin Desforges

Miranda Wang, 25, Canada

Audoin Desforges

Brian Gitta, 26, Uganda

Audoin Desforges

Miranda Wang, 25, Canada

Audoin Desforges

Pablo García Borboroglu, 49, Argentina

Audoin Desforges

Emma Camp, 32, Regno Unito

Audoin Desforges

João Campos-Silva, 36, Brasile

Audoin Desforges

Emma Camp, 32, Regno Unito

Audoin Desforges

Topher White, 37, Usa

Audoin Desforges

Tutti di età tra i 25 e i 49 anni, i dieci finalisti hanno superato la concorrenza di altri 947 candidati provenienti da 111 Paesi. Dalla Gran Bretagna arriva Emma Camp, 32enne scienziata marina impegnata nel rinvigorire le barriere coralline trapiantando i coralli più resistenti negli ecosistemi più deboli; il brasiliano Joao Campos-Silva, 36 anni, si è concentrato sul salvataggio dall’estinzione di un pesce amazzonico, l’arapaima, anche per aiutare la sopravvivenza delle popolazioni che vivono grazie alle risorse fluviali della zona; lo scienziato Grégoire Courtine (44 anni, nato in Francia) sta sviluppando un sistema che, mettendo in contatto cervello e midollo spinale usando una connessione elettronica, potrebbe consentire ai paralitici di riprendere a camminare; il 49enne argentino Pablo Garcìa Barboroglu è un biologo chiamato “l’avvocato dei pinguini” che lotta per proteggere questi uccelli marini; nella lotta alla malaria è impegnato il 26enne ugandese Brian Gitta che ha ideato un dispositivo a basso costo che permette di velocizzare i risultati dei test, permettendo così di dimezzare i tempi per iniziare i trattamenti antimalarici; dall’India arriva l’iniziativa di Krithi Karanth (40 anni), che cerca di ridurre i conflitti tra fauna e popolazioni che vivono vicino ai grandi parchi nazionali con campagne di conoscenza e sensibilizzazione; Yves Moussalam, 31 anni francese, è un vulcanologo che vorrebbe organizzare delle spedizioni nel Pacifico nella cosiddetta cintura di fuoco per capire gli effetti che i gas vulcanici hanno sul clima della terra; lavora su nuovi sistemi di assistenza sanitaria la 32enne pachistana Sara Saeed, che ha sviluppato un sistema digitale che aggrega 1.500 medici donna che possono assistere a domicilio i pazienti delle zone rurali; trasformare in plastica in prodotti chimici utilizzabili in ambito industriale è il progetto della 25enne canadese Miranda Wang; lo specialista di hi-tech americano Topher White (37 anni) ha realizzato un sistema elettronico tramite smartphone in grado di segnalare episodi di disboscamento illegale delle foreste pluviali.

Questo premio rientra nella campagna “Perpetual Planet” di Rolex, progetto con cui la maison orologiaia contribuisce all’impegno di personalità e orgarnizzazioni prestigiose per trovare soluzioni alle problematiche ambientali. Un’iniziativa che include il sostegno anche alla Mission Blue dell’oceanografa Sylvia Earle, che lavora per creare aree marine protette, e alla National Geographic Society.

Chiudi