Design

Visione intima di una sedia

IL 112 30.05.2019

Sedia MVS CN di Maarten Van Severen per Lensvelt in alluminio (1992)

Per la nostra serie “L'avessi fatto io”, Guglielmo Poletti sceglie la MVS CN di Maarten Van Severen: un pezzo creato «per dare forma alla propria concezione. Non a servizio del consumatore, ma per se stesso»

Guglielmo Poletti ha scelto questo pezzo, che poi entra anche nel catalogo di Vitra nel 1998 come sedia .03, «per come Van Severen è arrivato a svilupparlo e a produrlo: ha costruito la sua personale, intima visione. Non a servizio del consumatore, ma per se stesso». Per capire il processo creativo del maestro belga, Poletti consiglia anche la visione del documentario Maarten Van Severen: Addicted to Every Possibility (2014). «Ha saputo lavorare materiali tradizionali stressandone i limiti», continua il designer: «Creava i pezzi a mano nel suo atelier. La prima versione della MVS CN del 1992 è infatti a tiratura limitata. Poi con Vitra si passa alla produzione su larga scala: da pezzo di nicchia, custom, diventa industrializzato (in schiuma poliuretanica con gambe in tubolare di acciaio e alluminio profilato, ndr). È interessante vedere come convivono questi due estremi».

Poletti si è trovato a vivere qualcosa di simile quando, lo scorso anno, è stato chiamato da Desalto per sviluppare un nuovo progetto. Il risultato è il tavolo MM8 in alluminio e la collezione Void in lamiera d’acciaio curvata, presentati all’ultimo Salone del Mobile. Nell’ambito del furniture prima aveva lavorato solo con gallerie, tra cui Rossana Orlandi di Milano e SEEDS London, e per clienti privati. «È il mio primo vero lavoro industriale: il tavolo MM8 nasce da un esemplare prodotto per un cliente privato con il top di 6 millimetri realizzato insieme ad artigiani che fanno pezzi d’arte. Lo abbiamo portato a 8 millimetri con una verniciatura a polvere al posto della patina. Il principio costruttivo è rimasto inalterato. È la traduzione di un lavoro libero in un pezzo industrializzato: alla base c’è l’integrità di dare forma alla propria visione, non esigenze di catalogo o di mercato. È ciò che mi interessa davvero. Mi piacerebbe continuare a mantenere questo approccio indipendente all’industria», spiega.

Una libertà non solo nel rapporto con le aziende, ma anche a partire dai princìpi creativi, dal grosso impegno di ricerca che viene prima di tutto. «Van Severen aveva lavorato molto con Rem Koolhaas, realizzava i mobili per i suoi edifici», continua Poletti. «Lui, come un altro che ammiro per la sua integrità, Donald Judd, è stato capace di mettere insieme diverse discipline: scultura, architettura, design. Sono modelli di un’attitudine fondata su criteri solidi. Per questo il risultato è riconoscibile».

Milanese, nato nel 1987, Guglielmo Poletti si è diplomato alla Design Academy Eindhoven, dove ha conseguito un MA in Contextual Design. Ha lavorato per la galleria Rossana Orlandi (con la serie Equilibrium), la SEEDS London, Decoratori Bassanesi, Desalto. Ha partecipato a Handmade X, l’ultima mostra di Wallpaper*. È stato nominato Young Talent of the Year 2019 da Elle Decor Italia per gli EDIDA awards.
Chiudi