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Ehi, c’è vita nei borghi dell’Appennino

26.06.2019

Un'istallazione durante la scorsa edizione di Blooming a Pergola (Pesaro Urbino)

Wilson Santinelli

Blooming nelle Marche e Crossings in Calabria: due iniziative (la prima dedicata alle arti digitali, la seconda alle istanze sociali determinate dai flussi migratori) che testimoniano come i nostri paesi possono dire stop! alla retorica del declino

Una “tavolata” di dieci metri, alla vecchia maniera calabra, per dimostrare che l’integrazione può iniziare mangiando; interventi di arte e musica digitale attraverso vicoli trasformati in luminosi scrigni a cielo aperto. Da un lato la Calabria che raramente si trova nelle guide, dall’altro le Marche più remote eppure piene di fascino, che stanno vivendo una continua riscoperta. Due borghi, due verbi per dare il nome ad altrettanti eventi (e messaggi), due donne di nome Rita a dirigerli e spiegarci come sono nati.

Blooming è un festival diffuso di arti numeriche e culture digitali, la terza edizione si svolgerà da venerdì 28 a domenica 30 giugno tra Pergola e Frontone (Pesaro Urbino); la quarta edizione di Crossings è in programma dal 15 al 21 luglio a Belmonte Calabro (Tirreno cosentino), qui il collettivo Le Seppie chiama a raccolta migranti, architetti e artigiani, tutti insieme al lavoro per contrastare lo spopolamento dei borghi calabresi, mescolando le culture «come strumento di trasformazione sociale e spaziale», spiegano i promotori.

Il borgo di Belmonte Calabro, in provincia di Cosenza

Doctor Drone

Dopo le prime due edizioni, che hanno contribuito all’affermazione del progetto su scala nazionale, Blooming vedrà artisti provenienti da tutto il mondo presentare il proprio lavoro di ricerca nel campo della cultura digitale, della musica e delle arti elettroniche, con installazioni e performance dal vivo in location uniche: dal centro storico di Pergola – uno dei borghi più belli d’Italia – al vicino Castello di Frontone, incastonato tra le montagne dell’entroterra marchigiano. Gli artisti interverranno all’interno di spazi sacri, luoghi nascosti e sotterranei di Pergola e nella rocca di Frontone con proiezioni, immagini e suoni che invitano lo spettatore ad avventurarsi nella magia del processo creativo come in uno sconfinato giardino nel pieno della sua fioritura. La direzione artistica del festival è a cura di Quiet Ensemble, collettivo tra i più importanti nel panorama delle arti visive in Italia: ha acceso le luci sul palco dell’ultimo show di Liberato e poi dal borgo volerà verso il Sonar Festival di Barcellona. Tra gli ospiti annunciati, l’italiana Cinzia Campolese e i francesi Olivier Ratsi e Guillaume Marmin. Tutti gli artisti presenti a Blooming lavoreranno immersi in luoghi legati al passato, incoraggiando nuovi punti di vista attraverso la ricerca digitale-elettronico-numerica, un’esperienza dinamica a stretto contatto con il pubblico.

Crossings è il racconto della Calabria delle tante Riace. Un progetto che attraverso una concezione di architettura e arte socialmente impegnata mira a sollevare l’attenzione su due fenomeni: lo spopolamento dei borghi calabresi e i fenomeni migratori interni al Mediterraneo, fenomeni opposti e convergenti, che vengono qui accordati suggerendo di mescolare le culture come strumento di trasformazione sociale e spaziale. Studenti, professionisti e accademici in questa collina che guarda al mare vivono una settimana all’insegna di architettura, arte e fotografia, sperimentando una nuova idea di condivisione, attraversamento e ripensamento degli spazi, collaborando con le associazioni locali con gli abitanti di Belmonte e i rifugiati dei centri di accoglienza dei paesi limitrofi (Amantea, Longobardi e San Pietro in Amantea).

Doppelkonzert, l'installazione del collettivo Polisonum per Blooming 2018 nella Chiesa di Santa Maria di Piazza, a Pergola

Wilson Santinelli

L’aspetto innovativo di Crossings è «la rottura dei classici processi di apprendimento lineare, per sperimentare una nuova pedagogia per tutti i campi creativi, promuovendo incroci e confronti tra persone di diversi background». Due le linee guida: un processo formativo multidisciplinare e la pratica dell’inclusione materiale, sul campo, nel senso letterale ma anche di ricerca accademica. Uno dei risultati di questi workshop, infatti, è la nascita di una ricerca all’interno della Sir John Cass Faculty of Art, Architecture and Design della London Metropolitan University, che ha avviato un progetto di sperimentazione su Belmonte. Questo ha poi permesso di creare una partnership tra la London Metropolitan University e il Comune di Belmonte. «All’inizio c’era poca partecipazione», racconta Rita Elvira Adamo, ideatrice del progetto. «Poi dal rapporto con la comunità locale sono nati fiducia, confronto e integrazione»; due anni fa un momento conviviale con le cucine del mondo – dalla nigeriana alla bengalese – a officiare e arricchire il rito laico della tavola, nella regione dove il cibo è sacro.

Attraverso la creazione di un piano più a lungo termine, la ricetta di Crossings vuole raccontare il borgo come un’architettura vivente che possa accogliere l’inaspettato, offrire spazi liberi in cui integrare usi non programmati e consentire alle comunità di appropriarsene secondo i propri bisogni collettivi.

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