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Genere musicale? Fluido

IL 112 18.06.2019

Steven Ellison, nome d’arte Flying Lotus, è pronipote della jazzista Alice Coltrane e nipote di Marilyn McLeod, autrice di casa Motown

Si chiama Flying Lotus, ha 35 anni e sta cancellando, un disco alla volta, i confini fra hip-hop, elettronica, jazz, urban e funk: “Flamagra” è musica totale

Eccolo, il discone genre fluid che aspettavamo. Sì, genre fluid, non gender fluid. Da qualche anno, ormai, i musicisti pop non considerano più una virtù l’appartenenza a un solo genere e mischiano di tutto, di più.

Uno che lo fa straordinariamente bene si chiama Steven Ellison, nome d’arte Flying Lotus. Ha 35 anni e sta cancellando, un disco alla volta, i confini fra hip-hop, elettronica, jazz, urban e funk. Quest’idea di musica totale informa il nuovo album Flamagra, dove si ritrovano sia il feeling delle esecuzioni dal vivo, sia la cura maniacale per gli incastri ritmici che solo la programmazione digitale consente. È radicalmente contemporaneo e al tempo stesso pieno di riferimenti al passato. È assieme meditativo e giocoso, sexy e sofisticato. È un flusso musicale praticamente ininterrotto diviso in frammenti della durata media di due minuti e mezzo. Assorbirne la complessità in un solo ascolto è un’impresa. Flamagra è scandalosamente ambizioso.

La copertina di “Flamagra”

«Ho sempre desiderato un fratello maggiore. La cosa più simile che ho avuto è stata una Nintendo», ha detto Ellison. Il progetto Flying Lotus nasce da una pratica musicale solitaria, dalla scoperta da parte di un outsider delle possibilità concesse da un computer. Ora comprende intelligenze musicali come il bassista Thundercat, altro innovatore del linguaggio contemporaneo, e i vari ospiti di Flamagra, da Solange, la sorella ubercool di Beyoncé, al regista David Lynch fino a Tierra Whack, la ragazza che l’anno scorso ha stupito il mondo pubblicando un disco fulminante composto da 15 canzoni compresse in 15 minuti.

Pronipote della jazzista Alice Coltrane e nipote di Marilyn McLeod, autrice di casa Motown, Steven Ellison declina la sua idea di musica visionaria anche nell’etichetta discografica Brainfeeder, che ha lanciato il sassofonista Kamasi Washington; in varie collaborazioni, compresa quella con Kendrick Lamar; nel cinema, avendo diretto Kuso e scritto la colonna sonora per l’ultimo film di Steven Soderbergh, Perfect.

I suoi dischi più famosi sono tecno-mattane scaturite da idee grandiose: un concept pensato come una mappa dell’universo (Cosmogramma) e una raccolta di riflessioni anche ironiche sulla vita dopo la morte (You’re Dead!). Il complimento più bello, a lui e a Thundercat, l’ha fatto il grande jazzista Herbie Hancock: «Se Miles Davis fosse vivo, girerebbe con voi». E tutti assieme ballerebbero sulla tomba dei vecchi generi musicali.

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