Appendice

Il trip advisor della psiche

IL 112 25.06.2019

Uno strepitoso viaggio con il celebre saggista Michael Pollan nel mondo delle LSD e di altre sostanze (sì, proprio quel tipo di “viaggio”)

Viaggiare, sradicarsi, esplorare, muoversi. Tutti verbi che caratterizzano una delle primordiali pulsioni umane che, nei secoli, ha permesso a intere culture di sopravvivere. In tempi recenti la prima radicale spinta al viaggio avviene negli esplosivi anni Settanta, nel nome di uno slancio proiettato alla creatività e alla libertà: bastava salire sul Magic Bus e da Londra arrivavi a Nuova Delhi con appena 45 sterline. Ma i viaggi non erano solo terrestri: gli Stati Uniti e l’Unione Sovietica si contendevano lo spazio, gli scrittori si immergevano nella fantascienza, i giovani nelle droghe psichedeliche.

Prediamo un anno a caso, il 1971: l’America lancia una sonda su Marte, pochi giorni in anticipo sui russi, l’Apollo 15 torna sulla terra, escono in libreria L’esorcista e Paura e disgusto a Las Vegas, Richard Nixon dichiara Timothy Leary, un professore di psicologia ormai finito, «l’uomo più pericoloso d’America». Chi è Leary? Un carismatico professore che si insedia ad Harvard con un progetto di ricerca sulla coscienza espansa e che, grazie al suo fascino, allo stile disinvolto e alle conoscenze (diede i funghi allucinogeni ad Allen Ginsberg), lega per sempre il suo nome alla storia delle sostanze psichedeliche. A raccontarci, tra le tante, anche la sua storia è Michael Pollan in Come cambiare la tua mente.

Cosa spinge Pollan, a più di sessant’anni e con diversi best seller alle spalle per lo più dedicati al cibo, a esplorare il complesso mondo delle sostanze? Forse il desiderio di evitare una «prematura chiusura dei conti che dobbiamo rendere alla realtà». Nel lessico specifico quello che accade quando si prende dell’LSD, o un’altra sostanza di questo tipo, viene definito trip: «Pensa a te stesso come a un astronauta lanciato nello spazio», spiega uno degli scienziati intervistati.

Il viaggio apre a una dimensione dell’esperienza sorprendentemente nuova, sia essa appartenente al mondo fuori di noi, o alla mente dentro di noi. E allora Come cambiare la tua mente è un libro straordinario non solo perché il suo autore scrive maledettamente bene, perché l’ampio spettro delle testimonianze e degli studi raccolti è suggestivo, e non solo perché Pollan – studioso laico, iper razionale – ci racconta in presa diretta i suoi trip con l’LSD, i funghi, e il potentissimo “rospo”. Ma soprattutto perché ci dice qualcosa che la propaganda politica, spaventata dal clima rivoluzionario degli anni Settanta, ha messo a tacere. Le sostanze psichedeliche introdussero in Occidente un germe profondamente sovversivo. L’LSD è davvero un acido che scioglie quasi tutto quello con cui entra in contatto, dalle gerarchie della mente alle strutture sociali, e ogni genere di confine: tra paziente e terapeuta, tra malattia e salute, tra il sé e l’altro, tra soggetto e oggetto, tra spirituale e materiale. E ci ricorda una cosa che la società occidentale tende a farci dimenticare: il bisogno di sacro, di un’esperienza diretta del sacro – quel particolare viaggio che i mistici e le filosofie orientali conoscono bene, un viaggio fuori da sé capace di farci incontrare le tre cose che gli esseri umani temono di più: la morte, le altre persone, la propria mente.

Michael Pollan

Come cambiare la tua mente

Adelphi 2019
480 pagine
28 euro
traduzione di Isabella C. Blum
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