Moda / Moda Uomo 2019

Con le sneaker, liberi tutti

14.06.2019

Givenchy

Non chiamatele scarpe da ginnastica: sono un pezzo icona della cultura pop, che ha nel suo dna un'estrema versatilità

Le «scarpe di tela con la suola di gomma», come da dizionario, derivano il loro nome dall’inglese to sneak, “strisciare”, come uno che cammina senza fare rumore. E infatti la loro storia è legata al momento in cui viene brevettata la gomma vulcanizzata, a metà Ottocento, da Charles Goodyear: è un materiale stabilizzato, che si può usare a livello industriale, e che soprattutto, se usato per le suole delle scarpe, può attutire i rumori. Sono scarpe adatte all’esercizio fisico e la loro evoluzione segue quella dello sport. Ma la storia delle sneaker, che si sono spogliate della funzionalità pura delle scarpe da ginnastica per indossare quella di icone della cultura pop, inizia nel 1985 quando Michael Jordan contravviene alle regole dell’Nba indossando per la prima volta un paio di Nike non completamente bianche, ma anche rosse e nere: le celebri Air Jordan 1. È l’inizio di una dinastia.

Da allora le sneaker sono entrate nell’immaginario collettivo, nelle sfilate di moda, nei film, nei documentari (Sneakerheadz, del 2015, entra nelle vite dei collezionisti più estremi: è visibile su Netflix), nella definizione delle diverse tribù urbane, nella vita di tutti. Le anteprime viste a Firenze a Pitti Immagine Uomo 2019 continuano l’evoluzione di un pezzo che ha nel dna l’estrema libertà.

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