Agenda

Perdersi, ascoltare, stupirsi

05.06.2019

La Piramide del Labirinto della Masone, nei pressi di Fontanellato (Parma)

Mauro Davoli

Musica di ricerca (da Cabaret Voltaire a Ben Frost passando per Tim Hecker) e geometrie luminose tra i suggestivi percorsi del Labirinto della Masone, a Parma. Il festival LOST (7 e 8 giugno) ha un solo scopo: incrementare i vostri livelli standard di meraviglia

In quest’epoca connotata dalla paura e dal sospetto, fa bene ricordarci che esiste un’accezione positiva della parola stupore. Che non sono solo l’inumanità, l’ignoranza, la violenza a poterci stupire, ma anche la bellezza; e che a volte poterci concedere il lusso di perdersi, eludendo mappe e geolocalizzazione dei nostri telefonini e aprendoci alla visione e all’ascolto, è la cosa più stupefacente che esista. Per questo tra i tanti “claim” che si legano a festival ed eventi musicali in giro per la penisola, non può passare inosservato quello di LOST (Labyrinth Original Sound Track), l’inedita due giorni di musica e performance in programma il 7 e 8 giugno a Fontanellato (pochi chilometri a Ovest di Parma) nell’incredibile cornice del Labirinto della Masone (costituito da bambù di specie diverse, il più grande labirinto al mondo di questo genere, ai piedi dell’imponente piramide che ne domina la geografia.

Degna di nota è certamente la line-up del festival, ricco di esclusive italiane, che mette insieme un nome di culto dell’avanguardia elettronica Anni 70/80 come Cabaret Voltaire con due paladini della ricerca contemporanea quali l’australiano – ma islandese di adozione – Ben Frost, che presenterà l’innovativa performance Widening Gyre 360° Surround Show, e il producer e compositore canadese Tim Hecker, che con Konoyo Ensemble porta in anteprima il suo ultimo album Anoyo con una sorprendente proiezione multischermo. E poi: il duo Dasha Rush/Stanislav Glazov, che presenterà Antarctic Takt, viaggio immaginario verso un’Antartide astratta; Ozmotic, che con Elusive Balance esplorerà l’equilibrio instabile ed elusivo presente tra uomo e natura; il collettivo Spime.im con la performance immersiva Exaland (da fruire in VR / 360° tramite smartphone); la techno industriale e ipnotica del duo inglese Giant Swan e le composizioni avant-ambient della svedese Maria W Horn.

Il canadese Tim Hecker

L'australiano Ben Frost

Salar Kheradpejouh

«Il festival nasce come un invito allo spettatore a lasciarsi stupire e disorientare. Solo tramite la perdita dell’orientamento, amplificata dagli effetti di luce e dalla musica di LOST (la “colonna sonora del Labirinto” di LOST, ovvero i suoni ricercati e interpretati da artisti scelti nel panorama internazionale ambient e sperimentale) è possibile percepire suggestioni, mistero e simbologia di questo luogo unico e viverlo pienamente», ci racconta il curatore, nonché direttore culturale del Labirinto della Masone, Edoardo Pepino. Milanese, classe 1984, una laurea in Storia dell’Arte e un lungo apprendistato nel mercato dell’arte antica tra Parigi, Londra e Zurigo prima del rientro in Italia per lavorare accanto a Franco Maria Ricci (designer e ideatore, trent’anni orsono, del labirinto e del progetto del Parco a esso legato), oltre a seguire la pubblicazione di alcuni titoli della omonima casa editrice, Pepino dirige e coordina insieme a un team di giovanissimi collaboratori tutti gli eventi del Labirinto della Masone.

Un luogo unico, che negli ultimi anni si è aperto in diverse occasioni agli eventi musicali, mettendo sempre al centro le potenzialità della meraviglia: «Il labirinto è un luogo pieno di fascino, una cornice emozionante, dove il contenuto cambia come cambiano le stagioni, ma che deve sempre stupire, secondo la particolare inclinazione di Franco Maria Ricci a produrre cose belle, e nello stesso modo in cui stupivano le feste barocche, gli spettacoli antichi. Anche gli eventi passati sono stati organizzati con questa precisa intenzione. Tra questi, ricordo il concerto degli AIR, che scelsero il Labirinto per tornare sui palchi dopo sei anni di assenza, e l’evento Finis Mundi, nel quale, grazie ai visual di N03 e ai suoni distorti dei Sunn O))) abbiamo immaginato e ricreato la fine del mondo insieme a più di mille persone».

Il reticolato del Labirinto della Masone (aperto nel 2015) in una visione d'insieme dall'alto

Da gestori di una “location” unica e ambita alla produzione di un format originale che, va detto, non strizza certo l’occhio al mainstream. Il passo non è affatto scontato: «Certo, ci vuole prima di tutto del coraggio. È importante il lavoro di ricerca e selezione degli artisti, una scelta eclettica in grado di oltrepassare i confini tra generi musicali e forme d’arte, che spero ci porti a diventare punto d’incontro per un pubblico curioso e attento, che sa riconoscere la qualità e a cui piace emozionarsi per le cose strane, inconsuete. Ci premia sapere che l’interesse è altissimo, anche grazie agli sponsor dell’evento, a cominciare da Reale Mutua/Coscelli e Fornaciari, che contribuiscono in maniera fondamentale a sostenerne la fattibilità. LOST ha l’ambizione di diventare la cornice di eventi multiformi qui al Labirinto, legati ai linguaggi più contemporanei, soprattutto di carattere musicale. Meraviglia e bellezza sono generati da brevi esperienze, da manifestazioni effimere. Anche in altri appuntamenti e occasioni, LOST andrà in cerca di queste emozioni da cogliere al volo, Non soltanto durante il festival estivo, non soltanto una volta all’anno».

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