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Ragazze, proviamo a cambiare la politica

10.06.2019

La democratica Alexandria Ocasio-Cortez a New York

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Dal Perù di Tania Pariona Tarqui al Messico di Lucía Riojas, fino agli Usa di Ocasio-Cortez: l’ondata di nuove leader con idee molto chiare

Ha la voce calma e determinata Tania Pariona Tarqui. Resta calma anche quando i deputati, nella Commissione che lei presiede, cercano di provocarla o di rinviare all’infinito i disegni di legge sull’uguaglianza tra donne e uomini o sui diritti delle comunità native. Lei, unica deputata “indigena” al Congresso del Perù, ha 35 anni e quando ne aveva 10 già era impegnata nella sua comunità a Cayara, nel Sud andino.

Lucía Riojas si è tatuata sul braccio la parola Resiste. Trentenne, attivista lesbica e femminista, è stata una delle leader del movimento studentesco. Eletta come indipendente al Congresso del Messico, si è fatta conoscere per le critiche al programma di sicurezza voluto dal nuovo Presidente, Andrés Manuel López Obrador e lo ha affrontato come nessuno osa fare.

Finora il mondo della politica latino-americana è stato un club (quasi) esclusivo di uomini di una certa età, benestanti, bianchi. Sono ancora al comando, ma spiazzati dall’irruzione di giovani, la maggior parte donne, capaci di dettare il calendario politico come mai prima d’ora. Si parla spesso delle loro abili campagne sui social, ma poco si dice del loro lavoro sociale, nei barrios e nelle imprese. Né di quanto riescano a parlare chiaro, a rompere tabù, a rovesciare sugli scranni la vita quotidiana. Ma non è anche quello che sta succedendo negli Stati Uniti? Qui la più famosa è Alexandria Ocasio-Cortez. Quando dice di essere «nata in un luogo dove il codice postale determina il tuo destino», non c’è latinoamericano che non sappia a cosa si riferisca.

Le Americhe hanno nei loro trentenni un capitale in comune. A dividerli resta il fatto che al Nord non sembrano avere alcuna agenda latina e a Sud faticano a trovare un altro immaginario con cui rapportarsi ai gringos. L’empatia e gli sguardi lunghi li potrebbero aiutare. Sharice Davis (38), avvocata, lesbica, ha vinto a sorpresa in uno Stato conservatore come il Kansas. Josefina Mendoza (27) è la più giovane deputata argentina, eletta nell’Unión Civica Radical sull’onda femminista che ha scosso il Paese. Ilhan Omar (36), figlia di rifugiati somali, è una dei due congressisti musulmani eletti al Congresso Usa. Dolly Mora Ubago (26) di sé dice: «Me declaro bruja»; si dichiara strega, ma in realtà è una delle più combattive leader della coalizione che sta sfidando il regime nicaraguense di Daniel Ortega. Riusciranno a tessere alleanze queste giovani donne così diverse da Nord a Sud? Sarà questa la sfida che cambierà la geografia politica delle Americhe.

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