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Animali drogati per selfie-dipendenti

IL 113 22.07.2019

Allo zoo di Phuket: foto-ricordo con la tigre narcotizzata

Emanuele Bompan

Felini, elefanti e coccodrilli maltrattati e dati in pasto agli smartphone dei turisti. Le critiche montano, ma la tentazione social è più forte

«Usa il filtro Claredon, così la tigre risalta meglio». La ragazza si è già messa in posa, duckface d’ordinanza. Il compagno scatta, rivede la foto, digita qualcosa sulla tastiera. «Postato!». Si alternano abbracciando il felino intorpidito dai tranquillanti, che riesce a malapena ad alzare la testa, ancorata al suolo da una catena d’acciaio. «Facciamoci un selfie insieme!», squittisce lei. I due turisti paiono ignorare le condizioni dell’animale, in stato catatonico. L’importante è trovare l’inquadratura perfetta. Hashtag ? #tigerselfie.

Lo zoo di Phuket, nota destinazione turistica della Thailandia, per l’equivalente di 40 euro a persona offre la possibilità di passare la giornata a scattarsi foto con scimmie, tigri, elefanti e coccodrilli. Una delle tante attrazioni del Paese, nate per soddisfare la manìa da selfie della gente: un ritratto mentre si lava un elefante o durante un safari sul dorso del pachiderma, uno scatto accanto a scimpanzé che fanno finta di praticare la thai box o con tre pitoni al collo, oppure un bel selfie da usare su Tinder a cavalcioni di una delle 8mila tigri tenute in cattività in Asia a scopo di lucro.

La manìa dei selfie con gli animali selvatici è l’ultimo, perverso, trend social. In Russia si paga per scattare foto di matrimonio in compagnia di un orso grigio o di un branco di lupi. In America Latina (e su Facebook) vanno forte i bradipi e formichieri da autoscatto, mentre negli Usa compagnie specializzate noleggiano animali esotici per party e servizi fotografici privati. La specialità thai sono invece tigri, elefanti e coccodrilli. Esistono oltre 100mila post social con hashtag come #tigerselfie, #elephantselfie e #snakeselfie.  Al punto che Instagram, messa sotto pressione dalle associazioni ambientaliste, ha introdotto un alert. Chi pubblica o cerca hashtag come #tigerselfie è avvisato: «Non fidarti di chi ti offre la possibilità di scattare foto con animali selvatici a pagamento, poiché questo tipo di immagini potrebbe mettere a rischio animali in via di estinzione». Ma basta dare il consenso e chiunque può pubblicare il proprio ritratto in compagnia della bestia malcapitata. Spesso gli animali da selfie sono tenuti in condizioni pessime, maltrattati, picchiati e resi mansueti con pesanti narcotici. Le leggi per la tutela e il benessere animale in Paesi come la Thailandia sono insufficienti e la domanda per esperienze di questo tipo, nonostante TripAdvisor sia piena di commenti e recensioni negative, rimane elevata. Dopo aver sterminato intere specie animali, non abbiamo trovato di meglio da fare che torturare i pochi sopravvissuti in cattività.

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