Appendice

I viaggi hanno scritto la mia vita

IL 113 15.07.2019

«Mi piace entrare nei villaggi, conoscere la gente, mangiare quello che mangiano loro, leggere i loro libri, conoscere le loro religioni e i loro rituali»

Viaggiare per me è un processo di conoscenza. Trovo detestabile il turismo prepagato e preorganizzato, per cui si sta sempre con le stesse persone, si frequentano alberghi internazionali, si è portati come pacchi da un reperto archeologico all’altro, senza mai parlare con le persone del luogo, senza entrare in una casa locale, senza conoscere i loro cibi, i loro libri, le loro religioni.

Io viaggio per capire, evito accuratamente le organizzazioni turistiche, anche se rischio, ma mi piace entrare nei villaggi, conoscere la gente, mangiare quello che mangiano loro, leggere i loro libri, conoscere le loro religioni e i loro rituali. Perciò certamente il mio viaggiare ha influito sulla mia scrittura e sulla mia visione del mondo. Premetto che sono stata aiutata da una storia di famiglia tutta coagulata intorno al valore del viaggio, cominciando da mia nonna, Yoï Crosse Pawlowska che da giovanissima ha preso a girare il mondo da sola, e allora era una iniziativa di gran coraggio. Oltre tutto Yoï, la madre di mio padre, scriveva romanzi in inglese. Proprio in questi giorni è uscita una biografia di John Porter su di lei in Inghilterra e si stanno ristampando le sue opere.

I viaggi che ho cominciato a fare quando avevo un anno sono parte delle mie radici e della mia memoria, anche quella inconscia. Il primo viaggio in Giappone ha determinato la mia infanzia. Il secondo viaggio in Sicilia ha coinciso con la mia adolescenza. Il terzo spostamento mi vede a Roma dove abito ormai da più di 40 anni.

Sono tre radici, tre identità che si sommano, si intrecciano senza creare danni. Certamente la principale è quella italiana e coincide con la lingua con cui parlo, scrivo e sogno. Ma qualcosa del Giappone, e soprattutto della terribile esperienza del campo di concentramento mi è rimasta nel sangue. Così come sono forti in me le memorie che riguardano la Sicilia, la sua meravigliosa integrità che ha preceduto la distruzione del territorio.

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