Appendice

Cartoni animati, il nostro “Bildungsroman”

23.08.2019

Goldrake

Dal krautrock di “Danguard” agli effetti di “Galaxy Express 999”, le sigle italiane delle serie giapponesi arrivate nel nostro Paese negli Anni 70 e 80 sono state una zona franca di sperimentazioni musicali. Il libro “Si trasforma in un razzo missile” di Demented Burrocacao le mette ora al centro di un'indagine appassionata, come il romanzo di formazione di un'intera generazione

Demented Burrocacao (cioè Stefano Di Trapani) è un critico “estremo”: usa un lessico non convenzionale ed è ossessionato da sperimentazioni occulte, scappatelle nascoste e innamoramenti proibiti degli artisti italiani più nazionalpopolari. Si potrebbe dire che sia capace di trovare del bello ovunque, insomma. La rubrica a tema che conduce per VICE, Italian Folgorati, è un classico della Rete, ed è questo gusto per l’assurdo che fa del suo primo libro, Si trasforma in un razzo missile (205 pagine per Rizzoli Lizard), una delle letture dell’estate: perché mette uno dei nostri archeologi di canzoni più originali sulle tracce delle sigle Made in Italy dei cartoni animati giapponesi di quarant’anni fa, per scoprirne paradossi e facce scure. L’altra combo che rende interessante il lavoro è che si tratta – ovviamente – di un’opera di critica musicale, ma strutturata come un quaderno delle elementari con annesse illustrazioni (di Simone Tso) e, insomma, è un trattato meno serioso e accademico (ma fumettoso, e poco impostato) dei compagni di scaffale.

Capitan Harlock

La Principessa Zaffiro

L’assunto è questo: l’autore ha trascorso l’infanzia in compagnia dei vari Capitan Harlock e La Principessa Zaffiro fra gli anni Settanta e Ottanta, un’epoca in cui le versioni italiane delle sigle animate erano una zona franca per sperimentazioni, contaminazioni e briciole d’avanguardia. I nostri ricordi, insomma, sono scanditi da brani complessi e paradossali, fino a oggi sottovalutati perché “per bambini” e qui recuperati e contestualizzati. Senza eccessiva retromanìa, il bottino è una sequela di insospettabili canzoni con arrangiamenti sopra le righe e testi psichedelici, spesso firmate da importanti musicisti qui sotto mentite spoglie.

Per esempio, avevate fatto caso che nella sigla (ricordiamolo: per bambini) del mezzo sepolto Danguard si nascondessero vagiti di krautrock e un gioco di vocoder compulsivo? E che per Lamù fosse stato scritto un testo pure troppo vicino alla disperata Love Will Tear Us Apart dei Joy Division? E dell’impianto futuristico di Goldrake (rigorosamente nel lato b del 45 giri: la dimenticata Shooting Star), come dello ska-punk di Marameo, che diciamo? Ancora: mai notato che capolavoro di malinconia sia il walzer di Lupin III? Sintetizzatori, immaginari sci-fi, sottogeneri di nicchia, liriche che flirtano con una tristezza tangibile e ancora sintetizzatori: il futuro e la sperimentazione sono passati (anche) per la voce di Cristina D’Avena, solo che non ce ne siamo accorti. Eppure li abbiamo sempre ascoltati, e alla fine ci hanno formati come adulti.

Kiss me Licia

Lupin III

Il punto d’arrivo di Demented, infatti, non è solo un’esegesi delle bellissime assurdità di certe sigle. Quelle canzoni e i loro eroi, sottintende l’autore, contengono un ben di altre trame: di storie e valori che vanno dall’anarchia di Capitan Harlock alla malinconia di Galaxy Express 999, mettendoci in mezzo invasori, sessualità, femminismo e relatività morali. Un mondo animato che – senza che ce ne accorgessimo – ci ha reso le persone che siamo, prendendoci per mano nei doposcuola fra le prime ansie, i pomeriggi coi nonni, gli amichetti e la paura del buio.

Forse non sarà un libro per bambini, ma è sicuramente un libro per chiunque – bambino – lo è stato, perché al di là della retromanìa tocca un qualcosa che riguarda tutti: quelle che, a conti fatti, sono le nostre prime canzoni e come queste ci hanno cresciuti. Insomma: Si trasforma in un razzo missile, più che un lavoro di critica musicale, sembra un romanzo di formazione collettivo e tutto italiano in cui il protagonista diventa uomo sigla dopo sigla, episodio dopo episodio. Un romanzo di formazione – intendiamoci – con tanta musica, zeppo di sintetizzatori e folgorazioni sperimentali che mai avremmo immaginato fossero lì, nel cassetto della nostra infanzia.

Demented Burrocacao

Si trasforma in un razzo missile. Sigle dei cartoni, sperimentazione musicale e vita vissuta
Rizzoli Lizard 2019, 205 pagine, euro 14,45
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