Appendice

Avete la mia fantaparola: sarà il suo anno

IL 114 04.09.2019

Mattia Destro, 27 anni, è nato ad Ascoli Piceno. Gioca nel Bologna

UNDICI SCRITTORI PER UNDICI CALCIATORI/2. Mattia Destro: storia di un amore inspiegabile e indiscutibile, coltivato andando a letto tardi, la domenica

Per molto tempo sono andato a letto tardi, la domenica. Sdraiato sul mio letto, aspettavo che Michele, il mio coinquilino, rincasasse con la Gazzetta dello Sport appena acquistata in qualche edicola notturna, o, in anni più recenti, aggiornando a intervalli regolari e brevi la pagina di uno di quei siti che svelano in anteprima i voti attribuiti dai giornalisti ai giocatori impegnati nel pomeriggio o nella sera.

Nelle ore precedenti a quel momento avevo fatto più volte i conti in base a valutazioni che, dopo aver studiato l’andamento delle partite, mi parevano estremamente ponderate e plausibili. E quasi sempre mi accorgevo che il passaggio dalla sconfitta alla vittoria dipendeva da un 6 che poteva anche essere 6,5, per il quale mi affidavo al buon cuore di qualche giornalista scontento o giovane ambizioso, inviato a seguire Livorno-Reggina o Crotone-Empoli. Poiché, come dice Andre Agassi, nella memoria, allo stesso modo che nella scienza, le istanze negative sembrano avere più peso ed effetto di quelle positive, mi pare che quel mezzo voto sia sempre stato in meno, e che il sonno che avevo rimandato e atteso, si dileguasse, nel doloroso rimpianto della beffa e nel morso allo stomaco della sconfitta.

Se devo pensare a uno dei fenomeni del mondo contemporaneo più capaci di soddisfare l’antico adagio “si fa ma non si dice”, assai prima di Tinder o di Chatroulette, mi viene in mente il fantacalcio. Nonostante sia un comportamento praticato, in Italia, da milioni di persone (il numero è inquantificabile perché sommerso in centinaia di migliaia di leghe private), è per qualche motivo ritenuto inelegante – ricordo che anche io, adolescente, rifiutai di prendervi parte temendo venisse minato quello che immaginavo essere il mio fascino. Per fortuna crescendo imparai le priorità della vita e negli ultimi quindici anni vi ho dedicato gran parte delle mie veglie.

Mi è capitato di constatare che difficilmente chi inizia a giocarci abbandona il fantacalcio. Può darsi che sia solo il mezzo che permette di mantenere il contatto con gli amici che i movimenti, fisici o figurati, della vita hanno allontanato dalla nostra quotidianità. È possibile che sia una via d’accesso al calcio alternativa al tifo e meno dispendiosa delle scommesse (anche se vi sono individui che si dedicano con assiduità a tutte e tre queste attività creando nel loro animo insanabili conflitti di interessi). Ma di certo non è un vizio facile da dismettere. Così, nel corso del tempo, mi è capitato di incontrare altri fantallenatori irriducibili e invecchiati aspettando il gol di un terzino e maledicendo il rigore sbagliato dal loro centravanti. Le volte che è avvenuto il reciproco riconoscimento, sono stato invaso da un piacere che deve essere simile a quello che prova un esponente di una loggia massonica quando i polpastrelli di uno sconosciuto gli sfiorano il palmo. E confrontandomi con il mio confratello fantacalcistico veniva fuori che entrambi avevamo delle predilezioni durature e inscalfibili.

Alcune di queste seguono la logica. Ho provato un amore pari a quello di Socrate per Alcibiade per il Principe Milito, per Rodrigo Palacio, rarissima miscela di classe cristallina e vocazione al sacrificio, o per Kalidou Koulibaly. Per altri giocatori invece l’amore è al tempo stesso inspiegabile e indiscutibile. Primo fra loro è Mattia Destro.

Capocannoniere dell’Inter Primavera nel 2009/10, viene acquistato nell’estate successiva dal Genoa. Debutta in serie A in settembre e dopo solo sei minuti dall’ingresso in campo realizza il suo primo gol, conseguendo l’attributo giornalistico, vagamente iettatorio, di predestinato. Viene comprato dal Siena, la squadra della città dove è nato mio padre (e che in quei tempi precedenti agli scandali della banca quasi eponima, viveva una stagione di fasti sportivi con la squadra di calcio stabile in serie A e la Mens Sana a dominare il campionato di basket). Tra predestinazione e destino familiare decido di comprarlo, per un solo fantamilione, all’asta di settembre. Il mio azzardo viene ripagato. Quell’anno il giovane Destro realizza 13 gol, meritandosi il passaggio alla Roma, la convocazione in nazionale e (da me) il soprannome Matt The Right Guy. Purtroppo è quello, a 21 anni, l’apice della carriera di Destro.

A Roma le cose non funzionano come dovrebbero. Una serie di infortuni, una sintonia di medio livello con Totti, e un rivale, Pablo Daniel Osvaldo, che gli ruba la scena. Arriva perfino un’espulsione perché già ammonito si toglie la maglietta dopo un gol e una squalifica di tre giornate con la prova tv dopo una colluttazione con Astori, proprio un raro giorno in cui ha realizzato una tripletta.

La tifoseria non lo ama, acquista in campo un’andatura caracollante che più che confondere gli avversari pare confondere se stesso e dopo due stagioni e mezzo in cui, proverbialmente, le ombre hanno prevalso sulle luci, passa al Milan, in prestito con diritto di riscatto. Riscatto che non arriva né dal punto di vista contrattuale né dal punto di vista sportivo. La Roma quindi lo cede al Bologna, dove si trova tuttora.

Neanche l’aria della provincia, spesso benefica per calciatori in crisi, lo rinfranca, e a Bologna viene superato nelle gerarchie da decine di attaccanti che si trovano a passare di lì nelle ultime cinque stagioni. E tranne due volte io l’ho sempre comprato, all’asta di settembre, nello scherno generale e opponendo alle insultanti battute un «vedrete» sempre meno convinto. Ma Destro ha solo 28 anni, e Siniša Mihajlović si è detto sicuro che sia alfine pronto a sbocciare. E sono d’accordo con lui, il 2019/20 sarà l’anno di Matt The Right Guy. Vedrete.

 

Carlo Carabba è il responsabile della narrativa italiana dell’editore Harper Collins, dopo aver lavorato in Mondadori. È poeta e romanziere. È uno degli autori dell’antologia Ogni maledetta domenica. Otto storie di calcio (minimum fax, 2010, a cura di Alessandro Leogrande). Il suo romanzo Come un giovane uomo (Marsilio) è stato nella dozzina del Premio Strega 2018. Tifa Fiorentina.

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